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La medicina omeopatica dovrà attendere - Bisognerà aspettare ancora parecchio tempo prima che i medicinali omeopatici vengano messi sullo stesso livello delle medicine tradizionali

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La medicina omeopatica dovrà attendere

La medicina omeopatica dovrà attendere

Bisognerà aspettare ancora parecchio tempo prima che i medicinali omeopatici vengano messi sullo stesso livello delle medicine "tradizionali". Il Consiglio Superiore di Sanità non reputa ammissibile un rimborso da parte del sistema sanitario nazionale delle cure omeopatiche, inoltre in futuro, prima di essere messi in commercio, questo tipo di medicinali dovranno superare una fase di sperimentazione.

In Italia, oltre 9 milioni di persone hanno scelto le cure omeopatiche, il Consiglio Superiore di Sanità però ha deciso di porre dei limiti a questa diffusione incontrollata e richiede norme più precise sui requisiti che devono essere posseduti dai medicinali omeopatici.

Durante l'ultima riunione, è stato chiesto addirittura di creare una campagna informativa per portare a conoscenza dei cittadini Italiani che il ministero non ha valutato l'efficacia dei numerosi farmaci omeopatici presenti sul mercato.

In attesa di nuove regole per il mercato dei farmaci omeopatici, il Parlamento ha approvato un regime transitorio che prevede il mantenimento in commercio, fino al 31 dicembre del 2008 e senza l'obbligo di valutazione da parte delle autorità sanitarie, dei medicinali omeopatici già sul mercato dal 6 giugno del 1995.

Il Consiglio Superiore di Sanità ha inoltre "raccomandato" al ministro della Salute di non prorogare il regime transitorio oltre il 2008. Dopo questa data, tutti i prodotti omeopatici che non sono somministrati per bocca, che non sono venduti in diluizione elevata che premetterebbe di considerarli innocui e che non hanno alcuna indicazione terapeutica, dovranno essere sottoposti alla sperimentazione scientifica prima di essere autorizzati.

In seguito a quanto deliberato dal Consiglio Superiore di Sanità il Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali ha sollevato alcune polemiche:

  • lamenta il fatto che ancora una volta, come già avvenuto nel 1990, il Consiglio Superiore di Sanità esprima un parere senza aver consultato in nessuna occasione gli esperti del settore;

  • ribadisce ancora una volta che, per quanto sistematicamente ignorate, le prove di efficacia della terapia omeopatica esistono, sono pubblicate su riviste mediche internazionali riconosciute e sono sempre in numero crescente;

  • a tempo debito verranno forniti, come richiesto, i dossier relativi all'uso dei medicinali omeopatici, l'effetto clinico prodotto e, a differenza dei farmaci convenzionali, la dimostrata assenza di reazioni avverse degne di rilievo;

  • ricorda che meno del 30% delle terapie utilizzate abitualmente dalla medicina ufficiale si base su prove di efficacia e nessuno per questo minaccia di metterle fuori dal commercio;

  • auspica che si approvi, quanto prima un Decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2001/83/CE, attualmente in discussione, che garantisca la libera circolazione dei medicinali omeopatici nel nostro paese, cosi come avviene in tutti i paesi d'Europa;

  • esprime infine la speranza che il Ministro Storace, che in passato si è sempre dichiarato in favore della libertà di scelta terapeutica sancita dall'Art. 32 della Costituzione, non voglia tenere conto del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità.

Non ci sono dubbi sul fatto che un uso senza controllo dei medicinali omeopatici possa arrecare dei danni, ed è giusto estendere l'obbligo della sperimentazione prima di immetterli sul mercato. Visto però l'uso sempre più diffuso di questo tipo di medicinali, gli enti addetti dovrebbero cercare di porre un po' più di attenzione verso questo tipo di cure dando la possibilità di effettuare una scelta fra due metodi di cura che in seguito a un adeguamento, forse potranno essere messi sullo stesso livello.

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