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Ossitocina e attacchi di ansia

Ossitocina e attacchi di ansia

Alcuni avranno sentito parlare di parto indotto con l'ossitocina, le proprietà di questo ormone vanno però ben oltre ai semplici effetti che si possono avere sul travaglio. L'ossitocina, spesso chiamato anche "ormone dell'amore", influisce sui legami sociali, sulla sessualità, è legato all'allattamento materno, sembra possa avere un ruolo nella perdita di massa muscolare legata all'età e, secondo un recente studio, può influire anche sugli attacchi d'ansia. Un gruppo di ricercatori della Stanford University School of Medicine ha scoperto che bassi livelli di ossitocina sono legati a un aumento dello stato di agitazione. Lo studio è stato pubblicato su Molecular Psychiatry (Cerebrospinal fluid and plasma oxytocin concentrations are positively correlated and negatively predict anxiety in children - doi: 10 1038 / mp 2014 132 - Novembre 2014).

Dean S. Carson, primo autore dello studio, spiega che fino ad oggi la concentrazione di ossitocina veniva misurata con un complicato prelievo di liquido cerebrospinale, si è però scoperto che i livelli di ossitocina possono essere rilevati anche con un semplice esame del sangue. Questi risultati sono frutto di un'indagine che ha messo a confronto dei prelievi di sangue con dei prelievi di liquido cerebrospinale.

Dall'indagine è emerso che la quantità di ossitocina circolante nel sangue, pur avendo delle concentrazioni differenti, è correlata ai livelli dell'ormone presenti nel liquido cerebrospinale. Per la prima volta si è quindi dimostrato che c'è una stretta correlazione tra i livelli di ormone presenti nelle due aree.

Oltre ad aver individuato un modo alternativo per valutare i livelli di ossitocina i ricercatori hanno fatto un'altra importante scoperta per quanto riguarda il livello di ansia. Si è rilevato che a una minore concentrazione di ossitocina corrisponde un maggior stato d'agitazione. Una scoperta che potrebbe aprire la strada a nuove terapie per il trattamento degli attacchi d'ansia.

Adesso i ricercatori condurranno ulteriori indagini per confermare l'accuratezza del prelievo del sangue nella valutazione dei livelli di ossitocina, si lavorerà inoltre a delle terapie ormonali a base di ossitocina. Gli esperti spiegano che questo ormone potrebbe diventare presto un biomarker per lo stato d'ansia, inoltre si ipotizza che, proprio perché in certi casi è presente in basse quantità, la somministrazione di ossitocina potrebbe diventare una possibile nuova terapia.

L'ossitocina nel parto indotto

Nel caso in cui il collo dell'utero si è già ammorbidito e raccorciato, ma la dilatazione non procede (la fase di travaglio rimane quindi in stallo) si può procedere con la somministrazione dell'ossitocina per via endovenosa. L'ossitocina fa aumentare le contrazioni, accelerando in tal modo i tempi della dilatazione. Sebbene questa sia una tecnica valida, i medici procedono sempre con molta cautela iniziando con dosi molto basse. Prima di provare delle dosi maggiori si lascia passare un intervallo di tempo abbastanza lungo perché con questa tecnica il travaglio è più doloroso, inoltre, aumenta il rischio emorragia dopo il parto.

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