UniversONline.it

Asma e BPCO: nuovo inalatore migliora la terapia - Non sempre la terapia farmacologica per l'asma viene seguita costantemente, di conseguenza si può avere un peggioramento dei sintomi che in alcuni casi può...

Continua
Universonline su Facebook
Universonline su G+

Asma e BPCO: nuovo inalatore migliora la terapia

Asma e BPCO: nuovo inalatore migliora la terapia

Non sempre la terapia farmacologica per l'asma viene seguita costantemente, di conseguenza si può avere un peggioramento dei sintomi che in alcuni casi può portare addirittura al ricovero ospedaliero. L'asma e la broncopneumopatia ostruttiva bronchiale (BPCO), due patologie molto simili (in apparenza) fra loro sopratutto quando la prima raggiunge dei livelli particolarmente severi, potrebbero essere trattate in maniera più semplice con un metodo che migliora notevolmente l'adesione alla terapia. Un nuovo inalatore che somministra il farmaco attraverso un sistema di rilascio apri-inala-chiudi a prova di errore, con un unica inalazione giornaliera può infatti tenere sotto controllo Asma e BCPO per tutta la giornata.

In Italia sono quasi 8 milioni le persone che soffrono di malattie respiratorie croniche, nella maggior parte dei casi si tratta di asma e broncopneumopatia ostruttiva bronchiale (BPCO). Per quanto riguarda l'asma la maggior parte dei casi riguardano un'età giovanile (circa 1,2 milioni i bambini e ragazzi under 18 con asma, di cui poco meno di un milione gli under 14), i casi di BPCO riguardano invece un'età più avanzata concentrandosi in particolar modo nella fascia degli ultrasessantacinquenni. Quello che accomuna i pazienti di queste patologie, sia giovani che meno giovani, è la negligenza nel seguire le terapie. Secondo alcune stime, oltre la metta dei pazienti che soffrono di malattie respiratorie croniche non seguono costantemente la terapia prescritta dallo specialista.

Walter Canonica, ordinario di pneumologia all'università di Genova, spiega che solo il 14,3 per cento delle persone in terapia si cura regolarmente. L'esperto evidenzia che il 70 per cento degli under 14 non segue correttamente la terapia, la percentuale scende leggermente nei teenager (60 per cento) e arriva solo al 50 per cento negli adulti. Anche nella fascia degli over 65 le cose non vanno meglio, in questo caso si torna alle pessime abitudini degli adolescenti. Per contrastare questo fenomeno si è quindi pensato di mettere a punto uno strumento che andasse incontro ai pazienti in modo da semplificare la terapia, una sola somministrazione giornaliere in grado di proteggerli per 24 ore.

In seguito ad alcune indagini è emerso che oltre il 60 per cento dei malati avrebbe preferito una terapia basata su un'unica somministrazione giornaliera. Partendo da questi dati la casa farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK) ha messa a punto una cura che sfrutta un corticosteroide (fluticasone furoato) e un broncodilatatore (vilanterolo) da somministrare una vola al giorno. Un unico dosaggio per asma o BPCO che protegge il paziente nell'arco delle 24 ore fino al mattino successivo. Per migliorare l'efficacia della terapia è stato inoltre riprogettato l'inalatore in modo da erogare il farmaco in modo semplice e rapido diminuendo così i rischi di somministrazione.

Il nuovo trattamento ha comunque dei limiti è non è idoneo in tutti i casi, nello specifico è indicata per il trattamento sintomatico degli adulti con broncopneumopatia ostruttiva bronchiale (con FEV1, parametro di valutazione della funzionalità respiratoria, inferiore al 70 per cento del normale) con una storia di riacutizzazioni nonostante la terapia regolare con broncodilatatori. È inoltre indicata nel trattamento regolare dell'asma negli adulti e negli adolescenti con più di 12 anni, quando sia appropriato l'uso di un medicinale di combinazione (beta2-agonista a lunga durata di azione e corticosteroide per via inalatoria). Infine, può essere prescritta in pazienti non adeguatamente controllati con corticosteroidi per via inalatoria e beta2-agonisti per inalazione a breve durata d'azione usati al bisogno.

