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Medulloblastoma, possibili cure dal gene PC3/Tis21

Medulloblastoma: possibili cure dal gene PC3/Tis21

Il medulloblastoma, il più frequente tumore cerebrale maligno infantile che colpisce in prevalenza nella fascia d'età fra i 5 e i 6 anni, e il 20 per cento dei casi si verifica al di sotto dei due anni, in un futuro non molto lontano potrebbe essere curato. La speranza arriva da una ricerca condotta presso l'Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Cnr che ha esaminato le proprietà antitumorale del gene PC3/Tis21 nella cura e prevenzione del medulloblastoma.

Il medulloblastoma è una neoplasia embrionale maligna ad elevata cellularità classificato come Tumore Primitivo Neuroectodermico (PNET), purtroppo questo tipo di tumore è particolarmente refrattario ai trattamenti chirurgici e farmacologici attuali. La ricerca condotta presso l'Istituto di neurobiologia e medicina molecolare (Inmm) del Consiglio nazionale delle ricerche, presso il Centro di Ricerche Europeo del Cervello a Roma, in collaborazione con l'Università di Roma La Sapienza e l'ENEA, ha però accertato il ruolo antitumorale del gene PC3/Tis21, una scoperta che potrebbe, in futuro, portare alla realizzazione di nuove terapie efficaci.

Felice Tirone, ricercatore dell'Inmm, spiega che la specie di neuroni più abbondante del cervelletto, i granuli, deriva da precursori neuronali, che sono le cellule da cui provengono i neuroni adulti, localizzati nel romboencefalo, la parte posteriore del cervello dove è situato il cervelletto. La proliferazione dei precursori dei granuli è massima nel periodo immediatamente successivo alla nascita e determina lo sviluppo del cervelletto nella sua morfologia adulta. Il controllo della proliferazione dei precursori dei granuli è quindi critico, dato il loro massiccio sviluppo, e può andare incontro a malfunzioni che si ritiene siano all'origine del medulloblastoma, un tumore solido a maggior frequenza tra i bambini (15 per cento), colpisce in genere bambini o ragazzi con meno di 15 anni, più spesso di sesso maschile. Attualmente, attraverso un trattamento chirurgico e farmacologico, si riesce a curare solo il 60 per cento dei pazienti a prezzo di gravi effetti collaterali permanenti dovuti alle cure molto aggressive.

Delle ricerche condotte in passato, sempre negli stessi laboratori del Cnr, avevano già evidenziato la capacità del gene PC3/Tis21 di accelerare nei precursori dei granuli il passaggio da una condizione proliferativa ed immatura ad una condizione differenziata e matura. Grazie a dei finanziamenti della Compagnia San Paolo di Torino e del Ministero della Università e Ricerca, la ricerca è stata portata avanti permettendo così di accertare che l'azione antiproliferativa e differenziativa di PC3/Tis21 sui precursori dei granuli previene l'insorgenza del medulloblastoma.

Tirone, durante l'esposizione della ricerca, spiega che gli studi attuali sono stati condotti su un modello animale di medulloblastoma, un topo privo del gene Patched1, nel quale il livello d'espressione del gene PC3/Tis21 nei precursori dei granuli è stato aumentato mediante un incrocio con un topo transgenico. I ricercatori hanno così potuto notare che in questa particolare situazione l'insorgenza di medulloblastomi veniva dimezzata. Si è inoltre accertato che l'espressione di PC3/Tis21 è frequentemente ridotta nei medulloblastomi umani, il che suggerirebbe un coinvolgimento del gene nella patologia umana.

L'ipotesi che si è formulata per spiegare questi risultati è che PC3/Tis21, favorendo una ridotta proliferazione e un aumentato differenziamento dei precursori neuronali dei granuli, attraverso il controllo di geni sia del ciclo cellulare che neuronale, ne impedisca la trasformazione neoplastica nelle situazioni di eccessiva proliferazione durante lo sviluppo, dovute ad esempio ad eccesso di stimolazione da parte di fattori che inducono la crescita dei precursori dei granuli, come Sonic Hedgehog, una molecola che nei vertebrati gioca un ruolo chiave nella proliferazione e nella determinazione dell'identità cellulare durante lo sviluppo dell'embrione.

Attualmente la terapia genica locale del medulloblastoma è ad uno stadio sperimentale, ma questi risultati lasciano sperare che le peculiari caratteristiche di PC3/Tis21 quale tumor-suppressor del medulloblastoma possano essere sfruttate in quella direzione.

Ulteriori informazioni sulla ricerca che ha permesso di individuare il ruolo antitumorale del gene PC3/tis21 nella cura e prevenzione del medulloblastoma possono essere trovate su "FASEB Journal" (autore Felice Tirone, Inmm-Cnr, coautori: Simona Pazzaglia, Enea CR-Casaccia - Roma; e-mail: pazzaglia@casaccia.enea.it - Alberto Gulino - Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia, Università La Sapienza, Roma; e-mail: alberto.gulino@uniroma1.it ). Inoltre, potete contatatre direttamente il prof. Felice Tirone, Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Cnr di Roma, tel. 06-50170.3184, e-mail: tirone@inmm.cnr.it .

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