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FAQ sulla Fecondazione assistita - FAQ sulla Fecondazione assistita, cosa sono le cellule staminali?

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FAQ sulla Fecondazione assistita

FAQ sulla Fecondazione assistita

Cosa sono le cellule staminali? Sono cellule che hanno due caratteristiche: si moltiplicano in modo illimitato o prolungato, cioè si riproducono a lungo senza differenziarsi (cioè restando staminali). Inoltre hanno la capacità di dare origine a cellule progenitrici dalle quali discendono le cellule differenziate (nervose, muscolari, del sangue, della pelle etc.)

Una cellula staminale puo' produrre qualsiasi tessuto? Ci sono cellule staminali, (chiamate totipotenti) che in linea di principio, sono in grado di dare origine a qualsiasi tessuto e vi sono cellule staminali (c.d. multipotenti) dalle quali normalmente si formano solo alcuni tipi di tessuti. Vi sono poi cellule progenitrici di un unico tipo di tessuto.

Dove si trovano le cellule staminali totipotenti? Per definizione sono totipotenti le cellule dell'embrione prima della formazione dei tre "foglietti embrionali", ciò che avviene verso il 14° giorno. Esse (cellule staminali embrionali) vengono fino ad ora isolate dalla massa cellulare interna dell'embrione intorno al 5° giorno, quando l'embrione prende il nome di blastocisti.

E' inevitabile che l'embrione muoia? Con la tecnica attualmente disponibile (immunomicrochirurgia) il prelievo delle cellule staminali dalla massa cellulare materna dell'embrione ne provoca la distruzione. Le cellule così prelevate, coltivate in vitro, danno origine alle cellule staminali embrionali in numero rilevante.

Come si pensa di ottenere tessuti da queste cellule? Le cellule embrionali non sono idonee per un trapianto. Perciò occorre indurre le cellule staminali a differenziarsi secondo linee specifiche. Ciò è oggetto di studio intenso per individuare quali fattori di crescita siano in grado di provocare una differenziazione selettiva.

Si possono trovare cellule staminali anche nell'uomo o nell'embrione dopo il 14° giorno? Sì. Cellule staminali multipotenti (o pluripotenti) possono essere isolate da vari tessuti umani, sia provenienti dall'embrione dopo l'impianto, sia dal già nato. Ad esempio possono essere trovate nel midollo osseo, nel sangue del cordone ombelicale, nel fegato, nel muscolo. Il loro isolamento non è sempre facile a motivo della commistione con altri tipi di cellule o della scarsa disponibilità di alcuni tessuti o organi. Particolarmente promettente come sorgente di cellule staminali pluripotenti appare essere il materiale isolato dal cordone ombelicale al momento del parto o dal midollo osseo dell'adulto, a motivo della loro più facile reperibilità.

E' possibile trasformare una cellula staminale da precursore di un certo tipo di tessuto a precursore di un altro tipo di tessuto? Fino a pochi anni fa ciò era ritenuto impossibile. Le più recenti scoperte hanno invece mostrato che le cellule staminali dell'adulto posseggono un certo grado di plasticità, cioè di riprogrammabilità. E' stato cioè possibile in alcuni casi convertire il destino di una cellula staminale da un tipo di tessuto ad un altro.

Cosa vuol dire clonazione? Clonazione è qualunque processo biotecnologico che porta alla duplicazione di una struttura biologica. E' possibile clonare delle cellule facendole dividere fino a raggiungere il numero desiderato (cultura cellulare). Questo non presenta alcun problema etico: cellule del sangue o di altri tessuti vengono abitualmente clonate in molti laboratori per scopi diagnostici o terapeutici. Da qualche anno è anche possibile riprodurre per clonazione interi organismi di animali. L'esempio più noto è stato la pecora Dolly. Se applicata all'uomo la clonazione di un organismo genera un embrione umano non secondo il naturale processo di fertilizzazione, ma attraverso il trasferimento del nucleo di una cellula somatica del paziente in una cellula uovo di donatrici privata del nucleo. L'embrione così generato in laboratorio verrebbe distrutto al 5° giorno del suo inizio per ottenere una cultura di cellule staminali cosiddette "autologhe" cioè compatibili con il corpo del paziente. Così è chiaro che l' embrione è prodotto per essere ucciso. La c.d. clonazione terapeutica non è altro che una clonazione anch'essa inevitabilmente riproduttiva, ma con l'uccisione dell'embrione come pure per realizzare una possibile terapia in favore dell'adulto.

Si parla di una via italiana che non determinerebbe ne' la formazione ne' la morte di un embrione. E' vero? Qualcuno ha ipotizzato che sia possibile trasferire il nucleo di una cellula somatica in una cellula uovo denucleata facendola sviluppare direttamente in una cellula di tipo staminale totipotente senza passare attraverso lo sviluppo embrionale. In altri termini alcuni pensano che sia possibile produrre direttamente solo la cellula staminale e non un embrione da cui togliere cellule staminali. Allo stadio attuale delle conoscenze scientifiche ciò non appare possibile. Naturalmente non si può escludere niente per il futuro, ma allo stato la cosiddetta "via italiana" ha tutto il sapore di un linguaggio da inserire nel vocabolario dell' "antilingua". In effetti il presupposto inespresso della c.d. "via italiana", così come del resto della distinzione tra "clonazione terapeutica" e "clonazione riproduttiva", è la surrettizia distinzione tra pre-embrione (ritenuto un ammasso di cellule, non un essere umano) ed embrione vero e proprio.

Fonte: Comitato Scienza e Vita

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