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Stanchezza cronica: alcune possibili cause e i sintomi - Se vi sentite stanchi e fiacchi, a volte con stati di sonnolenza e dolori muscolari continui, potreste soffrire di una malattia nota come Sindrome da Stanchezza Cronica, o Sindrome da Fatica Cronica (CFS, acronimo di Chronic Fatigue...

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Stanchezza cronica: alcune possibili cause e i sintomi

Cause stanchezza cronica

Se vi sentite stanchi e fiacchi, a volte con stati di sonnolenza e dolori muscolari continui, potreste soffrire di una malattia nota come Sindrome da Stanchezza Cronica, o Sindrome da Fatica Cronica (CFS, acronimo di Chronic Fatigue Syndrome). Si tratta di un disturbo caratterizzato da una fatica continua persistente che perdura per almeno 6 mesi. Colpisce prevalentemente le donne e ha un'incidenza stimata tra lo 0,4 e l'1 per cento. Non si tratta quindi di una malattia rara, poiché per essere definita tale dovrebbe avere un'incidenza uguale o inferiore allo 0,05 per cento (5 casi ogni 10 mila abitanti). Fino a qualche tempo fa si pensava che la CSF fosse un disturbo di natura prevalentemente psicologica, recenti studi sembrano però aver individuato alcune cause non relative alla psicologia.

La diagnosi di questa malattia cronica non è semplice, il motivo risiede nei sintomi che possono essere confusi facilmente con altre condizioni quali ipocondria, stress, sindromi ansiose, ecc.. Individuare le cause è quindi importante per migliorare la fase diagnostica e, successivamente, curare la Sindrome da Stanchezza Cronica. Se di una malattia non si conosce l'origine, difficilmente si riesce infatti a trattare adeguatamente il problema.

Una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell'Università di Newcastle, pubblicata su Plos One (Cellular bioenergetics is impaired in patients with chronic fatigue syndrome - Doi: 10.1371/journal.pone.0186802), ha scoperto che tra le cause della Sindrome da Stanchezza Cronica ci potrebbe essere un'alterazione nei globuli bianchi. Le persone con CFS presentano infatti leucociti "prosciugati" a livello energetico.

Si è giunti a queste conclusioni dopo aver esaminato i risultati delle analisi del sangue, con particolare attenzione verso alcuni parametri relativi ai globuli bianchi, di 52 persone alle quali era stata diagnosticata una Sindrome da Fatica Cronica. I dati sono stati poi confrontati con i campioni ematici di 35 persone sane. Di tutti è stato esaminato il livello di respirazione cellulare, un processo che porta, in presenza di ossigeno, a far produrre alle cellule una grande quantità di energia.

Dall'analisi è emerso che i linfociti delle persone con CFS producevano una minore energia, circa il 50 per cento in meno rispetto a quella rilevata nei campioni delle persone sane. Delle differenze sono state rilevate anche su altri parametri quali: ATP, capacità di riserva, perdita di protoni, efficienza di accoppiamento e respirazione non mitocondriale.

Grazie a questo studio si è quindi riusciti ad individuare dei parametri che fanno ipotizzare una base biologica della patologia. Dei dubbi verso una possibile origine psicologica erano già emersi anche nel corso di un'altra ricerca condotta presso la Cornell University. In tale indagine, i cui risultati sono stati pubblicati su Microbiome (Reduced diversity and altered composition of the gut microbiome in individuals with myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome - Doi: 10.1186/s40168-016-0171-4), si era scoperto che la Sindrome da Stanchezza Cronica potrebbe avere origine nell'intestino. Le persone con CFS presentano infatti un'alterazione nel microbioma intestinale.

I risultati dello studio pubblicato su Microbiome sono frutto di un'indagine condotta sui campioni ematici e fecali di 87 persone: 48 con diagnosi di CFS e 39 sane. Uno dei test prevedeva il sequenziamento del DNA presente nelle feci al fine di identificare le specie batteriche presenti nel microbioma intestinale oltre che la sua composizione.

Dal confronto è emerso che il microbioma delle persone con Sindrome da Fatica Cronica era diverso: queste differenze potrebbero essere alla base dei sintomi gastrointestinali e infiammatori che caratterizzano la malattia. Inoltre, rispetto al gruppo di controllo, vi era una minore varietà batterica con un basso numero di batteri noti per la loro funzione anti-infiammatoria.

