Narcolessia e cataplessia

Narcolessia e cataplessia

La narcolessia è un disturbo caratterizzato da improvvisi e repentini attacchi di sonno, principalmente diurni, che colpiscono il soggetto alla sprovvista. In concomitanza con stress elevato, forti emozioni di vario genere, la persona affetta da narcolessia cade in un sonno profondo e incontrollabile. La muscolatura è del tutto rilassata e vi è totale impossibilità a muoversi già nel momento in cui sopraggiunge il sonno. Molto pericoloso se l'attacco di narcolessia sopraggiunge in una situazione inattesa come quando si è alla guida o ci si trova in circostanze che espongono al pericolo.

Tale patologia non è così rara come si pensa, infatti colpisce circa una persona su 1000 e prevalentemente i maschi, a qualsiasi età. I sintomi sono in generale assenti o poco riconoscibili prima dei 10 anni, con un picco tra i 15 e i 25 anni.

Nell'individuo narcolettico la sonnolenza è presente ogni giorno ma con intensità variabile, cosicchè egli può essere consapevole soltanto degli episodi più gravi.

Oltre al sintomo principale, caratterizzato dall'eccessiva sonnolenza diurna, alla narcolessia è spesso associata la cataplessia, ovvero un'improvvisa perdita del tono muscolare provocata da manifestazioni emotive come riso, collera, sorpresa, eccitazione.

L'insorgere di un attacco cataplettico può causare solo una momentanea e parziale debolezza ma anche una perdita completa del tono muscolare per alcuni minuti. Come conseguenza si può verificare una caduta, l'impossibilità di muoversi e parlare, nonostante il soggetto sia cosciente o in parte conscio di ciò che gli sta succedendo. Si ritiene che la causa della narcolessia sia dovuta ad un difetto biochimico del sistema nervoso centrale e che la predisposizione allo sviluppo di tale malattia sia una caratteristica ereditaria, trasmessa dai genitori ai figli oppure ai nipoti o ai pronipoti. E' possibile inoltre che questa si manifesti dopo una lesione cerebrale e in concomitanza con altre patologie del sistema nervoso centrale. Attualmente non ci sono cure risolutive per eliminare la narcolessia, ma terapie farmacologiche e comportamentali in grado di ridurre l'invalidità provocata dall'eccessiva sonnolenza e dagli altri sintomi.

Al paziente affetto da narcolessia si consiglia di effettuare in modo programmato un certo numero di pisolini, in modo da evitare il più possibile l'improvviso insorgere degli attacchi spontanei. Si è infatti osservato che dopo il sonno si è naturalmente salvaguardati da un nuovo improvviso attacco di sonno. Le conseguenze della narcolessia sono da ricercarsi inoltre a livello economico e sociale. La mancanza di energia e la fatica possono ad esempio limitare notevolmente una persona nell'assolvimento delle responsabilità familiari. La cataplessia inoltre, estremamente limitante per lo svolgimento delle normali attività fisiche, può avere ripercussioni sul lavoro e quindi incidere sul fattore economico, sulla guida dell'auto, minando l'indipendenza di una persona, la sua autostima e di conseguenza la qualità e la quantità dei suoi rapporti interpesonali, portandola ad uno stato di depressione.

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