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Trapianto d'utero - Trapianto d'utero, un intervento che entro massimo due anni potrebbe essere praticato in Gran Bretagna

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Trapianto d'utero

Trapianto d'utero

Trapianto d'utero, un intervento che entro massimo due anni potrebbe essere praticato in Gran Bretagna. La notizia è stata data ieri (04/09/06) dai medici dell'ospedale londinese di Hammersmith che in collaborazione con altri esperti di New York e Budapest stanno mettendo a punto una particolare tecnica che, a detta dei ricercatori, potrà essere una valida alternativa per quelle donne che non possono avere figli.

I medici spiegano che grazie al trapianto d'utero si potrebbero dare nuove speranze a quelle donne che vengono sottoposte a un'isterectomia, un intervento che ha come conseguenza l'impossibilità di future gravidanze, inoltre, tale operazione non rende praticabili neanche le recenti tecniche di fecondazione artificiale che il servizio sanitario nazionale inglese offre gratuitamente.

Questa non è la prima volta che si parla di trapianto d'utero, già nel 2002, alcuni ricercatori dell'università di Goteborg erano riusciti per la prima volta a far sviluppare una gravidanza in un utero trapiantato su una femmina di topo. Gli esperti avevano spiegato alcune fasi dell'esperimento in un articolo pubblicato sul Journal of Endocrinology: in una prima fase si è impiantato in una femmina di topo un secondo utero che affiancava quello endogeno, successivamente vennero impiantati tre embrioni in ciascuno dei due uteri. Nell'utero originale del topo tutti e tre gli embrioni erano cresciuti sani, in quello trapiantato ne era cresciuto invece solo uno. Successivamente la gravidanza venne interrotta dai ricercatori dopo 14 giorni.

Anche se era cresciuto solo un embrione, i ricercatori furono comunque soddisfatti dei risultati ottenuti in quanto il test dimostrò che era possibile avere una gravidanza con un utero trapiantato, situazione che non si era potuta verificare in un altro caso che riguardava invece un intervento effettuato su una donna dell'Arabia Saudita, la notizia di quest'ultimo intervento venne data sempre nel 2002 ma questa volta sulle pagine dell'International Journal of Gynecology.

L'intervento che interesso la donna venne fatto presso l'ospedale "King Fahad" di Gidda in Arabia Saudita. Anche se l'operazione risaliva al 6 aprile del 2000, i medici, nel rispetto delle regole della deontologia scientifica, ne diedero notizia solo due anni dopo. Il trapianto d'utero venne fatto su una donna di 26 anni che aveva perso l'organo in seguito ad un'emorragia post parto, la donatrice era invece una donna di 46 anni, vivente, il cui l'utero era stato espiantato per ragioni terapeutiche. Successivamente all'operazione l'utero ha mantenuto tutte le sue funzionalità per soli tre mesi in quanto a causa di una trombosi acuta i medici sono stati costretti ad espiantarlo nuovamente. I medici furono comunque soddisfatti in quanto evidenziarono che l'organo, una volta impiantato nella nuova paziente, rispondeva alla terapia con estrogeni e progesterone, e provocare mestruazioni.

Anche in Italia alcuni centri incominciano a studiare eventuali tecniche per il trapianto dell'utero, una notizia risalente a qualche mese fa, Maggio 2006, evidenziava un certo interesse da parte dell'ospedale San Paolo di Milano. Lo staff del professor Luigi Fedele, direttore del Dipartimento materno infantile, sta valutando la possibilità di svolgere alcune ricerche in questo campo, per il momento stanno attendendo ancora il via libera del Comitato etico dell'ospedale.

In apparenza il trapianto d'utero potrebbe sembrare un intervento utile per dare una possibilità in più di avere dei figli, non tutti i medici sono però d'accordo. Gli specialisti inglesi hanno spiegato che per evitare che la donna debba assumere farmaci immunosoppressivi per tutta la vita, l'organo verrebbe rimosso dopo un certo periodo, il trapianto deve essere quindi temporaneo e l'organo rimarrà giusto il tempo di dare la possibilità di avere un figlio. C'è da dire che rimane comunque il rischi di rigetto e bisogna valutare il rapporto costi benefici.

Un altro aspetto che potrebbe arrecare problemi alla salute della donna è il comportamento dell'utero che, a differenza di altri organi come il rene e il fegato, non è statico. Durante la gravidanza l'utero aumenta di volume e diametro, una situazione che da luogo a delle sollecitazioni di una certa entità a carico dei vasi sanguigni di collegamento, se durante una gravidanza si verificasse una trombosi analoga a quella verificatasi nella donna ventiseienne, sarebbe necessario interrompere la gestazione per salvare la madre.

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