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Trombosi venosa: con aspirina meno recidive

Trombosi venosa e aspirina

In caso di trombosi venosa, una patologia che in Italia colpisce ogni anno circa mezzo milione di persone, l'aspirina potrebbe prevenire il 40 per cento delle ricadute. Questa malattia ha delle conseguenze molto serie: trombosi venosa profonda, embolia polmonare e, nel 33 per cento dei casi, la morte. Nel caso in cui si riesca a superare la trombosi venosa c'è un 20 per cento di probabilità che si ripresenti, i benefici dell'aspirina in una terapia preventiva sono quindi abbastanza evidenti. Lo studio che ha valutato gli effetti dell'aspirina come arma contro la trombosi venosa è stato realizzato da un team di ricercatori dell'Università di Perugia, in collaborazione con il professor Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico del Centro Emofilia e Trombosi del Policlinico di Milano. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine (Aspirin for Preventing the Recurrence of Venous Thromboembolism - Maggio 2012).

Per valutare gli effetti dell'aspirina sono stati arruolati 402 pazienti colpiti da trombosi che avevano già terminato, da un periodo variabile che andava dai 6 ai 18 mesi, la terapia anticoagulante prevista per curare la patologia. I ricercatori hanno condotto un'analisi in doppio cieco: a 205 pazienti sono state somministrate delle dosi basse di aspirina (100 mg al giorno, quantitativo contenuto in farmaci come la cardioaspirina) mentre gli altri 195 pazienti dovevano assumere un placebo. Tutti i pazienti hanno seguito la terapia prescritta per un periodo di due anni e, ogni 3 mesi nel primo anno e ogni se mesi nel secondo, sono stati sottoposti a delle visite di controllo.

Dall'analisi dei dati raccolti, si è scoperto che solo 28 persone del gruppo che assumeva l'aspirina hanno avuto una ricaduta contro 43 persone del gruppo che assumeva il placebo. L'obiettivo della ricerca era quello di valutare gli effettivi benefici di una terapia prolungata, molti medici si trovano infatti di fronte ad un dilemma: proseguire la terapia mettendo il paziente a rischio di emorragie o interromperla aumentando il rischio di ricadute della trombosi.

Pier Mannuccio Mannucci spiega che la terapia con l'aspirina (o con il farmaco generico a base di Ac. Acetilsalicilico) è sicura ed unisce efficacia ed economicità. La trombosi venosa, dopo ictus e infarti, è la terza malattia cardiovascolare per gravità. Secondo i ricercatori, alla luce dei dati raccolti, l'aspirina somministrata in seguito ad un trattamento anticoagulante è efficace nel prevenire le ricadute e non porta a nessun aumento di rischio per gravi sanguinamenti.

La trombosi venosa

La trombosi venosa, anche se è un problema molto diffuso, spesso non viene riconosciuta. Può essere diagnosticata e curata con molta facilità ma perché questo avvenga deve essere individuata precocemente. Quando si parla di trombosi solitamente si pensa alle trombosi che riguardano le arterie (infarto e ictus). Non tutti sanno che un trombo si può formare anche nelle vene, un coagulo di sangue che occlude il vaso sanguigno bloccando la normale circolazione: in questo caso si parla di trombosi venosa.

La trombosi venosa colpisce generalmente le gambe o le braccia e, in casi più rari, le vene profonde dell'addome. Quando interessa le vene profonde viene chiamata "trombosi venosa profonda" (o TVP) mentre quando colpisce le vene del circolo superficiale e chiamata, di solito, flebite.

Quali sono le cause della trombosi venosa?

Mentre la flebite è spesso scatenata da un'iniezione endovenosa o da un prelievo di sangue, la trombosi venosa profonda (TVP) è solitamente associa a malattie croniche, a traumi, all'immobilità prolungata, alla gravidanza o ad un esercizio muscolare violento.

La trombosi alle gambe, se non adeguatamente curata, può dare origine alla sindrome post-flebitica, una situazione molto severa e invalidante caratterizzata dal gonfiore della gamba colpita, comparsa di varici e, nel tempo, di macchie scure sulla pelle, ulcere, senso di pesantezza alle gambe e difficoltà nel cammino.

Quali sono i sintomi di una trombosi?

La trombosi venosa di una gamba si manifesta con gonfiore, dolore simile a un crampo e arrossamento della parte colpita. In caso di flebite a volte compare sulla pelle un cordone rosso duro e dolente, corrispondente al decorso di una vena. Non sempre però i sintomi sono evidenti, a volte si ha solo dolore e una leggera differenza di circonferenza tra una gamba e l'altra. Se compaiono alcuni di questi sintomi è importante consultare il proprio medico o il pronto soccorso, solo un ecocolor Doppler (una metodica diagnostica non invasiva che permette la visualizzazione ecografica dei principali vasi sanguigni) può dare una diagnosi sicura.

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