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Farmaci equivalenti

Farmaci equivalenti

I farmaci equivalenti, precedentemente noti come generici, hanno lo stesso principio attivo (la sostanza che svolge l'azione curativa) dei corrispettivi farmaci di marca. Nel momento in cui viene commercializzato per la prima volta un medicinale, il principio attivo sul quale si basa è coperto da brevetto, per questo motivo è possibile acquistare unicamente il farmaco di marca. Trascorsi un certo numero di anni (di solito 20) il brevetto scade e, pur rimanendo in commercio anche il farmaco di marca, possono essere commercializzati nuovi farmaci con lo stesso principio attivo ma con prezzi nettamente più bassi (farmaci equivalenti).

I farmaci equivalenti hanno la stessa forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio, quantità di principio attivo contenuto in una singola dose e posologia. Se il farmaco di marca viene venduto sotto forma di compresse, anche nella confezione dell'equivalente saranno presenti compresse in egual numero a quelle del medicinale di marca. I farmaci equivalenti, a parte il nome (solitamente sono venduti in farmacia con il nome del principio attivo che contengono) e la confezione, sono uguali in tutto e per tutto a quelli di marca, come questi ultimi sono inoltre sottoposto agli stessi controlli e procedure di registrazione e vigilanza che l'Agenzia Italiana del Farmaco riserva a tutti i farmaci in commercio.

Nel nostro paese sono presenti due categorie di farmaci equivalenti classificate dal Ministero della Salute in medicinali commercializzati sotto la Denominazione Comune Internazionale (DCI) seguita dal nome del produttore e copie di farmaci "di marca" recanti un proprio nome commerciale. La scelta di un farmaco equivalente al posto di uno di marca è un buon aiuto economico, il risparmio può andare dal 20 al 50 per cento, un risparmio che non riduce la qualità della terapia e da la certezza al paziente di usare gli stessi principi attivi cui è abituato.

A partire dal 31 maggio 2005, per i farmaci a totale carico del paziente (farmaci di classe C) è possibile sostituire il farmaco ''di marca'' prescritto sulla ricetta con uno equivalente. Il farmacista deve informare l'acquirente dell'esistenza di un farmaco identico ma meno costoso e può consigliare la sostituzione, a meno che il medico abbia specificato sulla ricetta che il farmaco non è sostituibile.

Attualmente il farmaco equivalente non è molto diffuso in Italia, questa tipologia di medicinale coprono appena il 10 per cento della spesa farmaceutica a carico del SSN (Servizio Sanitario Nazionale) e il 21 per cento circa delle prescrizioni totali. In altri paesi, invece, dove i farmaci equivalenti sono commercializzati da più tempo (Inghilterra, Germania, Francia e Paesi Bassi, ecc.), le percentuali di vendita e di utilizzo sono molto più elevate (tra il 22 per cento e il 50 per cento del mercato farmaceutico totale).

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