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Fiato corto in menopausa

Donna in menopausa con fiato corto

Il fiato corto, o respiro corto, può essere uno dei sintomi della menopausa. Dopo la scomparsa definitiva delle mestruazioni si possono quindi accusare dei problemi respiratori simili a quelli provocati dal fumo. Alcune donne, già nel periodo del climaterio, lamentano un certo fiatone e affanno quando parlano mentre camminano o dopo aver compiuto banali azioni della vita quotidiana. Secondo gli esperti, questi effetti della menopausa sul respiro della donna sarebbero paragonabili addirittura a quelli che si riscontrano in una persona che fuma 20 sigarette al giorno. Dell'argomento si è occupato un team di ricercatori, provenienti da diversi istituti europei, coordinati da Francisco Gómez Real, del Department of Clinical Science - University of Bergen (Norway). I risultati dello studio sono stati pubblicati sull'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine (Menopause is Associated with Accelerated Lung Function Decline - Doi: 10.1183/13993003.congress-2016.OA4998).

Le cause del fiato corto possono essere diverse, questa esperienza viene spesso sperimentata durante il periodo della gravidanza ma nelle donne ci possono essere anche altre motivazioni. Gli esperti hanno scoperto che quando si entra nel periodo della menopausa anche piccole azioni quotidiane possono portare ad un affaticamento del respiro. Fino ad oggi questo problema era stato sottovalutato ma ora si è scoperto che il respiro affannoso in menopausa ha delle connessioni con gli sbalzi ormonali.

Kai Triebner, primo autore dello studio e ricercatore presso l'Università di Bergen, spiega che i dati ricavati dall'indagine evidenziano quanto sia importante prestare attenzione alla salute respiratoria della donna durante il climaterio, il periodo che precede e segue la menopausa. Il peggioramento delle funzioni polmonari potrebbero incidere significativamente sulla qualità della vita e si potrebbe andare incontro ad una dispnea.

Per condurre la ricerca gli esperti si sono avvalsi dei dati ricavati nel corso dello studio europeo ECHRS (European Community Respiratory Health Survey). Le informazioni riguardano un campione di 1.438 donne, con un età compresa tra i 25 e i 48 anni, seguite per un periodo di 20 anni. Durante questi due decenni di osservazione la maggior parte delle donne è entrata in menopausa. Le volontarie sono state sottoposte a diversi esami quali ad esempio la spirometria, noto anche come esame spirometrico, utile per verificare le funzionalità respiratorie. I ricercatori si sono concentrati in particolar modo su due parametri ricavati dal test: il volume totale d'aria all'interno dei polmoni (FVC) e la quantità d'aria che si riesce a buttare fuori in un secondo (FEV1). Le donne dovevano tenere una sorta di diario che prevedeva anche l'appunto di informazioni relative al ciclo mestruale, i ricercatori avevano quindi un'informazione precisa sull'inizio della menopausa.

Incrociando le varie informazioni si è constatato che la mancanza di fiato non è riconducibile all'invecchiamento. Almeno in questo caso l'anzianità del soggetto non aveva un impatto rilevante sulla diminuzione della qualità del respiro. I parametri relativi a FVC e FEV1 peggioravano invece notevolmente nelle donne in menopausa o in post-menopausa. Gli esperti spiegano che il declino rilevato con il FEV1, Forced Expiratory Volume in 1 second, era paragonabile a quello che si rileva in un tabagista che fuma 20 sigarette al giorno per 2 anni. Quello relativo invece alla FVC, Forced Vital Capacity, era assimilabile a quello determinato dall'assunzione di 20 sigarette al giorno per 10 anni.

I due parametri sono molto indicativi, un maggior peggioramento delle capacità respiratorie rilevato con FVC rispetto a quello relativo a FEV1 suggerisce che la menopausa può comportare dei problemi restrittivi, in pratica vi è una maggiore difficoltà nell'espandere completamente i polmoni durante l'inspirazione. Vi è comunque anche una certa difficoltà ostruttiva, che ostacolano la capacità di espirare l'aria fuori dai polmoni, ma questa è secondaria in proporzione all'altro disturbo.

Le cause del respiro corto in menopausa possono essere diverse, da una parte ci potrebbero essere i cambiamenti ormonali che innescano dei processi che vanno a incidere sul declino della funzione polmonare, dall'altra ci potrebbe essere un legame con l'osteoporosi. Una perdita di massa ossea, conseguente all'osteoporosi, potrebbe causare lo schiacciamento delle vertebre con una conseguente riduzione della capacità di espansione del torace, una condizione che va a limitare la quantità di aria che è possibile inspirare.

