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Piante medicinali: reazioni allergiche ed effetti collaterali

Piante medicinali ed effetti collaterali

L'elenco delle piante medicinali usate nel nostro paese è sempre più lungo, all'aumentare del consumo delle erbe medicinali aumentano però anche i casi di reazioni allergiche ed effetti collaterali. Gli esperti spiegano che sempre più spesso si assiste alla comparsa di reazioni di varia natura che, nella maggior parte dei casi, non sono messe immediatamente in relazione con quella che è la loro causa reale: l'uso di prodotti che contengono erbe medicinali. L'allarme arriva dalla Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica in occasione della quarta edizione del SIS - Siaic Interactive School (Cagliari, Ottobre 2013).

Il professor Sebastiano Gangemi (allergologo e immunologo clinico dell'università di Messina) e il professor Gioacchino Calapai (dell'Ema di Londra), in occasione dell'evento, hanno presentato uno studio che evidenzia quanto il consumo di erbe medicinali è in grande espansione anche nel nostro paese. Lo studio si è focalizzato inoltre sui rischi che ci potrebbero essere anche con un uso non improprio delle erbe medicinali e dalle loro interazioni con i farmaci.

I ricercatori spiegano che le donne, rispetto alla popolazione maschile, sono esposte a un rischio maggiore di reazioni avverse. I dati ottenuti dagli studi di Medicina di Genere indicano che le donne utilizzano più degli uomini le medicine a base di erbe e prodotti per la cura di sé. Per chi non lo sapesse la Medicina di Genere è una branca recente delle scienze biomediche che ha l'obiettivo di riconoscere e analizzare le differenze derivati dal genere di appartenenza sotto molteplici aspetti, una pratica indispensabile per garantire la messa a punto di una "salute" a misura di donna e di uomo.

Dall'indagine è emerso che anche l'età influisce sull'uso di prodotti derivanti dalle piante medicinali. Un'età elevata e una bassa percezione del benessere aumentano in modo significativo il consumo di prodotti a base di erbe medicinali e, di conseguenza, aumenta il rischio di uso inappropriato. I soggetti con molti sintomi, da sei in su, sono più esposti ad un uso sconsiderato di questi farmaci. Spesso, reazioni anche gravi, vengono scatenate dall'interazione con farmaci convenzionali come ad esempio le medicine utilizzate per la cura delle malattie cardiovascolari o addirittura contro i tumori. Nella maggior parte dei casi questo avviene perché il consumatore ha un'insufficiente percezione dei rischi associati all'uso di questi prodotti in quanto ritiene che un prodotto "naturale" non possa fare male.

Quali sono le piante medicinali più "pericolose"?

La Cimicifuga Racemosa, utilizzata spesso per i disturbi della menopausa, secondo molti medici in particolari casi potrebbe innalzare gli enzimi muscolari e causare gravi danni al fegato e astenia.

L'Hypericum Perforatum (nota anche come l'Erba di San Giovanni), usato contro la depressione, è spesso causa frequente di interazioni con i farmaci e, se assunta con farmaci antidepressivi, può causare una sindrome da eccesso di serotonina potenzialmente lettale.

Il Citrus Aurantium, conosciuto anche come Arancio amaro o Melangolo, è una sostanza molto diffusa usata sia nell'industria cosmetica che in quella galenica (per la preparazione di farmaci). Diversi studi hanno ha mostrato un rischio di tossicità cardiaca sia negli animali da laboratorio sia nell'uomo.

Il Piper Methysticum, noto anche come Kava, ha effetti afrodisiaci e inebrianti. Sebbene fino a qualche tempo fa veniva utilizzato per i disturbi dell'ansia e gli attacchi di panico, è stato ritirato dal commercio per i gravissimi danni al fegato.

Gli esperti spiegano che l'elenco delle erbe e piante medicinali pericolose include molte altre specie. Per diminuire i potenziali rischi nel paziente bisogna fornire le giuste informazioni e, prima di prescrivere determinati farmaci, è fondamentale un'anamnesi accurata che indaghi sulle sue abitudini e sull'assunzione di eventuali prodotti per la salute assunti autonomamente.

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