Esami in gravidanza, diabete gestazionale

Esami in gravidanza, diabete gestazionale

Gli esami in gravidanza, anche se alcuni possono spaventano le donne, sono necessari per tutelare la loro salute e quella del futuro nascituro, per fortuna con il tempo alcuni diventano meno invasivi come ad esempio il test per il diabete gestazionale. A partire dal 2010 l'esame per la diagnosi di diabete in gravidanza diventerà più semplice e veloce. Attualmente circa il 30 per cento delle gestanti evita il test a causa dei disagi provocati dall'esame che prevede diverse fasi: per prima cosa bisogna bere, a stomaco vuoto, una soluzione di glucosio poco gradevole, successivamente si effettuano diversi prelievi che costringono la futura mamma a stare per ore in ambulatorio. L'efficacia del test che si potrà fare a partire dal 2010 è stata dimostrata da uno studio internazionale (HAPO) condotto su 25 mila donne. Di questi dati si è parlato in occasione del congresso della Società italiana di diabetologia (Riccione, Ottobre 2009).

Domenico Mannino, coordinatore del Gruppo di studio sulla gravidanza della Società Italiana di Diabetologia, spiega che attualmente la diagnosi di diabete gestazionale, che riguarda il 4-6 per cento di tutte le donne in gravidanza, prevede due test da effettuare in due passaggi: una mini-curva con un carico di glucosio di 50 grammi e un prelievo a distanza di un'ora e una curva con 100 grammi di glucosio e 4 prelievi successivi. Lo studio internazionale HAPO (Hyperglycemia and Adverse Pregnancy Outcome), al quale ha partecipato anche l'Italia, ha dimostrato che è possibile ottenere una diagnosi precisa con una sola curva, con un carico di 75 grammi e 3 prelievi, un notevole passo in avanti rispetto al test precedente. L'esperto spiega che ora si sta attendendo l'approvazione da parte delle Società internazionali di diabetologia, che dovrebbe arrivare a breve, dopo di che il nuovo esame sarà eseguibile in tutti i centri.

Annunziata Lapolla, docente di Endocrinologia all'Università di Padova e responsabile per l'Italia dello Studio HAPO, spiega che grazie al nuovo test si potranno diminuire significativamente i costi dell'esame ma non solo, la nuova metodologia lo rende più accettabile alle donne e di conseguenza aumenterà la probabilità che tutte le future mamme vi si sottopongano. L'esperta spiega che, nonostante le campagne informative, molte donne evitano questo esame che potrebbe aiutare a prevenire il rischio di ipertensione e taglio cesareo. L'importanza del riconoscimento e della gestione attenta del diabete gestazionale è confermata anche da un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, condotto da ricercatori dell'Università dell'Ohio, negli Stati Uniti, su poco meno di 1000 donne con lieve diabete in gravidanza. Stando ai dati raccolti nello studio, il trattamento del diabete gestazionale lieve riduce dell'80 per cento il rischio di taglio cesareo e del 60 per cento il pericolo di ipertensione.

Annunziata Lapolla spiega poi che nelle immigrate la diagnosi di diabete gestazionale genera ancora più paure per la salute del bimbo e propria, in parte anche a causa della difficoltà nella comunicazione causata dalla lingua diversa. L'esperta spiega che, infatti, questi disagi si riducono con la presenza dei mediatori culturali (abbastanza diffusi negli ospedali italiani). I risultati di un'indagine condotta in dieci centri italiani, su 88 donne di 27 etnie diverse, rivelano che le immigrate con diabete gestazionale sono in media più giovani rispetto alle pazienti italiane, hanno un livello di istruzione più elevato in confronto a quello medio delle altre immigrate e vivono in Italia da più di 5 anni. L'80 per cento di loro ha cambiato le proprie abitudini alimentari e oltre il 50 per cento segue attivamente una dieta e le prescrizioni mediche.

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