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Herpes Zoster o Fuoco di S. Antonio: vaccino, sintomi e cura - Un dolore forte e insopportabile può essere uno dei sintomi del Fuoco di Sant'Antonio, una patologia, che si può prevenire con un vaccino, nota in campo...

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Herpes Zoster o Fuoco di S. Antonio: vaccino, sintomi e cura

Herpes Zoster

Un dolore forte e insopportabile può essere uno dei sintomi del Fuoco di Sant'Antonio, una patologia che si può prevenire con un vaccino, nota in campo medico come Herpes Zoster (HZ). Perché rischiare il contagio di una malattia, o la riattivazione di un virus rimasto in stato latente, se si può ridurre notevolmente il rischio grazie alla prevenzione primaria? La nevralgia post-erpetica è la principale complicanza del Fuoco di Sant'Antonio, una situazione che causa molto dolore (in alcuni casi anche per mesi) nell'area interessata dal virus.

Un'indagine commissionata da MSD Italia (azienda farmaceutica leader nella produzione di farmaci) e condotta da DoxaPharma, un ente che si occupa di ricerche di mercato farmaceutiche e per la salute, accende i riflettori su una malattia per la quale esistono dei rimedi non conosciuti da tutti. Il Fuoco di Sant'Antonio è una patologia la cui incidenza annuale generale è stimata intorno a 3-4 casi ogni 1000 persone. La malattia non colpisce in maniera uniforme tutta la popolazione, l'incidenza varia infatti in base alla fascia d'età:

  • 2-3 casi ogni 1000 persone tra i 20 e i 50 anni
  • 5 casi ogni 1000 persone tra i 51 e i 60 anni
  • 6-7 casi ogni 1000 persone tra i 61 e gli 80 anni (con un picco tra i 75 e gli 80anni)

Mediamente circa una persona su 4, nell'arco della vita, sviluppa un'infezione da Herpes Zoxster, il dato sale a uno su due nella fascia di popolazione che arriva a 85 anni. In alcuni casi la malattia è molto invalidante e spesso si cercano dei rimedi, naturali e non, solo quando il Fuoco di S. Antonio è già presente. Solo il 25 per cento delle persone sa però che il dolore si può prevenire con un vaccino gratuito per chi ha compiuto i 65 anni.

Dall'indagine, nella quale sono state coinvolte più di 200 individui colpiti da HZ con un età compresa tra i 60 e i 70 anni, è emerso che circa il 40 per cento ha sperimentato un dolore forte e insopportabile che ha compromesso la vita professionale (complessivamente sono stati persi in media 13 giorni lavorativi). Ben il 55 per cento ha inoltre dichiarato che nella fase acuta della malattia non era in grado di svolgere autonomamente diverse attività della vita quotidiana.

Fuoco di sant antonio foto

Gli esperti spiegano che il dolore che si può provare in occasione del Fuoco di Sant'Antonio è molto intenso e resistente alle tradizionali terapie antalgiche, per questo motivo è molto importante la prevenzione. Purtroppo, la percezione del rischio della malattia, e il conseguente impatto di essa sulla qualità della vita, è elevato solo in quelle persone che hanno conosciuto da vicino tale problema. Chi non ha avuto a che fare con un caso di HZ, solitamente non sa nemmeno che esista un Vaccino anti-Herpes Zoster.

Il medico di medicina generale può avere un ruolo centrale, sopratutto verso le fasce più a rischio. Informando adeguatamente i pazienti, e spiegando in che modo è possibile prevenire le conseguenze associate al Fuoco di Sant'Antonio, si possono ridurre notevolmente i costi per la società collegati alle infezioni da Herpes Zoster.

Herpes zoster (Fuoco di S. Antonio)

L'Herpes zoster, noto alla maggior parte delle persone come Fuoco di Sant'Antonio, è una patologia virale determinata dal virus della varicella-zoster (VZV). Secondo alcune stime, una percentuale superiore al 90 per cento della popolazione si ammala di varicella nell'arco della propria vita, di queste, il 10 per cento ha una recideva dell'infezione nella forma dell'Herpes zoster. Dopo che si guarisce dalla varicella, il virus rimane latente nei gangli sensitivi craniali e del midollo spinale, a distanza di decenni può però riattivarsi originando delle manifestazioni nervose e cutanee a distribuzione dermatomerica (il dermatomero è la regione cutanea innervata da una singola radice sensitiva) tipiche del Fuoco di S. Antonio. Come abbiamo esposto in precedenza, l'incidenza cresce con l'aumentare dell'età. Un altro fattore che può incidere sulla comparsa e una riduzione della risposta immunitaria cellulo-mediata, una risposta da parte del sistema immunitario che non coinvolge gli anticorpi ma solo i macrofagi.

