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Aterosclerosi, colesterolo e la proteina CD40L - Un'alta concentrazione della proteina CD40L sembrerebbe avere un ruolo cruciale nella formazione del colesterolo cattivo (LPL)

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Aterosclerosi, colesterolo e la proteina CD40L

Aterosclerosi, colesterolo e la proteina CD40L

Un'alta concentrazione della proteina CD40L sembrerebbe avere un ruolo cruciale nella formazione del colesterolo cattivo (LPL), quest'ultimo, depositandosi sulle pareti, con il tempo ne aumenta lo spessore con una conseguente riduzione del lume vasale e del flusso sanguigna. A causa di questi depositi si va a perdere la fisiologica elasticità alle pareti vasali, una situazione che rappresenta il principale fattore di rischio per alcune patologie come ad esempio l'arterosclerosi, le cui complicanze possono portare a gravi malattie come infarto e ictus.

Lo studio che ha messo in correlazione la proteina CD40L con il colesterolo è stato condotto dallo staff dei professori Francesco Violi e Francesco Martino, dell'Università La Sapienza al Policlinico Umberto I di Roma. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista ufficiale della società americana di cardiologia JACC (Maggio 2007). Questa scoperta potrebbe aprire nuove prospettive per la diagnosi precoce dell'arteriosclerosi e delle sue complicanze come l'infarto.

Per condurre lo studio i ricercatori hanno messo a confronto due gruppi di 40 bambini. Uno era formato da piccoli che presentavano dei livelli di colesterolo nella norma, l'altro invece, era costituito da bambini che avevano alti livelli di colesterolemia.

Dalle analisi i ricercatori hanno rilevato che il gruppo di bambini con colesterolo alto presentavano anche un'alta quantità nel sangue della proteina CD40L. Grazie a questo studio si dimostra per la prima volta che la formazione di radicali di ossigeno è già elevata in età pediatrica e determina una valore elevato della proteina CD40L, che a sua volta facilita la formazione delle strie lipidiche.

Gli studiosi hanno inoltre esaminato dei dati relativi ad un campione di quasi 1700 bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni constatando che quasi il 30 per cento dei piccoli presentavano una colesterolemia superiore o uguale a 170 mg/dl, i limite massimo in età pediatrica, del totale circa il 20 per cento presentava addirittura un tasso di colesterolo che superava di molto il limite massimo.

Martino spiega che in base a quanto constatato è di fondamentale importanza individuare i bambini a rischio dedicando un'attenzione particolare soprattutto a quelle famiglie in cui sono stati già presenti casi d'infarto o di ictus. Grazie a una diagnosi precoce la colesterolemia nei bambini può essere curata con successo, in questo modo è possibile pervenire la comparsa di malattie cardiovascolari in età adulta.

Le malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 44 per cento di tutti i decessi. In particolare la cardiopatia ischemica è la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28 per cento di tutte le morti, mentre gli accidenti cerebrovascolari sono al terzo posto con il 13 per cento, dopo i tumori.

Chi sopravvive ad un attacco cardiaco diventa un malato cronico. La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società. In Italia la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille (dati Istat). Il 23,5 per cento della spesa farmaceutica italiana (pari all'1,34 per cento del prodotto interno lordo), è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare (Relazione sullo stato sanitario del Paese, 2000).

Il rischio di malattie cardiovascolari è maggiore per l'uomo rispetto alla donna nella fascia di età precedente alla menopausa. Con l'aumentare dell'età il rischio cresce e dopo la menopausa il rischio tra i due sessi diventa molto simile. La causa dell'aumentata incidenza di malattie cardiovascolari con l'età dipende dal concomitante aumento di diversi fattori di rischio, quali l'ipertensione, le dislipidemie e il diabete. Inoltre, l'aterosclerosi è un processo cronico-cumulativo che porta, con l'età, ad un aumento progressivo del rischio di malattie cardiovascolari.

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