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Aspirina nella prevenzione primaria, nuovi dati

Aspirina nella prevenzione primaria, nuovi dati

Diversi studi hanno confermato che l'assunzione giornaliera di aspirina (farmaco equivalente: acido acetilsalicilico) aiuta a ridurre il rischio di infarto e ictus, una nuova ricerca evidenzia però che in certi casi gli effetti negativi potrebbero essere maggiori. A fronte di una riduzione dell'incidenza di infarti e ictus che va dal 10 al 20 per cento, vi è un incremento del 33 per cento del rischio di emorragie interne. Il dati relativi al nuovo studio, estrapolati dal programma Biomed (Biomedicine and Health) finanziato dall'Unione Europea, sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet (Maggio 2009).

Secondo Colin Baigent, coordinatore dello studio e ricercatore presso il Clinical Trial Service Unit & Epidemiological Studies Unit (CTSU - Oxford University, Regno Unito), le attuali linee guida relative all'uso dell'aspirina nella prevenzione primaria in soggetti sani andrebbero riviste. Secondo l'espero, l'assunzione giornaliera dell'aspirina da parte delle persone che stanno bene è pericolosa in quanto i benefici ottenibili risulterebbero inferiori ai pericoli a cui si va incontro.

Nella loro metanalisi i ricercatori hanno esaminato i dati di oltre 95.000 soggetti a basso rischio, ottenuti da 6 trial clinici internazionali relativi alla prevenzione primaria, e 17.000 ad altro rischio (pazienti con precedenti attacchi cardiaci o problemi vascolari) coinvolti in 16 trial sulla prevenzione cardiovascolare secondaria.

Baignet evidenzia che la sicurezza farmacologica è molto importante quando si tratta di fare raccomandazioni per milioni di persone sane. Dall'analisi dei dati si può osservare come nella prevenzione primaria la somministrazione di aspirina riduce il rischio di ictus e attacchi cardiaci ma allo stesso tempo aumenta il rischio, che normalmente è moderato, di emorragie interne di quasi un terzo. Per quanto riguarda la prevenzione secondaria la somministrazione di aspirina è invece una misura decisamente utile. L'esperto spiega che attualmente, per quanto riguarda le persone sane (si parla quindi di prevenzione primaria), non ci sono prove a sufficienza per suggerire un'assunzione quotidiana di aspirina.

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