Sintomi fuoco di S. Antonio

Rash cutaneo Herpes Zoster

Per diagnosticare un'infezione da Herpes Zoster, nella maggior parte dei casi, è sufficiente un'ispezione visiva dell'eruzione cutanea effettuata nel corso di una visita dermatologica. Di solito, sia il rash cutaneo che la nevralgia, è localizzata su un solo lato del corpo. L'eruzione cutanea ha generalmente la forma di una "fascia", da questa caratteristica deriva il nome "Zoster" (parola che in greco significa cintura). L'irritazione cutanea, in una prima fase, è caratterizzata da lesioni maculo-papulari, successivamente diventano invece vescicolari. L'area può continuare ad estendersi, con la formazione di nuove lesioni, fino a 7 giorni dalla prima manifestazione, dopo questo periodo iniziano a formarsi delle crosticine che spariscono nel giro di 2-3 settimane.

Decorso Fuoco di Sant'Antonio

Anche se le caratteristiche e la manifestazione cutanea si prestano ad interpretazione abbastanza univoca e la diagnosi visiva è pressoché certa, esistono degli esami di laboratorio che possono fugare ogni dubbio. Il test più noto è un esame del sangue che permette di individuare la presenza di anticorpi IgM specificamente legati alla presenza del virus della varicella-zoster.

Il dolore, in alcuni casi molto forte, precede la formazione delle vescicole di 3-5 giorni. Ci sono comunque delle situazioni dove la nevralgia si può manifestare anche alcune settimane prima della comparsa del rash cutaneo (nevralgia prodromica). In un 10-20 per cento dei casi di HZ, la patologia può coinvolgere la branca oftalmica del nervo trigemino (Herpes Zoster Oftalmico) e in circa il 50 per cento di queste manifestazioni ci possono essere successive complicazioni oculari quali, ad esempio, la cheratite neurotrofica.

In base ai dati di uno studio italiano, condotto con il supporto dei medici di medicina generale, una percentuale abbastanza rilevante di pazienti colpiti da HZ presenta dei dolori (Nevralgia Post-Erpetica), con impatto negativo sulla qualità della vita, addirittura 6 mesi dopo la fase acuta della malattia. In alcuni casi è stata anche documentata la presenza di episodi dolorosi con alterazioni funzionali nervose fino a 10 anni dal fenomeno acuto. Altre complicazioni collegate all'Herpes Zoster, oltre alla Nevralgia Post-Erpetica e i problemi collegati al nervo ottico, sono la perdita dell'udito, le infezioni cutanee, cerebrali e viscerali.

Dai dati di un altro studio, pubblicato sulla rivista scientifica Stroke, emerge inoltre che il rischio di incorrere in un ictus sale del 30 per cento se nel corso dell'anno precedente si è sofferto di Herpes Zoster. Tale rischio è addirittura quadruplicato in quelle persone dove l'infezione ha coinvolto gli occhi (Herpes Zoster Oftalmico).

Sintesi di alcuni sintomi dell'Herpes Zoster:

  • Brividi
  • Dolore forte e insopportabile
  • Febbre
  • Mal di stomaco
  • Mal di testa
  • Microlesioni e pustole, come quelle della varicella, in un'area allungata
  • Prurito
  • Spossatezza

Contagio Herpes Zoster

Il fuoco di Sant'Antonio può essere contagioso, la trasmissione del virus della Varicella Zoster da un soggetto infetto a uno sano (che non ha passato la varicella e privo di vaccinazione) può avvenire attraverso il contatto diretto con le lesioni cutanee. Un soggetto con HZ non è più contagioso nel momento in cui tutte le lesioni si sono cicatrizzate.

È però importante specificare che in caso di contagio non si contrarrà il Fuoco di S. Antonio ma la varicella, l'Herpes Zoster è infatti una complicanza tardiva dell'infezione varicellare. Inoltre, a differenza della varicella, il virus della varicella-zoster non si diffonde per via aerea. Per lo stesso motivo una persona con varicella non può trasmettere l'HZ perché questa malattia è determinata da una riattivazione del virus che è rimasto in stato latente nei gangli sensitivi craniali e del midollo spinale.

