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Come abbassare la pressione alta - In caso di ipertensione bisogna stare attenti a non abbassare la pressione minima eccessivamente, questo avvertimento vale quando la diastolica si trova già ad un valore intorno agli 80 mmHg

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Come abbassare la pressione alta

Combattere l'ipertensione arteriosa

In caso di ipertensione bisogna stare attenti a non abbassare la pressione minima eccessivamente, questo avvertimento vale quando la diastolica si trova già ad un valore intorno agli 80 mmHg. Mentre per la sistolica una riduzione anche importante sembra avere sempre dei benefici, un valore troppo basso della pressione diastolica (inferiore a 60 mmHg) è correlato ad un aumento dei livelli della troponina, condizione che indica un danno del tessuto cardiaco.

Se ci si trova in presenza di una ipertensione secondaria, conseguente quindi ad una malattia (acquisita o congenita) che può colpire i vasi, i reni, i surreni, il cuore, ecc., la cura della patologia, quando possibile, può portare alla normalizzazione dei valori pressori. Nella maggior parte dei casi il trattamento della pressione alta, anche quando prevede il ricorso ai farmaci, non deve però trascurare i benefici che potrebbero derivare da eventuali cambiamenti nello stile di vita.

A prescindere dall'origine del disturbo e dalla strada intrapresa per risolvere il problema, l'obiettivo del trattamento deve essere quello di riportare i valori della pressione ad una condizione accettabile: sistolica sotto ai 140 mmHg e diastolica inferiore a 90 mmg (è bene precisare che questi valori sono accettabili ma non ottimali, per non correre rischi è infatti consigliato scendere almeno a 120/80 mmHg). In base ad alcune indagini, una riduzione di appena 5 mmHg della pressione arteriosa contribuisce ad abbassare il rischio di infarto del 21 per cento e quello di ictus addirittura del 34 per cento.

A parte la strada farmacologica, le soluzioni che si adottano per abbassare la pressione alta sono le stesse che permetto di prevenire questa condizione. Un corretto stile di vita, con un attività fisica regolare e un'alimentazione sana, ricca di pesce, frutta e verdura, ma povera di grassi saturi, è sicuramente il modo migliore per combattere l'ipertensione arteriosa.

Come abbassare la pressione alta

Se vuoi sapere come abbassare la pressione, magari anche in modo naturale, qualche suggerimento arriva dai risultati di alcuni studi scientifici. In base ai dati di una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell'Università di Harvard, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of the American College of Cardiology (Effects of Sodium Reduction and the DASH Diet in Relation to Baseline Blood Pressure - DOI: 10.1016/j.jacc.2017.10.011 ), una dieta povera di sale ma ricca di frutta e verdura, in appena quattro settimane, può ridurre la pressione più dei farmaci. Osservando i dati raccolti si può notare come la sola dieta sia riuscita a diminuire la pressione di quasi il doppio rispetto alla terapia farmacologica.

Per condurre l'indagine sono stati selezionate 412 persone ipertese, con un'età media di 48 anni, che non seguivano nessuna terapia farmacologica per la pressione alta. Alcuni dei partecipanti dovevano continuare a seguire le loro diete abituali, mentre altri dovevano adottare la dieta DASH, molto simile alla dieta mediterranea e secondo alcuni esperti il miglior regime alimentare per chi soffre di ipertensione. Dopo appena 4 settimane, le persone del secondo gruppo, rispetto alle altre, presentavano una riduzione media della pressione sanguigna di 21 mmHg. Un risultato straordinario se si pensa che la maggior parte dei farmaci utilizzati per contrastare la pressione alta, oltre a non essere privi di effetti collaterali, la riducono mediamente tra i 10 e i 15 mmHg.

La dieta DASH, acronimo di Dietary Approaches to Stop Hypertension (Approcci dietetici per fermare l'ipertensione), può quindi essere effettivamente la scelta migliore in caso di ipertensione. In questo regime alimentare sono presenti i principali suggerimenti dietetici dati per abbassare la pressione alta: riduzione dell'apporto di sale a 2 grammi giornalieri (per maggiori informazioni vi consigliamo la lettura dell'articolo: Meglio una dieta iposodica o ricca di sale?), limitazione di alimenti ricchi di grassi saturi e che contribuiscono ad alzare i livelli di colesterolo, via libera invece a frutta e verdura, legumi, cereali, carni , frutta secca, magre, ecc..

