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Melanoma: nuove cure e rischio metastasi per troppo sole

Melanoma: metastasi per troppo sole

Il melanoma, un tumore che può essere riconosciuto precocemente grazie alla regola dell'A-B-C-D-E, potrebbe presto essere curato con un nuovo approccio terapeutico. In occasione del 72esimo congresso dell'American Academy of Dermatology (Denver, Marzo 2014), Delphine J. Lee ha esposto i risultati della sperimentazione di una nuova cura per il melanoma che sfrutta la combinazione di terapie cellulari e immunitarie.

Delphine J. Lee, docente di immunologia alla John Wayne Cancer institute di Santa Monica, spiega che questo nuovo approccio terapeutico offre nuove speranze di guarigione anche in quei pazienti con melanoma di stadio avanzato (melanoma in stadio IV). Dopo aver prelevato delle cellule immunitarie autologhe dal malato, queste si fanno crescere in laboratorio e successivamente vengono reimpiantate nel paziente.

Ci sono inoltre altre novità su possibili cure future. Uno studio arrivato alla terza fase di sperimentazione ha dimostrato le potenzialità di un vaccino terapeutico contro il melanoma avanzato. I dati, presentati al Society of Surgical Oncology Cancer Symposium di Phoenix (Marzo 2014), sono frutto di una sperimentazione condotta su circa 4mila lesioni tumorali. In una buona parte dei tumori nei quali il farmaco è stato iniettato si è osservata una riduzione del volume del 50 per cento, nel 47 per cento si è addirittura eliminato completamente il tumore. I ricercatori dell'Università dello Utah, autori di questa sperimentazione, evidenziano inoltre che il farmaco ha fatto rimpicciolire anche altre lesioni sulla pelle e/o nei linfonodi nel 34 per cento dei casi con una diminuzione del volume del 50 per cento, mentre nel 21 per cento con una risposta completa.

Nonostante gli enormi progressi in campo oncologico oggi ci sono ancora molte persone che muoiono di tumore, l'arma migliore rimane quindi la prevenzione.

Esposizione al sole e metastasi melanoma

Un gruppo di ricercatori tedeschi, in collaborazione con alcuni colleghi dell'Ospedale San Raffaele di Milano, hanno dimostrato che l'eccessiva esposizione solare può causare la formazione di metastasi da melanoma. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature (Ultraviolet radiation induced inflammation promotes angiotropism and metastasis in melanoma - doi: 10.1038 / nature13111).

Quando la pelle viene esposta in maniera eccessiva alla luce solare si arrossa e le cellule, stressate dal troppo sole, rilasciano la proteina "allarmina" (proteina, che viene rilasciata dalle cellule quando muoiono, nota con la sigla HMGB1) che richiama dalla circolazione sanguigna i neutrofili, globuli bianchi presenti in gran numero nel sangue il cui compito è fronteggiare le infezioni. La reazione immunitaria dei neutrofili può però, in determinate circostanze, causare danni in parti sane. Se è presente un melanoma, anche le sue cellule rilasciano "allarmina" e richiamano neutrofili che, a loro volta, liberano varie molecole, tra cui il "tumor necrosis factor" o TNF. Il TNF induce le cellule del melanoma a disseminarsi producendo metastasi. Le metastasi del melanoma spesso invadono i linfonodi vicini, ma possono arrivare anche in organi distanti, come il polmone, il fegato, il cervello e le ossa.

Marco E. Bianchi, professore di Biologia Molecolare all'Università Vita-Salute San Raffaele e vice-direttore della Divisione di Genetica e Biologia Cellulare dell'IRCCS Ospedale San Raffaele, a capo del gruppo che ha scoperto la proteina HMGB1, spiega che se si riuscisse a catturare l'allarmina appena rilasciata dalla pelle irritata dall'insolazione si potrebbero bloccare sul nascere le metastasi del melanoma. Tale "cura" potrebbe inoltre essere efficace anche contro le metastasi di altri tumori dove si verificano dei processi infiammatori.

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