UniversONline.it

Sindrome Metabolica e nuove generazioni - Tre ragazzi su quattro stanno più di due ore al giorno davanti alla TV e solo uno su due fa sport con regolarità

Continua
Universonline su Facebook
Universonline su G+

Sindrome Metabolica e nuove generazioni

Sindrome Metabolica e nuove generazioni

Tre ragazzi su quattro stanno più di due ore al giorno davanti alla TV e solo uno su due fa sport con regolarità. Secondo studi recenti il 30 per cento dei bambini italiani è sovrappeso o obeso e il dato è ancora più grave se si considera che questa cifra è raddoppiata negli ultimi dieci anni.

I bambini obesi corrono maggiore rischio di sviluppare diabete e malattie cardiache ad una età molto giovane. Infatti, secondo i ricercatori della Yale University, circa la metà dei bambini e degli adolescenti con peso eccessivo è colpita da una combinazione di problemi di salute che va sotto il nome di sindrome metabolica.

Più un bambino è obeso, più aumenta la probabilità di avere la sindrome metabolica, e più aumenta il rischio di andare incontro a diabete mellito e pericolosi eventi cardiovascolari in età adulta. Infatti, già nei bambini in sovrappeso può iniziare il processo di aterosclerosi, cioè il danneggiamento delle arterie, che è causa fondamentale di malattia del cuore.

Vi sono diverse cause dell'obesità infantile. Solo una piccola parte di pazienti presenta una Obesità Secondaria le cui cause sono collegate a Malattie Endocrine e ad una serie di forme di obesità geneticamente trasmesse in associazione ad altre malattie ereditarie. La maggior parte è invece affetta da Obesità Essenziale, condizione molto eterogenea dal punto di vista ezio-patogenetico, metabolico e ambientale in cui fattori psicologici, familiari e socio-ambientali giocano un ruolo importante.

In questo contesto la famiglia riveste un ruolo chiave come indicato dal fatto che molti ragazzi obesi hanno una situazione familiare alterata. In particolare la madre gioca un ruolo dominante in famiglia, esercitando un naturale controllo sul figlio e spesso stimolandolo a nutrirsi in modo eccessivo. D'altro canto il bambino, che ha bisogni affettivi insoddisfatti a causa delle carenze materne, reagirebbe con una domanda crescente di cibo che rappresenta per lui compenso.

Oltre alle carenze affettive ci sono altri fattori che, alterando profondamente l'equilibrio emotivo, possono favorire l'insorgere e il persistere dell'obesità come i traumi emotivi e il disadattamento sociale. Tra i fattori socio-ambientali rivestono un ruolo chiave lo svolgimento di attività extra scolastiche prevalentemente sedentarie e l'errato comportamento alimentare.

Recenti studi epidemiologici hanno evidenziato come il 75 per cento dei ragazzi trascorra più di due ore al giorno davanti alla TV, mentre solo il 50 per cento degli adolescenti pratica uno sport con regolarità. L'errato comportamento alimentare è importante perché le abitudini alimentari formatesi precocemente durante la vita possono radicarsi ed avere un considerevole impatto sullo stato di salute a lungo termine.

Più che in ogni altro gruppo di età, il trattamento dell'obesità nel bambino e nell'adolescente deve essere individualizzato. Il bambino deve poter scegliere il cibo, in accordo con le sue preferenze nel rispetto di una alimentazione corretta e non deve considerare la dieta ipocalorica come una imposizione. Inoltre, è molto importante la partecipazione della famiglia nel trattamento aiutando il bambino a correggere le cattive abitudini alimentari e di stile di vita sedentaria.

Bastano poche indicazioni dietetiche quali la limitazione di grassi di origine animale, del consumo di alimenti e di bibite che contengono zuccheri semplici e l'aumento dell'apporto di zuccheri complessi contenuti nella frutta. E' inoltre importante favorire l'attività fisica anche per prevenire la diminuzione di massa muscolare e correggere gli eventuali comportamenti alimentari sbagliati (mangiare in fretta, mangiare guardando TV, fare spuntini frequenti nel pomeriggio).

In Italia numerosi enti e associazioni si stanno dando da fare per limitare la diffusione di casi di sindrome metabolica, anche la Siprec (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare) ha dato il suo contributo presentando un documento dal titolo "Sindrome Metabolica: Diagnosi e Gestione clinica". Il documento sarà ora distribuito a 65 mila medici di famiglia che, grazie a una nuova procedura guidata, gli aiuterà a identificarla e curare la sindrome metabolica.

Condividi questa pagina

Invia pagina

Ti potrebbe interessare anche:

Articoli di medicina e salute correlati

Cerca nel sito

Se non hai trovato quello che ti serve, o vuoi maggiori informazioni, utilizza il motore di ricerca

Annunci

Seguici sui Social Network

Universonline su G+
Universonline su Facebook