Un'altra ricerca, condotta presso l'Università Militare di Chongqing e pubblicata su Hypertension (Enjoyment of Spicy Flavor Enhances Central Salty-Taste Perception and Reduces Salt Intake and Blood Pressure - Doi: 10.1161/HYPERTENSIONAHA.117.09950), ci da invece un altro consiglio utile per abbassare la pressione. Si sa che un consumo eccessivo di sale favorisce l'ipertensione arteriosa nelle persone predisposte, chi però mangia cibi speziati tende a consumare quantitativi inferiori di cloruro di sodio (sostanza contenuta nel comune sale da cucina).

Precedenti studi avevano già evidenziato che il peperoncino, ed in particolare la capsaicina contenuta in esso, inganna il cervello aumentando la sapidità. In pratica si ha la percezione che i cibi siano più salati di quanto lo siano realmente. In questa nuova indagine si è voluto indagare ulteriormente sul meccanismo dietro a questo fenomeno, coinvolgendo un campione di oltre 600 adulti. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: da una parte quelli che prediligevano i cibi piccanti e dall'altra quelli a cui piaceva mangiare "salato". Di tutti è stata inoltre misurata la pressione sanguigna.

Dall'analisi dei dati è emerso che le persone amanti del piccante presentano dei valori della pressione più bassi rispetto a chi piace mangiare salato. Si è inoltre rilevato che le persone che prediligono i piatti speziati hanno una minore "voglia di salato". Mediante la risonanza magnetica sono state anche analizzate le aree del cervello che si attivano quando si mangiano vari cibi, in questo modo si è scoperto che le spezie stimolano le stesse aree che si accendono con il sale.

Per abbassare la pressione può quindi essere una buona idea mangiare speziato, chi predilige dei condimenti più piccanti diventa infatti più sensibile al grado di salinità e, di conseguenza, sarà sufficiente meno sale per rendere gustosa una pietanza.

In questo articolo abbiamo parlato del limite giornaliero di sale che deve essere di 2 grammi, per essere più precisi è bene però evidenziare che quello è il limite di sodio. Quando leggiamo le etichette degli alimenti troviamo effettivamente il contenuto di sodio, bisogna però stare attenti a non confondere il sodio con il sale perché i due termini non sono sinonimi della stessa sostanza. Un grammo di sodio corrisponde a 2,5 grammi di sale, se quindi utilizzassimo esclusivamente del sale da cucina, senza mangiare alimenti confezionati, il limite giornaliero non è di 2 grammi ma 5 grammi. Se si riesce a stare sotto a questi limiti, la pressione arteriosa può ridursi anche di 6-8 mmHg.

In precedenza abbiamo parlato della dieta DASH, ottimi risultati si possono però avere anche con la nostra dieta mediterranea particolarmente ricca di frutta e verdura. Grazie ad essa si può infatti abbassare la pressione di circa 8-14 mmHg.

Un altro accorgimento da prendere per ridurre i valori pressori è quello di limitare l'assunzione di alcolici. Potrà non sembrare molto ma in questo modo si può abbassare la pressione di altri 2-4 mmHg.

Se si ha qualche chilo di troppo, perdere peso può ridurre ulteriormente la pressione arteriosa. Diverse indagini hanno dimostrato che, in caso di obesità o sovrappeso, il calo ponderale migliora la situazione pressoria. Ogni 10Kg persi si registra una diminuzione della pressione arteriosa di circa 5-10 mmHg.

Dei benefici possono derivare anche dall'attività fisica. Una qualsiasi attività aerobica, anche una semplice passeggiata a passo veloce, se fatta per almeno 30 minuti al giorno 5 giorni a settimana, può produrre una riduzione della pressione tra i 4 e i 9 mmHg.

