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Tumore al seno, benefici da un farmaco contro l'osteoporosi

Tumore seno: farmaco contro l'osteoporosi

Le cure per i tumori al seno sono in continua evoluzione, l'ultimo ritrovato in campo medico è il Raloxifene, un farmaco in grado di ridurre del 50 per cento il rischio di cancro al seno per le donne. Il Raloxifene era già utilizzato nel trattamento dell'osteoporosi, dopo una lunga sperimentazione e numerose analisi la Food and Drug Administration lo ha finalmente approvato anche come medicinale contro il tumore del seno.

La notizia dell'approvazione del Raloxifene nelle terapie contro il tumore è stata data in occasione del congresso "Attualità in senologia" (Firenze - Ottobre 2007) dal professor Andrea Decensi, direttore di Oncologia medica degli ospedali Galliera di Genova. L'esperto ha spiegato che il Raloxifene è stato inizialmente studiato per la terapia del cancro al seno in alternativa al Tamoxifene, i risultati ottenuti in quella situazione non erano però stati soddisfacenti, successive analisi cliniche evidenziarono invece degli ottimi risultati contro l'osteoporosi tanto da esser registrato per questo specifico utilizzo.

Le ricerche sul Raloxifene in campo oncologico non terminarono e successivamente si scoprì che il farmaco si comporta sul seno come un antiestrogeno, sull'endometrio e sul sistema venoso come un estrogeno e manifesta effetti protettivi anche sulle ossa. Decensi spiega però che, anche se in America il farmaco ha ricevuto il via libera per questa nuova applicazione, in Italia ci vorranno mesi, se non anni, prima che il farmaco riceva la necessaria autorizzazione ministeriale per un utilizzo contro il tumore al seno.

Secondo le indicazioni dei ricercatori, il Raloxifene va utilizzato su donne a rischio elevato secondo il modello di Gail (dal nome del biostatistico del National cancer institute di Bethesda che ha messo a punto il calcolo del rischio).

Il modello di Gail è basato su una regressione logistica multivariata, ottenuta sulla base della popolazione USA sottoposta al primo studio randomizzato di screening mammografico (Breast Cancer Detection and Demonstration Project). Da tale analisi sono state selezionate le variabili più evidentemente correlate con l'insorgenza di tumore mammario (che di fatto ne rappresentano i più riconosciuti fattori di rischio), quali l'età, il numero di parenti di primo grado con tumore alla mammella, l'età al menarca e alla prima gravidanza a termine, il numero di pregresse biopsie mammarie, l'eventuale diagnosi di iperplasia atipica e la razza. I soggetti di età superiore a 60 anni sono considerati di per sé ad aumentato rischio, essendo l'età il parametro più strettamente correlato con l'insorgenza del carcinoma mammario. Il prodotto dei rischi relativi, connessi a tali variabili, determina un rischio complessivo, che viene poi proiettato nel tempo in relazione alla probabilità di base di ammalarsi, ed ai rischi competitivi di morte. Ciò fornisce una probabilità di malattia (rischio attribuibile), nei successivi 5 anni e nell'arco della vita.

In conclusione del suo intervento, Decensi ha annunciato il lancio di due nuovi studi che confermano l'Italia tra i paesi all'avanguardia nella ricerca nei farmaci preventivi.

Primo studio contro il tumore al seno

Studio di tipo multicentrico, guidato da Umberto Veronesi e Bernardo Bonanni, coordinato dall'Istituto Europeo di Oncologia (IEO). L'obiettivo dello studio è quello di confermare le capacità della Fenretinide, derivato della vitamina A (acido retinoico), di prevenire il cancro al seno nelle giovani donne con predisposizione genetica. La ricerca sarà condotta su un campione di 700/800 donne sotto i 45 anni.

Secondo studio contro il tumore al seno

Il secondo studio, coordinato dallo stesso Decensi al Galliera insieme allo IEO, avrà il compito di valutare l'efficacia del Tamoxifene a basso dosaggio nella donne con condizioni pre-tumorali alla mammella (displasie o precancerosi). Precedenti studi hanno già confermato che il farmaco a bassi dosaggi resta attivo riducendo però la tossicità. Questa nuova ricerca avrà il compito di verificare definitivamente, su un campione adeguato di circa 1400 donne, quanto precedentemente constatato.

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