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Psoriasi e disaggio psicologico - I pazienti colpiti da psoriasi presentano anche un disagio psicologico, un effetto secondario che si manifesta soprattutto nelle donne

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Psoriasi e disaggio psicologico

Psoriasi e disaggio psicologico

I pazienti colpiti da psoriasi presentano anche un disagio psicologico, un effetto secondario che si manifesta soprattutto nelle donne. La psoriasi non colpisce quindi solo il corpo ma anche la psiche, una conseguenza causata dalla falsa credenza che la malattia sia contagiosa e di conseguenza si tende ad allontanare le persone che presentano delle placche psoriache. Nella maggior parte dei casi i medici non prendono in considerazione entrambi gli aspetti della malattia, per questo motivo, uno studio italiano denominato PSYCHAE (Psoriasis: SurveY for the Control of Anxiety and dEpression), ha cercato di esaminare nel dettaglio la relazione tra psoriasi e disagio psicologico.

Lo studio multicentrico PSYCHAE, avviato nel 2002, ha coinvolto in totale 39 cliniche dermatologiche nelle quali sono stati esaminati quasi 1600 pazienti con età media di 44 anni e affetti in prevalenza da psoriasi volgare, la forma più diffusa. I dettagli dello studio sono stati resi noti in occasione dell'apertura del congresso della Società italiana di dermatologia medica, chirurgia estetica e della malattie sessualmente trasmesse (Sidemast).

In base ai dati ottenuti si è rilevato che il 46 per cento dei pazienti, affetti nella quasi totalità dei casi da psoriasi volgare, presentavano un disagio psicologico e l'11 per cento soffriva di una vera e propria patologia psichica. In entrambi i casi le donne sono risultate più colpite rispetto agli uomini: il 54 per cento delle donne presentava disagio psicologico rispetto al 40 per cento degli uomini; il 17 per cento delle donne manifestava sofferenza psicopatologica rispetto al 7 per cento degli uomini. Un altro dato rilevato riguarda i pensieri suicidi presenti in quasi il 7,5 per cento della popolazione psoriasica.

Alberto Caputo, psichiatra e dottore di ricerca in psichiatria e scienze relazionali, spiega che il malessere dei pazienti spesso non è correlato con l'estensione della malattia sul loro corpo, anche i pazienti colpiti da lesioni ridotte soffrono profondamente per la propria malattia. Per questo motivo, spiega Caputo, il dermatologo deve valutare la gravità della psoriasi così come l'impatto psicologico che essa può avere.

Maria Laura Flori, responsabile della struttura semplice di Allergologia Dermatologica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Siena, ha evidenziato che dallo studio PSYCHAE si è rilevato che la terapia topica è la più utilizzata nella cura della psoriasi. I dati mostrano però che i migliori risultati si ottengono con i farmaci sistemici ed in particolare con la ciclosporina che è risultata la più attiva, garantendo la migliore compliance e i migliori risultati anche dal punto di vista delle ripercussioni psicologiche della malattia.

Mara Maccarone, Presidente dell'Associazione per la Difesa degli Psoriasici (ADIPSO), spiega che oggi il malato di psoriasi è abbastanza supportato per quanto riguarda le terapie. Ci sono farmaci che consentono di controllare la malattia e Centri in tutta Italia cui i pazienti possono rivolgersi. Quello che decisamente manca è la comprensione del disagio psicologico e anche psicopatologico che il paziente vive, a tutto discapito dell'aderenza alla terapia. La cura, infatti, comincia dalla mente e al malato manca l'approccio globale.

Alla luce dei dati ottenuti dallo studio PSYCHAE, è importante che al dermatologo si affianchi uno specialista dell'area psicologica al fine di diagnosticare e curare anche le lesioni interiori che, in determinati casi, potrebbero essere peggiori della psoriasi stessa.

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