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Farmaci antitumorali: un farmaco per più tumori

Farmaci antitumorali: un farmaco per più tumori

Alcuni dei tumori più frequenti che interessano organi come la prostata, il fegato, i polmoni e il seno, in futuro potrebbero essere trattati con un unico farmaco antitumorale. Una nuova cura per i tumori che agisce su un'anomalia che riguarda un gene responsabile dello sviluppo di diverse neoplasie. Secondo quanto sostenuto dai ricercatori il nuovo farmaco genetico potrebbe essere efficace più o meno sulla metà dei tumori attualmente conosciuti.

Tre case farmaceutiche (Merck, Roche e Sanofi) stanno lavorando contemporaneamente alla realizzazione di un rispettivo farmaco basato sullo stesso principio. Quando una cellula sana presenta un DNA molto danneggiato si attiva un processo denominato apoptòsi, un processo di morte della cellula noto anche come suicidio cellulare. La p53, anche conosciuta come proteina tumorale 53, ferma l'accrescimento e la divisione cellulare nel caso in cui vengano rilevati dei danni al DNA e, se tali danni non possono essere riparati, attiva il processo di apoptòsi. Nel corso di diversi studi si è però scoperto che le cellule tumorali riescono a disattivare direttamente,attraverso una mutazione, o indirettamente, attraverso un'altra proteina, questa proteina . Poter riattivare la p53 nelle cellule cancerogene potrebbe quindi essere l'arma vincente per eliminare numerose forme di tumori.

La maggior parte degli studi che si sono interessati alla proteina tumorale 53 sono stati condotti in vitro e su alcune cavie, solo la Roche, attualmente, ha superato le varie tappe necessarie per la sperimentazione sull'uomo ottenendo una dose del farmaco abbastanza efficace e con una tossicità contenuta. Il prossimo passo della Roche sarà quello di riesaminare i dati ottenuti fino ad ora e, nel caso si confermassero positivi, avvierà una sperimentazione clinica su più tipi di tumore. Anche la casa farmaceutica Merck negli ultimi mesi ha ottenuto dei buoni risultati approfondendo gli studi per capire quale sia la dose sicura e sta reclutando pazienti affetti da leucemia mieloide acuta. Nel 2012 anche la Sanofi ha intrapreso dei test utili per ricevere dall'EMA (European Medicines Agency) il via libera per la sperimentazione sull'uomo. Otis Brawley Webb, direttore medico e scientifico dell'American Cancer Society, spiega che i risultati ottenuti da queste case farmaceutiche sono solo un assaggio dei prossimi sviluppi dei farmaci antitumorali, l'organo da cui il cancro a origine avrà sempre meno importanza nella scelta delle cura mentre il target molecolare acquisirà maggiore importanza.

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