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Diabete, il latte potrebbe influire

Diabete: il latte potrebbe influire

Il latte, o meglio, un batterio che può essere trasmesso con il latte, sembra essere all'origine di una certa percentuale di casi di diabete di tipo 1, quello insulino dipendente. Secondo i dati ottenuti nel corso di una ricerca condotta da un gruppo di microbiologi dell'Università di Sassari, il Map (Mycobacterium avium paratuberculosis), un batterio "parente" dei batteri che causano la lebbra e la Tbc, è responsabile di alcuni casi di diabete. Qualche dato sulla ricerca è stato divulgato in anteprima in questi giorni (Gennaio 2009), a breve lo studio verrà pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Plos One.

Leonardo Sechi, coordinatore della ricerca, spiega che in base ai dati raccolti è emerso che nel 70 per cento dei casi di diabete di tipo 1 della Sardegna è coinvolto il Map. L'esperto spiega che questo particolare batterio infetta spesso i bovini ed entra così nella nostra catena alimentare. Diversi studi condotti fino ad ora avevano già dimostrato che il Map, in soggetti geneticamente predisposti, è spesso responsabile del morbo di Crohn e della sindrome dell'intestino irritabile, questa nuova ricerca dimostra che il batterio può indurre anche lo sviluppo del diabete di tipo 1.

Dall'analisi dei pazienti colpiti da diabete di tipo 1 è emerso che, almeno per quanto riguarda la popolazione sarda, il 70 per cento del campione aveva il Mycobacterium avium paratuberculosis. La ricerca ha evidenziato anche un altro dato interessante, i pazienti diabetici con il Map presentano anche un'alterazione genetica analoghe a quelle dei soggetti affetti dal morbo di Crohn. Dati analoghi a quelli sardi sono stati riscontrati anche in Inghilterra presso la St. Georges Hospital Medical School University dove un gruppo di esperti ha condotto delle ricerche in collaborazione con il centro sardo.

I ricercatori evidenziano che il diabete dipende per un 50 per cento da fattori genetici e per un 50 per cento da fattori ambientali. Leonardo Sechi spiega che il Map ha un tempo di incubazione molto lungo, qualora fosse presente in alte concentrazioni nel latte è in grado di resistere alla fase di pastorizzazione e di conseguenza può essere trasmesso all'uomo attraverso i formaggi freschi e in alcuni casi addirittura con il latte.

Durante l'indagine si sono esaminati anche alcuni campioni di latte pastorizzato sardo e sui derivati, indagine che non ha però rilevato nessuna traccia di Map vivo. Secondo gli esperti la prevenzione deve essere massima in tutte quelle regioni in cui si verifica un'epidemia del batterio come ad esempio la Sardegna dove vi è un tasso di incidenza del diabete superiore di sei volte rispetto alla media nazionale. Effettuare dei controlli per monitorare i livelli di Map negli allevamenti potrebbe contribuire a ridurre, almeno per quanto riguarda quello legato a fattori ambientali, l'incidenza del diabete.

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