Oltre a quanto già detto, l'ipertensione può essere prevenuta e/o contrastata anche imparando a gestire lo stress e, se si è dei fumatori, abbandonando il vizio del fumo. Per ulteriori informazioni e approfondimenti potete consultare anche i seguenti approfondimenti:

Farmaci per la pressione alta

Farmaci per la pressione alta

Dopo una diagnosi di ipertensione, se un intervento sulle abitudini di vita non sortisce i risultati desiderati o non è sufficiente per raggiungere certi obiettivi, per normalizzare la pressione arteriosa bisognerà ricorrere ad una terapia farmacologica. Di solito, si intraprende questa strada come ultima spiaggia perché la terapia antipertensiva è un trattamento cronico che dura per diversi anni. È infatti molto raro che un paziente con ipertensione possa smettere, ad un certo punto, di assumere i farmaci per la pressione alta.

A disposizione ci sono diversi medicinali che agiscono con diversi meccanismi sul controllo della pressione arteriosa. Per ogni singolo caso, la scelta della terapia farmacologica più idonea dipende dai fattori di rischio individuali, dalla presenza di altre patologie associate e da eventuali danni a carico del fegato.

In alcune persone un solo antipertensivo non è sufficiente per abbassare adeguatamente la pressione arteriosa, per questo motivo ci sono delle situazioni dove si ricorre all'associazione di più farmaci (anche 4-5) che agiscono con meccanismi diversi. Questo non vuol dire che si è davanti ad un'ipertensione più severa ma, semplicemente, ogni paziente risponde in maniera specifica alle terapie. Proprio per questo motivo, a volte, serve del tempo per individuare i farmaci migliori per trattare il problema e, inizialmente, si potrebbero non ottenere i risultati sperati. Può inoltre accadere che una determinata cura, che si è dimostrata efficace per anni, ad un certo punto non funzioni più e sia necessario variarla o integrare un nuovo farmaco. Questo accade perché, con il passare del tempo, ci sono delle variazioni fisiologiche che influiscono sulla pressione. Ci sono poi altre situazioni dove l'utilizzo di più farmaci, anche a dosaggio pieno, non è sufficiente per tenere sotto controllo i valori pressori, in questi casi si parla di ipertensione arteriosa resistente. Per trattare quest'ultima condizione sono stati messi a punto nuovi trattamenti non farmacologici quali ad esempio la denervazione delle arterie renali.

Farmaci antipertensivi

  • Diuretici: sono dei farmaci che agiscono sul bilancio di sodio-acqua
  • Simpaticolitici: sono dei farmaci che agiscono sulla funzionalità del sistema nervoso simpatico
  • Vasocostrizione e vasodilatazione: sono dei farmaci che agiscono sui centri nervosi collegati al controllo della motilità vasale

Oltre a quelli già elencati ci sono anche alcuni farmaci che agiscono su sistema renina-angiotensina, si tratta di un meccanismo ormonale che contribuisce a regolare la pressione sanguigna, il tono della muscolatura arteriosa e il volume totale del sangue circolante.

Diuretici

  • diuretici tiazidici: idroclorotiazide e clortalidone
  • diuretici dell'ansa: furosemide e acido etacrinico
  • diuretici che riducono la perdita di potassio: amiloride e spironolattone

Simpaticolitici

Alcuni medicinali simpaticolitici che agiscono a livello centrale sono: metildopa, guanabenz e clonidina.

Alfa e beta bloccanti

Farmaci che agiscono a livello dei meccanismi nervosi di controllo periferico della pressione arteriosa

  • Bloccanti ß-adrenergici: propranololo e metoprololo
  • Antagonisti alfa-adrenergici: fenossibenzamina e prazosina
  • Antagonisti adrenergici misti: labetalolo
  • Ganglioplegici: trimetafano
  • Bloccanti dei neuroni adrenergici: guanetidina e betanidina

Altri farmaci per la pressione alta sono i calcio-antagonisti o bloccanti dei canali del calcio, quali ad esempio la nifedipina e la verapamile, gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II, o o sartani, come olmesartan e irbesartan, i vasodilatatori ad azione diretta che agiscono a livello arterioso, quali minoxidil e idralazina, e, infine, gli agenti che interferiscono con il sistema renina-angiotensina, o ACE-inibitori, come il captopril o l'omapratilat.

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