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Meningite: vaccino per il sierogruppo B

Meningite: vaccino bexsero e profilassi

Fino ad ora non esistevano ancora dei vaccini per prevenire le meningiti da meningococco del sierogruppo B, una variante che può portare alla morte nel giro di 24 ore. La meningite meningococcica, una malattia che periodicamente spaventa molto non appena i telegiornali riportano qualche nuovo caso, esordisce improvvisamente con diversi sintomi: febbre, cefalea intensa, rigidità nucale, nausea, vomito e, in molti casi, con esantemi che nella fase iniziale possono essere di tipo orticarioidi e successivamente maculopapulari o petecchiali. Grazie alla notizia diramata in questi giorni (Novembre 2012) molte persone potranno stare molto più tranquille in quanto l'Agenzia Europea per i Medicinali ha dato il via libera all'uso del vaccino Bexsero per prevenire infezioni con meningococchi del sierogruppo B.

Sul mercato erano già disponibili dei vaccini polisaccaridici contro i sierogruppi A, C, Y e W 135, vaccini che però forniscono una protezione di breve durata ai soli soggetti di età maggiore di 2 anni. Il nuovo vaccino (Bexsero) è quindi il primo vaccino per il sierogruppo B (MenB) della malattia, una variante responsabile di circa il 90 per cento dei casi di meningite in Europa.

Il gruppo farmaceutico basilese Novartis, l'azienda che ha messo a punto il vaccino, ha ricevuto il via libera da parte del Comitato per i Farmaci per uso umano (Committee for Medicinal Products for Human Use, CHMP) e dell'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA). Verso l'inizio del 2013, dopo che la Commissione Europea ultimerà le fasi previste in questi casi, i vari Paesi della Comunità Europea decideranno prezzi, classificazione, rimborsabilità e se includere la vaccinazione nei programmi nazionali (vaccinazioni obbligatorie, e non, per neonati, bambini e anziani).

Rino Rappuoli, responsabile mondiale della Ricerca di Novartis Vaccines and Diagnostics, spiega che con questo vaccino si è raggiunto un importantissimo traguardo nella prevenzione di una malattia che fino ad oggi sembrava invincibile. Un ottimo risultato raggiunto grazie anche alla determinazione dei ricercatori impegnati per più di vent'anni in questo progetto. Il vaccino contro il meningococco B, sviluppato interamente nei laboratori di Siena, ha visto la luce grazie a un approccio innovativo conosciuto come: reverse vaccinology, una tecnica che parte dal genoma del batterio.

Susanna Esposito, direttrice della Clinica Pediatrica I e responsabile dell'unità operativa semplice di infettivologia pediatrica della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, spiega che la meningite è una patologia drammatica che, oltre al decesso, può causare sordità, ritardo psicomotorio e paralisi cerebrale. Il periodo di maggior rischio della patologia è in prevalenza nei primi cinque anni di vita, questo perché il sistema immunitario dei bambini non è ancora "completo". Da questo punto di vista il nuovo vaccino per la meningite è anche migliore degli altri (quelli per i sierogruppi A, C, Y e W 135 sono somministrabili solo dopo i 2 anni) in quanto il siero potrà essere somministrato a partire dai 2 mesi di età.

L'immunoprofilassi contro la meningite meningococcica

Il vaccino antimeningococcico per l'infanzia attualmente è disponibile solo per la prevenzione della malattia da meningococco di gruppo C e non è stato inserito nei programmi nazionali di vaccinazioni per l'infanzia perché il rischio di acquisire la malattia nel nostro Paese è molto basso. Questo vaccino è costituito dal polisaccaride della capsula del batterio "coniugato" su una proteina che permette l'induzione di memoria immunitaria oltre allo sviluppo di anticorpi di breve periodo. Dai due anni di età in poi può essere somministrato un vaccino contenente i soli polisaccaridi della capsula dei meningococco A, C, Y, W135. Il vaccino è protettivo contro più sierogruppi di meningococco ma lascia un'immunità di breve durata. Questo vaccino è quello che viene utilizzato nelle reclute italiane durante il periodo del servizio militare. Solo a partire dal 2013 si potrà disporre anche del vaccino efficace contro le infezioni da tipo B, che nel nostro paese sono la maggioranza.

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