Gravidanza, aborto spontaneo: sintomi e cause

Aborto spontaneo: sintomi e cause

Dopo il concepimento, nelle prime settimane di gestazione, c'è un certo rischio di aborto spontaneo, le cause sono diverse e non sempre se ne comprendono i motivi. Un gruppo di ricercatori, formato da esperti dell'Istituto Gaslini, dell'Istituto nazionale per la ricerca sul cancro e dell'Università di Genova, ha individuato una delle cause di aborto spontaneo, un difetto nelle informazioni impartite al sistema immunitario. Lo studio sarà pubblicato sui Proceedings of The National Accademy of Science (PNAS) ed è già disponibile online sul sito della rivista (Giugno 2010).

I ricercatori, coordinati da Maria Cristina Mingari (docente nell'ateneo genovese e direttore dei laboratori di immunologia dell'Ist) e Lorenzo Moretta (direttore scientifico del Gaslini), hanno individuato i meccanismi che sviluppano, nella donna, linfociti con proprietà immunoregolatorie (Treg) nei primi mesi di gravidanza, un processo che evita il rigetto del piccolo da parte dell'organismo della madre (aborto spontaneo). La scoperta è di notevole importanza non solo per le possibili applicazioni nel campo delle patologie della gravidanza, i risultati ottenuti potrebbero aprire nuove strade anche nel campo dei trapianti e nella terapia dei tumori.

Durante lo studio si è scoperto che le cellule NK (Natural Killer), particolari cellule del sistema immunitario, si scambiano informazioni con un particolare tipo di macrofagi. Quando tutto funziona correttamente, attraverso dei "messaggi solubili" come le citochine (molecole proteiche prodotte da vari tipi di cellule), viene impartito il commando di formare moltissime Treg. Le Treg a questo punto bloccano ogni tentativo del sistema immunitario della madre di eliminare il feto.

La professoressa Maria Cristina Mingari spiega che in determinati casi questo meccanismo può essere alterato, per esempio a causa di un deficit di cellule NK o di un inefficace scambio di informazioni tra cellule. Quando questo accade non vengono prodotte Treg e il feto viene aggredito dalle cellule killer e dagli anticorpi materni con un alto rischio di aborto.

Cause di aborto spontaneo

Giorgio Bentivoglio, direttore dell'Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia del Gaslini, spiega che le cause di aborto spontaneo possono essere diverse ma l'età sembra essere un fattore determinante soprattutto oggi che si aspetta diverso tempo prima di avere il primo figlio. Dopo i 40 anni l'aborto spontaneo ha un'incidenza del 20 per cento, quando la madre ha un'età intorno ai 30 anni i casi di aborto si riducono statisticamente a meno del 10 per cento. Una delle cause di aborto potrebbe risiedere in un difetto dell'ovocita dovuto a imperfezioni subentrate nella meiosi e collegate all'età della madre. Oltre alle alterazioni cromosomiche possono esserci alterazioni anatomiche, ormonali e, come dimostrato in questo studio, cause immunologiche.

Alterazioni cromosomiche: le anomalie cromosomiche ereditate dai genitori sono all'origine della maggior parte dei casi di aborto ricorrente mentre difetti cromosomici del feto, che possono provocare un aborto spontaneo isolato, non sono da mettere in correlazione con la mappa cromosomica dei genitori.

Alterazioni anatomiche: la presenza di un'anomalia anatomica dell'utero è in grado di determinare, solitamente nel secondo trimestre di gravidanza, insuccessi gestazionali ripetuti, questi fattori possono contribuire all'aborto ricorrente nel 10-15 per cento dei casi. Le casistiche possono essere diverse: malformazioni per cui l'utero si presenta piccolo oppure diviso al suo interno e che impediscono al feto di avere lo spazio necessario per svilupparsi, incontinenza cervicale per cui il collo dell'utero (che presenta una muscolatura molto debole) tende ad aprirsi prima del termine della gravidanza, o ancora i fibromi uterini.

Fattori genetici: circa il 50 per cento di tutti gli aborti spontanei sono causati da anomalie cromosomiche embrionali anche se i genitori sono geneticamente sani.

Aborto spontaneo sintomi

L'aborto spontaneo presenta dei sintomi che potrebbero essere confusi. Perdite ematiche e contrazioni uterine sono dei sintomi piuttosto diffusi e nella maggior parte dei casi non sono necessariamente indice di un aborto. Se una donna è in uno stato di gravidanza non deve comunque sottovalutare nessun sintomo, in questo caso sangue proveniente dalla cavità uterina e/o contrazioni dell'utero e fitte dolorose potrebbero essere una minaccia d'aborto e dovrebbero segnalarlo prontamente al proprio medico.

In alcuni casi, come per esempio nell'aborto interno, la gravidanza si potrebbe interrompere in maniera del tutto asintomatica. L'embrione rimane nell'utero con la cervice perfettamente chiusa anche se ormai non c'è più battito cardiaco. Di solito questo accade entro la dodicesima settimana ed è possibile accertare la situazione attraverso un controllo ecografico.

Gravidanza dopo aborto spontaneo

L'aborto spontaneo può essere isolato o ricorrente. Nel nostro paese le donne affette da "sindrome da aborto ricorrente sine causa" sono oltre 20 mila. Non tutti i tipi di aborto spontaneo sono uguali, ci si trova davanti a una sindrome dell'aborto spontaneo ricorrente (noto anche come aborto abituale) quando una donna ha avuto tre o più aborti spontanei consecutivi con lo stesso partner entro la 13/a settimana di gestazione. Le donne che invece hanno avuto due insuccessi riproduttivi consecutivi con lo stesso partner entro la 13/a settimana di gestazione sono affette da aborto ripetuto. Questa distinzione è molto importante perché aiuta a calcolare in maniera più precisa la probabilità di successo della futura gravidanza.

Il mondo scientifico è tutt'oggi diviso su quando iniziare l'iter diagnostico per individuare le cause di un aborto spontaneo. Per alcuni è corretto intraprendere subito un iter diagnostico al secondo aborto spontaneo mentre per altri bisogna aspettare il terzo. L'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), per esempio, suggerisce di avviare la ricerca delle cause dopo una seconda perdita specialmente in particolari casi come: coppie che presentano difficoltà nel concepimento, donne con età maggiore di 35 anni e coppie particolarmente ansiose.

I dati derivanti da indagini epidemiologiche dimostrano che il rischio di un nuovo aborto dopo che ce ne sia stato uno spontaneo è più elevato. Il rischio di avere un secondo aborto spontaneo è del 25 per cento, una percentuale non molto più alta rispetto a quella delle donne che non hanno mai avuto aborti spontanei.

Prevenire un aborto spontaneo

In particolari casi l'aborto spontaneo si può prevenire prendendo le dovute precauzioni. Con il supporto del ginecologo si possono evitare la maggior parte delle cause. Attualmente sono in fase di sperimentazione alcuni farmaci in grado di prevenire alcuni casi di aborto spontaneo e studi come quello pubblicato sui PNAS aiutano a conoscere meglio i meccanismi che possono portare all'aborto contribuendo alla realizzazione di nuove terapie.

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