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Terapia mieloma, nuova cura per questo tumore - La terapia per il mieloma multiplo, un tumore del sistema emolinfopoietico, potrebbe integrare una nuova cura

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Terapia mieloma, nuova cura per questo tumore

Terapia mieloma

La terapia per il mieloma multiplo, un tumore del sistema emolinfopoietico, potrebbe integrare una nuova cura. Alcuni ricercatori italiani hanno scoperto che un particolare ormone, la citochina IL-12, riesce ad ostacolare la crescita del mieloma multiplo agendo in due modi: uccidendo direttamente le cellule tumorali e riducendo la formazione dei vasi sanguigni che servono a portare il nutrimento necessario a tenerle vive.

Quest'importante scoperta è stata fatta a Genova, presso l'Istituto Giannina Gaslini, dal gruppo della dottoressa Irma Airoldi, responsabile di una nuova unità indipendente di ricerca finanziata dall'AIRC in collaborazione con il prof. Vito Pistoia, Direttore del Laboratorio di Oncologia dell'Istituto scientifico genovese. I dettagli dello studio sono stati pubblicati on-line sulla rivista scientifica Blood (Maggio 2008).

L'interleuchina 12 è una citochina chiave (IL-12), una specie di "ormone" normalmente prodotta dal nostro corpo, che ha il compito di regolare la comunicazione tra le cellule. E' dotata di numerosi e importanti effetti sul sistema immunitario e secondo alcuni studi potrebbe diventare anche un prezioso alleato per prevenire le allergie alimentari senza dover rinunciare al cibo "colpevole".

Il gruppo di ricercatori guidati da professor Vito Pistoia, qualche anno fa aveva dimostrato che le cellule umane produttrici di anticorpi (i linfociti B), possiedono il recettore per la citochina IL-12. Tale recettore è una specie di "interruttore" che si accende quando viene in contatto con la IL-12 attivando le funzioni cellulari. Questo "interruttore" è formato da due pezzi distinti, noti come b1 e b2.

Durante il nuovo studio si è notato che un pezzo di questo interruttore, il b2, era assente in tutti i 41 casi analizzati di linfomi e leucemie derivanti dai linfociti B (linfoma follicolare, mantellare e marginale e leucemia linfatica cronica).

Vito Pistoia ha commentato i nuovi risultati spiegando che grazie a questo studio si è dimostrato, per la prima volta, che la perdita di una delle due componenti del recettore per la citochina IL-12 in alcuni linfomi e leucemie di elevata malignità ne favorisce lo sviluppo. Lo studio apre inoltre interessanti prospettive terapeutiche, i ricercatori hanno dimostrato che un farmaco già utilizzata nella pratica clinica, la decitabina, fa ricomparire la componente mancante del recettore di IL-12 nelle cellule maligne, in questo modo vengono indotte a morire o a smettere di moltiplicarsi in seguito al trattamento con IL-12.

Per il momento gli esperimenti sono stati condotti solo su alcune cavie. Dopo aver ricostruito con tecniche genetiche il recettore b2 di IL-12 in cellule tumorali che ne erano prive, sono state coltivate in vitro. In una seconda fase, dopo aver dimostrato che le cellule tumorali "corrette" in parte morivano e in parte smettevano di moltiplicarsi, le cellule tumorali modificate sono state iniettate in topolini immunodeficienti. Il risultato è stato che i topolini trattati con IL-12 presentavano una significativa riduzione del tumore.

Irma Airoldi spiega che ora bisognerà condurre ulteriori studi sui topolini, bisognerà per esempio dimostrare l'efficacia della somministrazione combinata di decitabina e IL-12 per il trattamento di questi tumori, se i risultati saranno positivi si potrà poi valutare la sperimentazione sull'uomo.

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