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Nuova terapia insulinica per via orale - Un nuovo metodo di somministrazione dell'insulina potrebbe sostituire le iniezioni nei pazienti diabetici insulino-dipendenti

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Nuova terapia insulinica per via orale

Terapia insulinica per via orale

Un nuovo metodo di somministrazione dell'insulina, un ormone di natura proteica, potrebbe sostituire le iniezioni nei pazienti diabetici insulino-dipendenti. Per abbassare la glicemia basterà masticare un chewing gum. Robert Doyle, chimico e ricercatore presso la Syracuse University di New York, sostiene di aver trovato il modo di somministrare l'insulina per via orale superando gli ostacoli che numerosi ricercatori avevano trovato in precedenza, primo fra tutti quello legato al degradamento dell'ormone nell'ambiente intestinale. Alcuni dettagli su questo possibile metodo di somministrazione sono stati pubblicati sul New Scientist (Gennaio 2009).

Saranno in molti a sperare che questa terapia insulinica non si dimostri un fallimento come Exubera, un'insulina spray che aveva creato un grande interesse nei pazienti diabetici insulino-dipendenti. Dopo anni di attesa, nel 2008, dopo alcuni mesi dall'approvazione dell'FDA (Food and Drug Administration) l'azienda farmaceutica Pfizer annunciò il ritiro di Exubera. Secondo le fonti ufficiali l'insulina spray è stata ritirata per ragioni di ordine economico, dato lo scarso numero di pazienti che la utilizzavano, ma, anche se nessuno studio ufficiale ne ha dimostrato la veridicità, si pensa potesse avere degli effetti collaterali per i polmoni.

Robert Doyle spiega che il nostro organismo sfrutta un particolare processo chimico che consente di proteggere e assorbire particolari molecole, analoghe a quelle dell'insulina, che normalmente verrebbero danneggiate durante il passaggio nell'intestino. La vitamina B12 (vitamina presente in numerosi alimenti come carne, pesce, uova, latte e latticini), per esempio, viene protetta dall'aptocorrina, una proteina secreta con la saliva, consentendole di passare indenne nell'intestino e arrivare fino allo stomaco.

Una "normale" assunzione per via orale dell'insulina la renderebbe inefficace a causa degli enzimi digestivi presenti nell'intestino. Robert Doyle ha quindi studiato il modo di legare la molecola dell'insulina a quella della vitamina B12, uno stratagemma che consente di mantenere intatte le proprietà della molecola.

Per il momento la sperimentazione, anche se condotta solo su dei topolini, ha dato degli ottimi risultati. Il ricercatore spiega che è stata utilizzata un'associazione vitamina B12-insulina liquida, per quanto riguarda la sperimentazione sull'uomo si inventerà una sorta di gomma da masticare che consentirà di avere una buona salivazione e di conseguenza una produzione di aptocorrina adeguata a proteggere l'insulina.

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