Se tra i 45 anni e i 55 anni di età si inizia quindi ad avere il fiatone, la causa potrebbe essere della menopausa. Sebbene bisognerà fare ulteriori studi per capire se la causa è di tipo ormonale o legata all'osteoporosi, è importanti essere consapevoli che la salute respiratoria potrebbe diminuire considerevolmente durante e dopo questo periodo di transizione della donna.

Cause del fiato corto

Abbiamo visto che la menopausa può essere una delle cause del fiato corto, questa non è però l'unica a provocare una difficoltà respiratoria. Una dispnea, che può essere temporanea o cronica, può avere diverse origini sia di tipo fisico che psicologico. Si parla tecnicamente di dispnea quando si accusa una difficoltà nella respirazione, si può avere un affanno o una sensazione di non riuscire a riprendere fiato.

Se in alcuni casi può essere normale avere il fiato corto in seguito a uno sforzo intenso, sopratutto se non si è allenati, se accade quando si svolgono delle semplici azioni quotidiane può essere la spia di diverse malattie a carico delle vie respiratorie. Dietro ci potrebbero però essere anche altre condizioni come ansia o stress.

Fiato corto e ansia sono spesso legati, la mancanza di respiro in alcune persone crea uno stato di angoscia che porta a un circolo vizioso. La valutazione della difficoltà respiratoria deve quindi prevedere non solo una possibile componente organica ma anche psicologica. Non è raro che persone che stanno attraversando dei periodi di ansia e depressione presentino problemi respiratori.

Gli aspetti psicologici non sono però le uniche cause, dietro a una difficoltà respiratoria ci possono essere malattie cardiopolmonari acute, o croniche, quali ad esempio: asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), bronchite, enfisema polmonare, polmoniti, ecc.. Anche alcuni problemi cardiovascolari come angina, infarto e scompenso cardiaco, potrebbero comportare un respiro corto.

Per scoprire quale potrebbe essere l'origine del fiato corto, i medici tengono conto della descrizione data dai pazienti che può presentare delle sfumature diverse. Mancanza di respiro, sensazione di soffocamento, non riuscire a respirare profondamente e respiro pesante, possono in apparenza essere modi differenti di descrivere un certo stato, uno specialista riesce però a trarre delle informazioni importanti per prescrivere ulteriori esami di approfondimento. Il respiro pesante, ad esempio, potrebbe essere l'effetto di una costrizione toracica che porta ad ipotizzare un problema di asma. Altri sintomi che accompagnano il problema respiratorio, come palpitazioni, dolore al torace, stanchezza e febbre, possono fornire informazioni utili al fine della diagnosi. In fase di anamnesi è inoltre fondamentale capire quanto potrebbe incidere un'eventuale componente di ansia nel fiato corto.

Per valutare il problema il medico potrebbe prescrivere alcuni esami quali:spirometria, radiografia del torace (RX torace), analisi del sangue (per verificare l'eventuale presenza di ipertiroidismo o anemia), elettrocardiogramma ed ecocardiogramma.

Cosa fare in caso di mancanza di respiro? I rimedi per il fiato corto variano ovviamente a seconda della causa, ci saranno inoltre delle differenze se dietro al disturbo ci sono delle condizioni acute, persistenti o transitorie. Se ad esempio si tratta di un fiato corto da ansia o stress, potrebbe bastare bere un bicchiere d'acqua e mettersi a riposo cercando di rilassarsi. In caso di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) bisogna seguire le terapie che prescrive il medico. In molti casi, grazie a una riabilitazione respiratoria; si riesce a ridurre notevolmente i sintomi e si incrementa la capacità di lavoro dei polmoni con un notevole miglioramento della qualità della vita del paziente. Solo una visita accurata potrà però indicare la terapia più appropriata.

In quali situazioni bisogna preoccuparsi se si ha il fiato corto? Nei casi in cui ci manca improvvisamente il respiro è importante recarsi al pronto soccorso se il problema persiste e non si arresta. Altre situazioni che devono allarmare sono: episodi frequenti di fiato corto, respirazione accelerata (40 o più respirazioni nell'arco di 1 minuto), bambino o anziano che è costretto a sedersi per riuscire a respirare, problemi respiratori in un bambino nato prematuro.

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