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Pillole di scienza - Anche gli insetti dormono - se ne sta immobile e sembra quasi che dorma

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Pillole di scienza

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Anche gli insetti dormono Se ne sta immobile e sembra quasi che dorma: è la drosophila melanogaster, il moscerino della frutta, che secondo Nature - potrebbe davvero conoscere le dolcezze del sonno. E cadere addormentato nel bel mezzo di una scorpacciata di mele. Tale insetto possiede infatti un enzima che regola i livelli dei neurotrasmettitori chiamati monoamine, osservati anche nei mammiferi. E una delle teorie attuali è che, negli esseri umani, il sonno serva proprio ad abbassare i livelli delle monoamnine. Riuscire quindi a capire le funzioni dell'enzima sarebbe di grande aiuto per lo studio dell'insonnia negli uomini. "E' possibile - arguisce Giulio Tononi, autore della ricerca - che la perdita di sonno danneggi l'organismo perchè non viene interrotto il processo monoaminergetico ". La composizione genetica della drosophila è un buon modello di riferimento, visto che se ne conosce praticamente l'intera sequenza ed è facilmente riproducibile. Il problema, semmai, è dimostrare che l'insetto stia effettivamente dormendo: impossibile infatti eseguire un elettroencefalogramma su un invertebrato tanto piccolo. Bisogna piuttosto osservarne il comportamento nei momenti in cui è credibile che si sia addormentato; l'immobilità , per esempio, può essere un criterio valido.

Inquinamento (Aria sporca, meno piogge) - L'inquinamento atmosferico potrebbe limitare le precipitazioni di acqua e neve. E' quanto emerge da uno studio dell'Università  di Gerusalemme pubblicato su Science. Dopo aver osservato le immagini scattate dal satellite su Australia, Canada e Turchia, i ricercatori hanno concluso che l'inquinamento impedisce alle nuvole di condensarsi in gocce d'acqua abbastanza grandi da raggiungere il suolo prima di evaporare. Le goccioline delle nuvole inquinate, fluttuano infatti nell'aria con scarse possibilità  di urtarsi e mescolarsi per dar vita alle piogge; sono anche più lente a congelarsi in cristalli di ghiaccio e provocare grandinate e nevicate. "L'attività  umana e l'inquinamento da questa prodotto, potrebbero compromettere le precipitazioni su scala mondiale", afferma Daniel Rosenfeld, capo del team di ricerca. Finora, gli studi fatti avevano portato a concludere che l'inquinamento favorisse le piogge. "Oggi, grazie ai satelliti, possiamo misurare le precipitazioni e studiare la microstruttura delle nuvole", dice sempre Rosenfeld e poi aggiunge: "resta da trovare conferma alle ipotesi sin qui avanzate, estendendo lo studio ad aree geografiche con livelli di inquinamento atmosferico più alti di quelli dell'Australia e delle altre zone esaminate"

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