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Alzheimer, un nuovo farmaco ne blocca la progressione - Un nuovo farmaco, battezzato con il nome di Rember, potrebbe essere utile per bloccare la progressione dell'Alzheimer

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Alzheimer, un nuovo farmaco ne blocca la progressione

Alzheimer: un nuovo farmaco (Rember)

Un nuovo farmaco, battezzato con il nome di Rember, potrebbe essere utile per bloccare la progressione dell'Alzheimer. Il medicinale è stato testato da un gruppo di ricercatori scozzesi, dell'università di Aberdeen, coordinati da professor Claude Wischik. Stando a quanto comunicato, si tratterebbe del primo farmaco in grado di limitare in maniera soddisfacente i grovigli neurofibrillari, causati dalle proteine Tau, che si moltiplicano nel cervello delle persone colpite dal Morbo di Alzheimer. Il Rember è stato presentato ufficialmente alla comunità scientifica in occasione dell'Alzheimer's Association International Conference on Alzheimer's Disease (ICAD - Luglio 2008, Chicago).

Gli esperti spiegano che bisognerà condurre ulteriori ricerche ma i risultati ottenuti fino a questo momento sono molto soddisfacenti. Il farmaco è stato sviluppato presso i laboratori della Taurx Therapeutics, di cui il professor Claude Wischik è co-fondatore. Per il momento il Rember è arrivato alla seconda fase di sperimentazione. Nello studio di fase II il farmaco è testato su un numero limitato di pazienti per determinarne la sicurezza a breve termine, gli effetti collaterali e l'efficacia in generale.

Lo studio di fase II, durato complessivamente cinquanta settimane, ha coinvolto 321 pazienti colpiti dal Morbo di Alzheimer. Secondo Claude Wischik, il Rember è almeno due volte più efficace dei medicinali attualmente usati contro la malattia degenerativa. Al termine dello studio di fase II, i ricercatori hanno rilevato nei pazienti curati con il farmaco una diminuzione dell'81 per cento della perdita delle facoltà mentali.

Come agisce il farmaco? Il Rember agisce bloccando la formazione dei grovigli neurofibrillari causati da un'alterazione chimica della proteina Tau. I neuroni sani hanno uno scheletro interno di supporto formato in parte da strutture chiamate microtubuli, queste sono costituite da subunità stabilizzate da una proteina detta Tau. Nelle persone colpite dal Morbo di Alzheimer vi è un'alterazione chimica della proteina Tau (iperfosforilata), questa condizione causa l'appaiamento con altre unità di Tau che finiscono poi per creare i grovigli neurofibrillari. Questa situazione provoca un collasso della struttura microtubulare, con conseguenti problemi di comunicazione fra i neuroni e successiva morte. Grazie al Rember questo processo degenerativo viene rallentato notevolmente con evidenti benefici per i pazienti.

Nel 2009 dovrebbero iniziare gli studi di fase III, saranno effettuati su un numero più ampio di pazienti in modo tale da valutare meglio gli effetti del farmaco sperimentale in condizioni più vicine a quelle normali. Se tutto andrà bene, il Rember potrà essere commercializzato a partire dal 2012.

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