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Diagnosi Alzheimer precoce e sostanza bianca - L'Alzheimer precoce, che colpisce solitamente prima dei 65 anni, potrebbe essere diagnosticato attraverso l'analisi di un particolare marker

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Diagnosi Alzheimer precoce e sostanza bianca

Diagnosi Alzheimer precoce e sostanza bianca

L'Alzheimer precoce, che colpisce solitamente prima dei 65 anni, potrebbe essere diagnosticato attraverso l'analisi di un particolare marker. Un gruppo di ricercatori, dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) dell'ospedale San Raffaele di Milano, ha scoperto che la degenerazione della sostanza bianca del cervello è coinvolta nell'Alzheimer ad esordio precoce. Lo studio, finanziato dal ministero della Salute, è stato pubblicato sulla rivista Radiology (White Matter Degeneration in Atypical Alzheimer Disease - Doi: 10 1148 / radiol 2015142766 - Maggio 2015).

Federica Agosta, coautrice dello studio, spiega che l'Alzheimer è una malattia della sostanza grigia ma sempre più studi sembrano confermare che anche il danno alla sostanza bianca può avere un ruolo centrale nel determinare le modalità di comparsa e di progressione della patologia. L'Alzheimer, oltre che da una progressiva perdita di tessuto cerebrale, è caratterizzato dalla presenza di depositi anomali di placche amiloidi e proteina tau a livello del cervello. Nonostante le numerose informazioni che si hanno, attualmente non si è però ancora individuato l'elemento che innesca questa malattia neurodegenerativa.

Gli esperti spiegano che a differenza dell'Alzheimer a esordio tardivo, che colpisce dopo i 65 anni, l'Alzheimer precoce presenta, in aggiunta al classico quadro di atrofia dell'ippocampo, alterazioni a carico di diverse parti del cervello con conseguenti deficit delle funzioni esecutive e visuo-spaziali. Le sindromi focali, inoltre, possono determinare alterazioni visive e deficit di linguaggio.

Massimo Filippi, coordinatore dello studio, evidenzia che nelle forme a esordio giovanile e in quelle atipiche (come ad esempio l'afasia progressiva primaria), la degenerazione della sostanza bianca, che precede la comparsa di atrofia della sostanza grigia, può rappresentare un marcatore precoce. Si è giunti a questa conclusione dopo aver esaminato, con l'ausilio di uno strumento di imaging avanzato chiamato DTI (Diffusion Tensor Imaging), la sostanza bianca di 53 pazienti colpiti da 3 diverse forme di Alzheimer: quella a esordio precoce e 2 varietà atipiche di Alzheimer giovanile, che colpiscono soltanto alcune parti del cervello, dette "sindromi focali".

Grazie alla DTI sono state individuate analogie, e differenze, nel danno della sostanza bianca nell'ambito di tutto lo spettro della malattia di Alzheimer a esordio giovanile e in rapporto ai quadri di atrofia corticale. Analizzando i dati raccolti si è scoperto che tutti i pazienti presentavano un danno esteso alla sostanza bianca (corpo calloso, fornice e fasci principali antero-posteriori) e presentavano danni regionali a carico della sostanza grigia. Un'analisi più approfondita ha però permesso di scoprire che il danno alla sostanza bianca nei pazienti con sindromi focali era molto più grave e diffuso del previsto e non spiegabile solo attraverso l'atrofia della sostanza grigia, che era localizzata principalmente in particolari aree.

I ricercatori concludono spiegando che la tecnica della DTI ha le potenzialità di svelare l'estesa disorganizzazione dei circuiti cerebrali nelle forme focali molto prima della comparsa di deficit cognitivi conclamati. Può quindi essere un importante strumento di diagnosi precoce considerando che nelle prime fasi dell'Alzheimer focale, in diversi casi, non ci sono gravi danni strutturali, una situazione che potrebbe portare ad escludere determinati pazienti dai trial clinici.

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