Attraverso i risultati delle analisi del sangue sono stati rilevati altri marcatori dell'infiammazione. Secondo gli autori, è plausibile che i batteri dall'intestino entrino nel sangue scatenando una risposta immunitaria alla base di alcuni sintomi della patologia. Ciò nonostante, non è ancora chiaro se un microbioma alterato sia la causa o una conseguenza della malattia. Attualmente non ci sono infatti abbastanza informazioni per stabilire un rapporto causa effetto tra quanto osservato nella flora batterica intestinale e la sindrome.

Attualmente una diagnosi di CFS viene fatta per esclusione, il paziente viene sottoposto ad una lunga lista di esami con l'obiettivo di escludere altre patologie autoimmuni, tumori maligni, depressione, ecc,. che presentano alcuni aspetti in comune con la Sindrome da Stanchezza Cronica. In alcuni casi una diagnosi definitiva arriva solo dopo diversi anni. Grazie a queste nuove informazioni, si possono mettere a punto delle metodologie diagnostiche poco invasive, complementari magari ad altri esami, per individuare la malattia cronica. Ulteriori studi potranno poi valutare se l'utilizzo di determinati probiotici, utili per riequilibrare il microbioma intestinale, possa essere utile nella cura della malattia.

Sindrome da Stanchezza Cronica: sintomi, cause e rimedi

Stanchezza cronica sintomi

Come accennato, la sindrome da stanchezza cronica è una malattia caratterizzata da una sensazione di stanchezza prolungata, persistente e debilitante. A questo sintomo si associano altri disturbi non specifici correlati. Colpisce prevalentemente adulti di sesso femminile, di età compresa tra i 20 e i 40anni, con un'incidenza stimata tra lo 0,4 e l'1 per cento. Le persone con CFS presentano una stanchezza che incide pesantemente sulla qualità della vita, il riposo non allevia il problema e viene aggravato sia in caso di attività intellettuali che fisiche. In alcuni casi, il problema è talmente grave da non consentire un normale svolgimento dell'attività lavorativa.

Sintomi correlati alla stanchezza cronica

Si è davanti ad una situazione di CFS se il paziente, per un periodo di almeno sei mesi, presenta una serie di sintomi:

  • cefalee
  • debolezza a seguito di esercizio fisico
  • dolori articolari
  • dolori delle ghiandole linfonodali cervicali
  • dolori muscolari
  • faringite / mal di gola
  • febbre
  • dolori delle ghiandole linfonodali ascellari
  • sonno non ristoratore

Sono inoltre abbastanza comuni problemi legati alla memoria e alla concentrazione. Nel tempo, a causa della cronicità, la malattia può portare alla depressione.

Diagnosi della malattia

Attualmente la Sindrome da Stanchezza Cronica viene diagnosticata per esclusione. Si procede con una diagnosi differenziale per escludere sopratutto casi di tumori maligni, malattie epatiche e renali, patologie autoimmuni, depressione e difetti ormonali. Solo dopo aver escluso queste malattie, si può confermare la diagnosi di CFS se si rilevano, per un periodo di 6 mesi, almeno 4 dei sintomi correlati.

Studi come quelli di cui abbiamo parlato all'inizio dell'articolo sono molto utili per migliorare la diagnosi. La tecnica sarà sicuramente da perfezionare ma, già ora, determinati marcatori biologici della sindrome si possono rilevare in alcuni batteri intestinali e in agenti infiammatori microbici presenti nel sangue. Grazie ad essi si riesce a diagnosticare, con una metodica poco invasiva e molto veloce, la malattia in circa l'83 per cento dei pazienti con CFS.

In fase di studio ci sono anche altre tecniche che prevedono l'utilizzo della risonanza magnetica per immagini (o MRI). In pazienti affetti da sindrome da stanchezza cronica sono state infatti individuate alcune anomalie cerebrali specifiche.

Terapie e rimedi per la Sindrome da Stanchezza Cronica

Per il momento non esiste una cura definitiva per la CFS, ci sono però delle terapie, a base di farmaci antinfiammatori non steroidei e antidepressivi, in grado di tenere sotto controllo i sintomi. Secondo alcune statistiche, circa il 50 per cento dei pazienti si rimette entro 5 anni dalla comparsa dei sintomi iniziali della malattia. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, viene però considerata come guarigione una situazione che non era una Sindrome da Stanchezza Cronica (non di rado si compiono infatti degli errori nella fase della diagnosi differenziale).

In determinati casi si riesce a trattare la sindrome della stanchezza cronica, sopratutto nelle prime fasi, agendo semplicemente sullo stile di vita con interventi su alimentazione, esercizio fisico e tecniche per la gestione dello stress. Le nuove informazioni relative alle possibili cause potrebbero aprire la strada a nuove terapie. Si potrebbe ad esempio lavorare sul ripristino dell'equilibrio del microbioma intestinale.

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