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Leucemia acuta nei bambini, un nuovo farmaco per curarla - Un nuovo farmaco per la leucemia linfatica acuta dei bambini è stato approvato dall'agenzia europea del farmaco (Emea)

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Leucemia acuta nei bambini, un nuovo farmaco per curarla

Leucemia acuta nei bambini: un nuovo farmaco

Un nuovo farmaco per la leucemia linfatica acuta dei bambini è stato approvato dall'agenzia europea del farmaco (Emea). L'ente ha finalmente dato il consenso per la distribuzione di una nuova molecola, la clofarabina, in grado di allungare di un periodo di circa 67 settimane la sopravvivenza dei piccoli pazienti, settimane preziose che daranno maggiori possibilità di sottoporli al trapianto di midollo, attualmente l'unica possibilità di cura per la malattia in quei bambini che hanno già sviluppato una recidiva o sono refrattari alle cure convenzionali.

La Leucemia Linfatica Acuta (LLA) è la forma più frequente nei bambini, rappresenta circa l'85 per cento di tutte le forme di leucemia nei pazienti di età inferiore ai 21 anni. Solitamente la malattia insorge nella fascia d'età compresa fra i 2 e i 10 anni, si possono però presentare dei casi anche nel periodo dell'adolescenza e in età adulta. Questa particolare forma di leucemia nel nostro paese colpisce ogni anno quasi 400 bambini, bisogna però evidenziare che la leucemia linfatica acuta è oggi la forma più curabile di leucemia nei bambini e grazie a questo nuovo farmaco si incrementeranno ulteriormente le probabilità di sopravvivenza.

Purtroppo la Leucemia Linfatica Acuta non si può prevenire, è una forma tumorale del midollo osseo, non presenta metastasi e con il progredire della patologia vengono colpiti tutti gli organi come il cervello, meningite e, nei bambini di sesso maschile, i testicoli. Fino ad oggi circa il 20-30 per cento dei bambini colpiti dalla patologia non rispondevano bene alle cure convenzionali, è per questi pazienti che la nuova molecola rappresenta una vero e proprio traguardo medico. La LLA non è una malattia contagiosa e colpisce soprattutto coloro che, già affetti da altre forme tumorali, si sottopongono a radiazioni.

Il prof. Franco Mandelli, durante la presentazione del nuovo farmaco, ha illustrato il principio di funzionamento della clofarabina. L'esperto ha spiegato che la nuova molecola non è tossica, inoltre, se associata con altri farmaci nella terapia d'attacco, in 40 giorni consente di ottenere degli ottimi risultati. In alcune situazioni, se dovessero rimanere traccia nel sangue, occorrerà arrivare al trapianto di midollo. La clofarabina è una molecola che fa morire le cellule linfatiche e quelle delle ricadute, è un chemioterapico di nuova generazione che, per il momento, è stata approvata per un uso su quel 30 per cento dei bambini che hanno ricadute, in futuro sarà comunque possibile utilizzarlo come cura anche per gli adulti.

Medelli, nella fase conclusiva della presentazione, ha evidenziato che negli ultimi dieci anni non c'è mai stata una molecola veramente efficace nella cura dalla patologia che potesse dare delle nuove speranze come la clofarabina, l'esperto ha inoltre aggiunto che il nuovo farmaco potrebbe avere anche dei benefici considerati in parte di "prevenzione".

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