Normalmente il sistema immunitario è in grado di bloccare la malattia ma, anche dopo la guarigione, il virus non viene eliminato completamente e rimane inattivo nel tessuto nervoso per anni e, in alcuni casi, per tutta la vita. Anche se non ci sono informazioni esaustive, si ritiene che la riattivazione sia legata ad un abbassamento improvviso delle difese immunitarie. Il Fuoco di S. Antonio potrebbe quindi presentarsi in concomitanza di periodi di forte stress psicofisico, terapie radioterapiche, chemioterapie, malattie che colpiscono il sistema immunitario come l'HIV, terapie farmacologiche di immunosoppressione (eseguite ad esempio in seguito a trapianti d'organo), ecc., tutte situazioni dove c'è un indebolimento o una compromissione delle difese immunitarie.

Herpes Zoster cura

Per la cura dell'Herpes Zoster ci si avvale di trattamenti specifici e mirati antivirali, antinfiammatori e antidolorifici. Prima di procedere con la terapia è bene però appurare che non ci siano delle patologie concomitanti, quali ad esempio forme neoplastiche, che possano aver in qualche modo favorito l'apertura della barriera immunitaria.

Il Fuoco di Sant'Antonio, come la varicella, guarisce spontaneamente. Considerando però quanto i sintomi possono essere invalidanti, ci si può avvalere di cure locali e sistemiche per ridurre il fastidio. Grazie agli antivirali, da somministrare possibilmente entro le 72 ore successive alla comparsa dell'eruzione cutanea, si può bloccare la replicazione del virus e, di conseguenza, si riduce la sua proliferazione e la durata della manifestazione. Questi farmaci non sono però utili per il dolore che è causato da nevrite, inoltre, anche gli antidolorifici e gli antinfiammatori sono poco utili nella terapia antalgica e per tale motivo si consiglia la prevenzione con il Vaccino anti-Herpes Zoster. Per quanto riguarda invece il tempo di guarigione delle vescicole, e il prurito causato da esse, esistono dei gel a base di cloruro d'Alluminio.

Nei casi di nevrite post-erpetica è importante rivolgersi a un bravo terapista del dolore, solo così si potranno evitare danni irreversibili del nervo. Il dolore della nevrite post erpetica, sopratutto quando interessa l'area del viso, è molto debilitante e limita notevolmente la qualità della vita, giorno e notte, con difficoltà a dormire e a mangiare. Nei casi in cui la patologia sia localizzata nell'area toracica si possono invece avere dei problemi nella fase respiratoria. Per prevenire e limitare queste complicazioni esistono dei trattamenti specifici, mirati a livello transcutaneo, che possono essere effettuati o con l'ausilio di un ago, con l'iniezione di farmaci anestetici o adiuvanti adatti, o con innovativi cerotti molto efficaci.

Vaccino Herpes Zoster

Vaccino Herpes Zoster

Il vaccino anti Herpes Zoster contiene una forma attenuata del virus della varicella-zoster che stimola il sistema immunitario ad agire specificamente contro il virus. Grazie alla vaccinazione, in una buona percentuale di casi, si riesce a inibire la riattivazione del virus latente nell'organismo e, di conseguenza, si prevenire l'insorgenza dell'HZ e della Nevralgia Post Erpetica.

Il piano vaccinale italiano prevede la somministrazione gratuita a tutte le persone che hanno compiuto i 65 anni. Il vaccino, costituito da una sola dose, si inietta per via sottocutanea in un braccio. In alcuni casi si possono rilevare degli effetti collaterali di lieve entità nell'area dell'iniezione quali: prurito, gonfiore, eritema, dolore. Alcuni pazienti hanno inoltre segnalato mal di testa e dolore alle estremità. Come per tutti i vaccini, non si possono inoltre escludere eventuali reazioni allergiche (evenienza comunque abbastanza rara). Per evitare quest'ultimo effetto collaterale, non devono essere vaccinate quelle persone che presentano una storia di ipersensibilità importante a qualsiasi componente del vaccino (principio attivo, eccipienti o tracce di residui, come ad esempio la neomicina).

In conclusione, è importante riflettere sull'importanza della vaccinazione pediatrica contro il virus della varicella, grazie ad esso si potrebbe infatti prevenire anche l'insorgere del fuoco di sant'Antonio in età adulta. Il vaccino antivaricella contiene al suo interno un virus vivo, ma attenuato, in pratica non in grado di sviluppare la malattia. Ad oggi non sono mai stati osservati dei casi di HZ collegati a tale virus, per avere la conferma di questo duplice effetto protettivo bisognerà però attendere degli anni (il vaccino per la varicella è stato introdotto negli anni 90, per avere i primi dati certi bisognerà quindi attendere che i primi vaccinati invecchino).

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