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Ipertensione, in Italia ne soffrono 13 milioni - L'ipertensione è uno dei principali fattori di rischio per il cuore, sarebbe buona norma fare dei controlli medici periodici.

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Ipertensione, in Italia ne soffrono 13 milioni

Ipertensione arteriosa

All'ultimo Congresso dell'Associazione Americana di Cardiologia si è discusso di un problema che ogni anno interessa il 13% dei decessi per problemi cardiaci di tutto il mondo, l'ipertensione arteriosa.

Le persone affette da ipertensione sono più di quanto non si possa pensare, in tutto il mondo colpisce più di 800 milioni di individui e nella sola Italia i casi sono 13 milioni, il dato più preoccupante è che solo 2 su 10 pone la dovuta attenzione e cura il problema.

Le persone ipertese il più delle volte non avvertono i sintomi della malattia soprattutto nella fase iniziale in quanto è asintomatica, per questo motivo in molti casi viene diagnosticata troppo tardi per poter intervenire adeguatamente.

L'ipertensione è uno dei principali fattori di rischio per il cuore, sarebbe buona norma fare dei controlli medici periodici che consentirebbero di tenere sotto controllo eventuali parametri prevenendo complicazioni per la salute.

Cosa è l'ipertensione ?

L'ipertensione è l'aumento di pressione in un organo cavitario contenente liquidi o gas più comunemente nel cranio e nel sistema circolatorio.

L'ipertensione endocranica riscontrata raramente è solitamente collegata a ostacoli meccanici (per es. tumori) o a processi infiammatori di varia natura; provoca vomito, cefalea, bradicardia, disturbi psichici.

L'ipertensione circolatoria può interessare il sistema arterioso (ipertensione arteriosa) e quello venoso (ipertensione venosa). Nel primo caso, che si verifica quando la pressione arteriosa sistolica (massima) supera i valori di 160mm Hg in modo stabile, si distinguono forme essenziali, non legate a malattie note, e forme secondarie, legate a malattie renali, cardiovascolari, lesioni nervose, ipertiroidismo, ipersurrenalismo, feocromocitoma, ecc.

La sintomatologia varia in relazione dell'entità dell'ipertensione: vertigini, eretismo psichico, cefalea, tachicardia, ecc. quando la pressione arteriosa è compresa tra 180-200 mm Hg; dispnea, asma notturno, nicturia, cefalea, irascibilità, disturbi visivi, quando supera i 200 mm Hg, a cui si aggiungono alterazione delle arterie retiniche per valori superiori.

L'ipertensione venosa è solitamente collegata a insufficienza del ventricolo destro e può anche essere dovuta a un ostacolo (come in caso di cirrosi epatica o di flebite) che crea un sovraccarico nel territorio corrispondente al vaso interessato.

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