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Gravidanza: l'acido folico deve prenderlo anche il papà prima del concepimento

Acido folico: deve prenderlo anche il papà

La dieta durante la gravidanza è importante per la salute del bambino, già prima del concepimento è però importante assumere dei livelli adeguati di acido folico non solo da parte della mamma ma anche del papà. Un nuovo studio conferma ancora una volta quanto anche il padre possa influire sulla salute del nascituro. Un gruppo di ricercatori canadesi della McGill University ha dimostrato che una carenza di acido folico nella dieta del padre, nel periodo precedente al concepimento, può portare a gravi malformazioni del nascituro. Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications (Low paternal dietary folate alters the mouse sperm epigenome and is associated with negative pregnancy outcomes - doi: 10 1038 / ncomms3889 - Dicembre 2013).

Romain Lambrot, primo autore dello studio, spiega che i dati raccolti hanno evidenziato che una carenza di acido folico nella dieta del padre può alterare la capacità di espressione dei geni sui cromosomi presenti negli spermatozoi, una situazione che potrebbe avere delle conseguenze sul futuro nascituro in caso di concepimento. Dopo lo studio che evidenziava dei possibili rischi per la salute del nascituro in caso di un padre obeso, questa nuova ricerca rimarca ancora una volta l'importanza dell'alimentazione del padre prima del concepimento.

Quasi tutti conoscono l'importanza dell'acido folico in gravidanza, molte donne che stanno provando a rimanere incinta iniziano infatti a prendere preventivamente questa vitamina. L'acido folico (o vitamina B9), oltre che come integratore, può essere assunto mangiando vegetali a foglie verdi, cereali, frutta e carne. Un buon livello di vitamina B9 contribuisce a ridurre il rischio di aborto e malformazione (spina bifida, anencefalia, ecc.). Stando ai nuovi dati anche i livelli di acido folico del futuro padre sono molto importanti, una carenza di tale sostanza nella sua dieta è stata associata a un aumento di malformazioni congenite nella prole di tipo craniofacciali e muscoloscheletriche.

Degli esperimenti condotti su alcuni topolini hanno permesso di scoprire che un basso livello di acido folico nel sangue paterno aumentava di circa il 30 per cento i difetti alla nascita. I ricercatori spiegano che alla base di queste alterazioni ci sono dei meccanismi epigenetici, processi che non modificando la sequenza nucleotidica del DNA ma contribuiscono a regolano i livelli di espressione dei suoi geni.

Gli studiosi concludono evidenziando che non solo le madri devono stare attente a quello che mangiano ma anche i padri. Anche se l'acido folico è presente in numerosi alimenti, un eccessivo consumo di grassi (come quelli presenti in alimenti tipici da fast food) può alterare il metabolismo della vitamina B9. Un'alterazione nella metabolizzazione ci potrebbe essere anche in caso di obesità. Se quindi si sta cercando di concepire, un'analisi dell'acido folico nel sangue potrebbe essere utili per valutare se il futuro padre ha dei livelli adeguati di vitamina B9.


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