Artrite reumatoide, sintomi e trattamento

Tra le malattie reumatiche una delle più insidiose è l'artrite reumatoide, una patologia che colpisce a tutte le età compresi i bambini. L'artrosi è la più diffusa tra le malattie reumatiche infiammatorie ma l'artrite reumatoide è la più invalidante. Colpisce soprattutto le donne tra i 40 e i 60 anni ma può esordire anche nel primo anno di vita (colpisce un bambino su mille). Gli ultimi aggiornamenti sull'artrite reumatoide arrivano dal congresso dell'European League Against Rheumatism (Roma, 16-19 giugno 2010).

Per le persone colpite da artrite reumatoide il fare le scale, l'aprire un barattolo, il legarsi i lacci delle scarpe, ecc., semplici azioni di tutti i giorni, si trasformano spesso in barriere insormontabili. Solo in Italia questa malattia reumatica colpisce circa 300mila pazienti, un numero in continua crescita se si considera che annualmente vengono diagnosticati 18mila nuovi casi. Questa patologia oltre a limitare la vita delle persone spesso modifica i progetti di vita, ben il 9,1 per cento dei pazienti dichiara di aver rinunciato al desiderio di maternità o paternità.

Carlomaurizio Montecucco, direttore della Clinica reumatologica dell'università di Pavia (Policlinico San Matteo), spiega che nonostante ci sia un elevato numero di pazienti in Italia mancano i reumatologi e di conseguenza l'omogeneità della cura sul territorio nazionale. Purtroppo il Ministero ha previsto soltanto 39 posti in tutta Italia per gli specializzandi in reumatologia, un problema che va ad aggiungersi a quello della formazione degli specialisti e dell'aggiornamento continuo. Gianfranco Ferraccioli, direttore del dipartimento di reumatologia dell'Università Cattolica di Roma, evidenzia che a causa di alcune lacune del sistema non sempre il reumatologo può assistere in maniera completa, anche da un punto di vista internista, il paziente. Gli esperti fanno notare che se non funziona tutta la filiera chi ne fa le spese è il paziente, la tempestività della diagnosi, unico vero atto preventivo, viene bloccata, impiegando anche 24 mesi prima di impostare la corretta terapia.

Purtroppo anche se sul mercato sono presenti dei nuovi farmaci per il trattamento dell'artrite reumatoide la burocrazia ne rallenta la diffusione. E' il caso del tocilizumab, arrivato in Italia all'inizio del 2010 ma attualmente distribuito solo in 4 regioni: Lombardia, Marche, Campania e Abruzzo. Il tocilizumab, riducendo l'infiammazione, migliora notevolmente la qualità della vita dei pazienti colpiti da artrite reumatoide. Il bersaglio del farmaco è il recettore per interleuchina-6, un mediatore dell'infiammazione.

Ma quali sono i sintomi dell'artrite reumatoide? Questa malattia reumatica interessa le articolazioni ma anche i tessuti epidermici, polmonari, oculari e i vasi sanguigni. Le persone colpite si sentono stanche e a volte febbricitanti. L'artrite reumatoide è una malattia autoimmune che si manifesta solitamente in modo simmetrico nei vari organi (entrambe le mani o entrambe le ginocchia). Le persone che affrontano per la prima volta questa patologia restano confuse e disorientate da un evento tutto sommato poco conosciuto in quanto i media (televisione e giornali) ne parlano poco. Quando la patologia colpisce la membrana sinoviale delle articolazioni si ha una reazione infiammatoria con un aumento di volume che da origine al panno sinoviale, questo, invadendo la cartilagine, ne provoca l'erosione e la graduale distruzione. Il processo proliferativo si estende all'osso e successivamente l'infiammazione arriva ad interessare tutti i tessuti che circondano l'articolazione provocandone in modo graduale la distruzione della stessa con la conseguente invalidità del paziente.

Come già accennato in precedenza la patologia colpisce prevalentemente le donne con un rapporto di 4:1, in alcuni casi può però essere diagnosticata anche in età pediatrica (artrite giovanile). L'artrite reumatoide è a decorso ciclico con fasi di acutizzazione che si alternano a periodi di remissione della malattia. E' caratterizzata da anemia, stati di febbre, debolezza muscolare (astenia) oltre, naturalmente, al dolore articolare con tumefazione (gonfiore) e rigidità articolare mattutina.

Oltre a coinvolgere le articolazioni provocandone gonfiore, dolore e rigidità, l'artrite reumatoide causa anche anemia, fatica, perdita di peso e febbre; inoltre i farmaci usati provocano nel tempo diversi danni collaterali. Per esempio, il cortisone utilizzato a lungo provoca un'importante decalcificazione ossea (osteoporosi) che viene in parte limitata da terapie condotte con specifici farmaci come ad esempio i difosfonati (detti anche bifosfonati o bisfosfonati), una classe di medicinali in grado di inibire il riassorbimento osseo.

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