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Cura delle ustioni, trapianto di pelle da cellule staminali

Cura delle ustioni: trapianto di pelle

Grazie alle cellule staminali in futuro si potrebbe generare una pelle da trapiantare temporaneamente, in attesa di un trapianto definitivo, in quelle persone colpite da gravi ustioni. Questa non Ŕ la prima volta che si parla di una pelle ottenuta da cellule staminali, giÓ alcuni esperti dell'universitÓ La Sapienza (Chirurgia plastica) da tempo stanno lavorando alla ricostruzione della pelle completa di strato superficiale e profondo. I risultati del nuovo studio sono frutto di una ricerca francese condotta presso l'Institute for Stem Cell Therapy and Exploration of Monogenic Diseases di Evry. I dati sono stati pubblicati sulla rivista Lancet (Novembre 2009).

Christine Baldeschi, dell'Institute for Stem Cell Therapy and Exploration of Monogenic Diseases (I-Stem), spiega che quando ci si trova davanti a delle ustioni di una certa entitÓ si procede con il trapianto autologo, una procedura che prevede il prelievo di lembi di pelle da parti non ustionate dei pazienti che, dopo averli fatti crescere in provetta per formare dei lembi pi¨ estesi, vengono successivamente trapiantare sulle ustioni. Attualmente il trapianto autologo di cellule staminali cutanee viene utilizzato per curare gravi ustioni, le fistole diabetiche e l'epidermolisi bollosa (rara malattia della pelle). L'esperta evidenzia per˛ che questo tipo di intervento ha un limite, i cheratinociti (cellule di pelle) presi dal paziente per creare la pelle da trapiantare impiegano alcune settimane a crescere, un periodo spesso critico in quanto il paziente rimane esposto a rischi di disidratazione e infezioni.

L'obiettivo degli esperti Ŕ stato quindi quello di creare in laboratorio, partendo sempre da cellule staminali anche se di altri soggetti, dei lembi di pelle temporanei da utilizzare in attesa del trapianto autologo. I ricercatori, dopo aver fatto proliferare le cellule staminali su di una matrice, hanno trapiantato i lembi di pelle su 5 topi ottenendo, nel giro di 12 settimane, una "nuova" pelle con una struttura molto simile a quella originale.

Se la sperimentazione sull'uomo darÓ gli stessi risultati ottenuti nei topolini, secondo gli esperti si avrÓ una risorsa illimitata di pelle "temporanea" utile per il trattamento dei pazienti con vaste ustioni che attendono un autotrapianto.

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