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Cura dei denti e sbiancamento, individuato un gene

Cura dei denti e sbiancamento

Una nuova cura potrebbe far ricrescere lo smalto dopo una carie dentaria, sarà utile anche in caso di denti ingialliti dal fumo sostituendo le attuali tecniche di sbiancamento. Questa importante scoperta che aprirà la strada a nuove terapie ortodontiche è frutto di una ricerca, coordinata dalla dottoressa Chrissa Kioussi, condotta presso la Oregon State University (USA). I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS, Febbraio 2009).

In seguito ad una serie di analisi gli esperti hanno appurato che vi era un legame tra un particolare gene, il Ctip2 (gene legato anche ad altri processi che interessano il sistema immunitario e lo sviluppo embrionale dell'epidermide), e la crescita delle cellule batiprismatiche dette ameloblasti (cellule che formano la membrana adamantina che darà origine allo smalto). Completata la formazione dello smalto, gli ameloblasti iniziano una graduale involuzione e di essi permane soltanto la membrana plasmatica, arrivati a questo punto lo smalto non può più riformarsi in modo naturale.

Questa non è la prima volta che si studia come far "ricrescere" i denti, altri ricercatori sono già riusciti a ricostruire in laboratorio la parte interna dei denti ma non lo smalto, lo scudo protettivo indispensabile per impedire l'infiltrazione di batteri responsabili di placca, tartaro e carie. Allo stato attuale, almeno in linea teorica, l'unione dei vari studi potrebbe consentire la ricrescita di un dente completo, una possibilità che apre la strada a nuove terapie alternative all'ortodonzia tradizionale.

I ricercatori della Oregon State University, dopo aver chiarito il ruolo cruciale del gene Ctip2 nel regolare la crescita degli ameloblasti, hanno dimostrato che questo gene è l'unico deputato a controllare la formazione e la ricrescita dello smalto. Per comprovare la loro tesi, gli studiosi hanno modificato geneticamente dei topolini privandoli del gene Ctip2, come ci si aspettava tutte le cavie avevano si i denti ma erano privi di smalto.

Chrissa Kioussi spiega che il prossimo passo sarà quello di riuscire a controllare l'attivazione del gene anche in età adulta, in questo modo si potrebbe eliminare il problema delle otturazioni ricostruendo in maniera naturale lo smalto distrutto da traumi e carie, o, in caso di ingiallimento dovuto dal fumo o dall'alcol, sfruttare questo processo come tecnica di sbiancamento ridonando un sorriso perfetto.

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