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Intervento di cataratta e nuova cura con le staminali

Intervento di cataratta con staminali

L'intervento chirurgico di cataratta si effettua quando vi è un'opacizzazione del cristallino, negli anni questo tipo di operazione è migliorata molto e attualmente si sfruttano anche nuove cure con le staminali. Un gruppo di ricercatori dell'Università di San Diego ha messo a punto un approccio chirurgico mini-invasivo che fa ricorso alle cellule staminali presenti nell'occhio per attivare la rigenerazione del cristallino. I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati su Nature (Lens regeneration using endogenous stem cells with gain of visual function - doi: 10 1038 / nature17181 - Marzo 2016).

Yizhi Liu, coordinatore dello studio e direttore presso il Zhongshan Ophthalmic Cente (un ospedale affiliato alla Sun Yat-sen University di Guangzhou, Cina), spiega che la metodica messa a punto permette, attraverso una tecnica chirurgica mini-invasiva, di rimuovere il cristallino opacizzato preservando l'integrità della membrana che lo avvolge (la capsula, nota anche come cristalloide o sacco capsulare). Questo nuovo approccio, oltre a presenta meno effetti collaterali rispetto alle tecniche tradizionali, stimola le cellule staminali oculari (cellule staminali autologhe) a rigenerare il tessuto prelevato. Nel giro di tre mesi si ha a disposizione un nuovo cristallino sano perfettamente compatibile con l'occhio del paziente.

Gli esperti spiegano che sulla capsula vi è un sottile strato di cellule staminali autologhe (note come LECs, lens epithelial stem cells) che hanno il compito di riparare la lente che nel tempo viene danneggiata dall'usura. Nessuno, prima d'ora, aveva però pensato che queste cellule si potessero utilizzare, opportunamente stimolate, per rigenerare completamente una nuova lente funzionante da sostituire a quella opacizzata.

Questo tipo di intervento è stato testato inizialmente su alcuni conigli e macachi, successivamente la sperimentazione ha coinvolto 12 bambini, di età inferiore ai 24 mesi, affetti da cataratta congenita (un'opacizzazione del cristallino che si può verificare nei neonati, solitamente entro i primi 3 mesi di vita). Confrontando le condizioni di salute degli occhi dei 12 bambini con quelle di altri 25 piccoli operati con la tecnica tradizionale (dove si è effettuata la rimozione totale del cristallino e lo si è sostituito con una lente artificiale), si è constatato che la nuova tecnica non solo era riuscita con successo ma, rispetto ai pazienti che hanno ricevuto il trattamento convenzionale, ha migliorato di oltre 20 volte la trasparenza del loro cristallino, ha ridotto notevolmente le complicanze e il tempo di guarigione è stato molto più rapido.

In futuro, molto probabilmente, la medicina rigenerativa avrà uno spazio sempre più ampio nelle sale operatorie. Attualmente i ricercatori stanno lavorando a una tecnica che permetterà di impiegare questa procedura anche nei pazienti colpiti da cataratta senile, la forma più comune di cataratta.

Un'altro studio, pubblicato sempre su Nature (Co-ordinated ocular development from human iPS cells and recovery of corneal function - doi: 10 1038 / nature17000 - Marzo 2016), dimostra che le cellule staminali presenti nell'occhio possono essere utilizzate non solo per generare un nuovo cristallino ma tutta una serie di elementi dell'apparato della vista: cornea, congiuntiva, retina, epitelio retinico pigmentato, ecc. Per il momento i ricercatori sono riusciti a stabilire un protocollo che permette di generare molteplici linee cellulari dei tessuti dell'occhio, una metodica che in futuro potrebbe aiutare a curare diverse patologie, come ad esempio il cheratocono, senza per forza dover ricorrere al trapianto da donatori. In una sperimentazione gli scienziati hanno inoltre dimostrato come sia possibile ridare la vista a dei conigli, resi ciechi artificialmente, coltivando e trapiantando delle cellule della cornea, un intervento che ha permesso di riparare chirurgicamente l'occhio e ripristinare interamente la vista.

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