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Malattia del sonno e nuove speranze

Malattia del sonno

La tripanosomiasi umana africana, una malattia di tipo parassitario conosciuta anche come malattia del sonno, uccide ogni anno circa 300 mila persone solo nel continente africano e affligge circa 400 mila persone in tutto il mondo.

Grazie al lavoro congiunto dei ricercatori dell'Istituto Interuniversitario per la Biotecnologia Flanders (Vib) e la Libera Università di Bruxelles si è compiuto un nuovo importante passo in avanti nella lotta contro la malattia del sonno.

Gli esperti sono riusciti ad accoppiare una proteina umana, l'Apol-1, con un anticorpo, tale processo ha consentito l'eliminazione dell'infezione causata dal parassita contro cui le difese del nostro organismo sono impotenti.

Ma come si trasmette la malattia del sonno ? La malattia del sonno è essenzialmente di forma epidemica e interessa principalmente l'area sub-sahariana dell'Africa, i protozoi che provocano la malattia vengono trasmessi attraverso la puntura della mosca tse-tse, un grosso insetto grigio-marrone simile ad un tafano, solitamente l'insetto punge durante il giorno ed è riconoscibile per il modo a forbice con cui ripiega le ali quando è a riposo.

La malattia si può manifestare in due differenti modi, si può avere una forma cronica causata dal Tripanosoma brucei gambiense, più diffusa e in prevalenza di tipo occidentale, e una forma acuta causata dal Tripanosoma brucei rhodesiense.

Nella forma cronica i sintomi possono essere assenti anche per mesi o anni dopo l'avvenuta infezione, quando si manifestano sono caratterizzati da: febbre, linfoadenopatie, edemi cutanei, tachicardia, ipotensione, ingrandimento del fegato e della milza, meningo-encefalite con letargia. Non in tutte le persone si presentano allo stesso modo e possono variare. La forma acuta si presenta invece in prevalenza con sintomi della meningo-encefalite letargica e si manifestano già dopo 6-28 giorni dall'infezione.

Questa malattia viene chiamata anche "malattia del sonno" perché è correlata all'inversione del ritmo sonno-veglia: il malato non è in grado di dormire nella notte, ed è sopraffatto dal sonno durante il giorno.

Il nostro organismo, grazie alla proteina Apol-1, riesce a neutralizzare alcuni tipi di tripanosomi, purtroppo però le difese naturali non riescono a difenderci dal Trypanosoma brucei rhodesiense (Tbr), per questo motivo gli scienziati erano da tempo alla ricerca di una possibile cura.

I test condotti fino ad ora sui topi fanno ben sperare anche per gli uomini, tutti gli animali infettati sono riusciti a sopravvivere grazie al trattamento messo a punto dai ricercatori che consente di eliminare dal sangue il parassita eliminando anche tutti gli effetti associati alla malattia.

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