Malattie respiratorie ostruttive: asma

L'asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree, associata ad aumento della responsività bronchiale, a broncocostrizione reversibile ed alla presenza di sintomi respiratori. I sintomi sono tosse (secca o produttiva), sibili, dispnea e costrizione toracica. A volte la tosse può essere l'unico sintomo e rappresenta un segnale da non sottovalutare soprattutto nei bambini. Per la diagnosi l'anamnesi risulta fondamentale associata alla valutazione delle prove di funzionalità respiratoria (risposta positive in termini di funzionalità respiratoria ad un broncodilatatore per via aerosolica come il salbutamolo).

Malattie respiratorie ostruttive: broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è attualmente definita come malattia prevenibile e trattabile, caratterizzata da ostruzione non completamente reversibile, al flusso aereo, generalmente progressiva ed associata ad un'abnorme risposta infiammatoria del polmone all'inalazione di particelle di gas nocivi, primariamente quelle causate dal fumo di sigaretta. In alcuni casi la BPCO può evolvere in assenza di sintomi respiratori cronici, ma nella maggior parte dei casi si manifesta con tosse cronica persistente e/o dispnea che possono precedere anche di molti anni la diagnosi strumentale. Il fattore di rischio principale per la BPCO è il fumo di sigaretta. Per la diagnosi è importante la misurazione dei volumi polmonari associata ad una riposta negativa al broncodilatatore.

Malattie respiratorie ostruttive: sindrome da apnee ostruttive del sonno (OSAS)

La sindrome da apnee ostruttive del sonno (OSAS) è caratterizzata da episodi ricorrenti di interruzione del flusso aereo respiratorio durante il sonno determinata dal collasso delle vie aeree superiori a livello del faringe. I sintomi della patologia sono dati principalmente da episodi di sonnolenza diurna e russa mento. La diagnosi viene effettuata attraverso la polisonnografia.

Malattie respiratorie ostruttive: bronchiectasie

Le bronchiectasie sono dilatazioni anormali (sacculari o cilindriche) croniche di uno o più bronchi . La presenza di tali dilatazioni rende il paziente suscettibile ad infezioni croniche ricorrenti. I sintomi sono dati da tosse cronica ricorrente con espettorato purulento determinato dalle infezioni, dispnea ed astenia. Talvolta vi può essere emottisi e spesso vi è associazione con rinosinusite cronica. La diagnosi è data dalla storia del paziente associata ad esami strumentali tra cui la TAC ad alta risoluzione che permette di individuare la presenza e l'estensione delle bronchi ectasie monitorandone l'evoluzione.

Differenze tra asma e BPCO

L'asma e la broncopneumopatia ostruttiva bronchiale (BPCO) sono patologie talvolta difficilmente distinguibili tra loro, specie quando l'asma è di grado particolarmente severo. Tutte e due le patologie hanno una forte base infiammatoria ed entrambe presentano broncocostrizione. Tuttavia, una caratterista fisiopatologica fondamentale che distingue l'asma dalla BPCO è la reversibilità completa o quasi completa dell'ostruzione bronchiale dell'asma dopo la somministrazione di broncodilatatori a rapida azione. Infatti, di norma, nell'asma il broncospasmo e quindi la broncocostrizione regrediscono spontaneamente dopo pochi minuti dalla crisi o dopo la somministrazione di alcuni farmaci (broncodilatatori). Nella BPCO, invece, l'ostruzione bronchiale risulta essere irreversibile o scarsamente reversibile dopo la somministrazione di un broncodilatatore a rapida azione, ciò perché in questa malattia avvengono alterazioni broncopolmonari persistenti e durature dovute a un rimodellamento delle vie aeree periferiche.

Condividi questa pagina

Invia pagina

Approfondimenti sull'argomento

Cerca nel sito

Se non hai trovato quello che ti serve, o vuoi maggiori informazioni, utilizza il motore di ricerca

Annunci

Seguici sui Social Network

Universonline su G+
Universonline su Facebook