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Non sempre sbagliando si impara

Non sempre sbagliando si impara

Secondo un proverbio popolare sbagliando si impara, qualche dubbio nasce però se si osservano i risultati di uno studio scientifico che ha dimostrato che si impara di più dai successi. Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), coordinati dal neuroscienziato Earl Miller, ha scoperto che probabilmente si impara più dai successi che dai fallimenti. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Neuron (Luglio 2009).

Earl Miller spiega che nei test condotti su alcune scimmie si è osservato che quando gli animali rispondevano correttamente alle prove, nel loro cervello vi era un rafforzamento dell'azione. In pratica ogni qual volta le scimmie rispondevano correttamente i neuroni memorizzavano l'informazione in maniera più efficace e persistente e nella maggior parte dei casi le scimmie rispondevano correttamente anche successivamente, al contrario, in caso di errore non vi era alcun miglioramento.

Per condurre il test le scimmie dovevano osservare le immagini che si alternavano su un monitor, a seconda della figura proiettata dovevano voltarsi verso destra o verso sinistra. Ogni qual volta si voltavano nella direzione giusta ricevevano un premio. Durante tutta la fase del test i ricercatori hanno monitorato l'attività celebrale constatando che in caso di risposta sbagliata vi era un'attività neuronale limitata della durata di circa un secondo, quando invece le scimmie davano la risposta corretta l'attività neuronale durava molto più a lungo, circa cinque secondi (praticamente quasi tutto il tempo che intercorreva fra una domanda e l'altra).

Secondo gli esperti i risultati raccolti dimostrerebbero che, almeno a livello neuronale, si impara solo quando un'azione viene svolta in maniera corretta e non quando invece si sbaglia.

Risultati analoghi sono stati ottenuti anche in altri studi. Stando ai risultati dei ricercatori Amy Beth Warriner e Karin Humphreys della McMaster University (Ontario), sbagliare porta spesso a sbagliare ancora (Quarterly Journal of Experimental Psychology, Aprile 2008).

A differenza del nuovo esperimento che ha esaminato l'attività celebrale delle scimmie, quello condotto presso la McMaster University ha osservato il comportamento di 30 studenti. Gli studenti dovevano dare il nome ad alcuni oggetti dei quali veniva fornita solo una descrizione, nel caso non riuscissero a dare subito una risposta, se pensavano comunque di saperla, gli venivano concessi alcuni secondi extra per pensare al nome. Osservando i dati raccolti si è notato che le persone che impiegavano più tempo per dare un nome avevano poi una probabilità maggiore di ritrovarsi nelle stesse condizioni se nel giorno successivo gli veniva riproposto lo stesso oggetto. In base a questo studio sembra quindi che il persistere su un'azione "sbagliata" invece di aiutarci a superare lo scoglio rafforzi l'errore, in questo caso potrebbe essere meglio abbandonare momentaneamente e riprovare più in la a mente rilassata.

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