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Tasso di mutazione del DNA umano - I test delle armi durante la guerra fredda hanno incrementato il tasso di mutazione del DNA umano

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I test delle armi durante la guerra fredda hanno incrementato il tasso di mutazione del DNA umano

mutazione del DNA umano

La guerra fredda è terminata oltre dieci anni fa, ma gli scienziati continuano a analizzarne gli effetti. Tra il 1949 e il 1956, una serie di test atomici di superficie da parte dei sovietici in Kazakhstan ha esposto la popolazione locale ad un sovradosaggio di radiazioni. Oggi, circa quarant'anni più tardi, i ricercatori hanno individuato un significativo aumento nel tasso di mutazione genetica nelle famiglie vissute nei pressi di quei luoghi.

La squadra di ricerca guidata da Yuri Dubrova dell'Università di Leicester ha analizzato dei campioni di sangue raccolti da individui appartenenti a tre diverse generazioni di 40 famiglie di Beskaragai, un distretto rurale confinante la zona dei test. In particolare i ricercatori hanno rivolto l'attenzione al cosiddetto DNA minisatellite - una breve sequenza ripetitiva diffusa nel genoma incline alla mutazione. Il raffronto del tasso di mutazione ereditario di queste persone con quello del resto della popolazione del Kazakhstan, non irradiata ma simile per etnia, ha mostrato sensibili differenze. Gli scienziati hanno osservato un aumento di circa l'80 percento nel tasso di mutazione negli individui che erano stati esposti direttamente alle radiazioni. Persino nella generazione successiva è stato riscontrato una aumento del 50 percento del tasso di mutazione rispetto alla propria controparte non irradiata. Questi valori comunque scemano con regolarità nelle generazioni successive agli anni cinquanta.

Le conseguenze sulla salute di un tasso di mutazione così elevato, se esistenti, rimangono sconosciute. In una nota conclusiva, comunque, lo studio suggerisce che il trattato di Mosca del 1963, che ha vietato ulteriori test nucleari nell'atmosfera, abbia evitato ulteriori mutazioni genetiche nella popolazione.

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