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Difesa genetica contro le malattie delle piante - Un nuovo modo per utilizzare le vecchie armi genetiche in modo tale da aiutare le piante a combattere una seccante malattia

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Difesa genetica contro le malattie delle piante

Difesa genetica

I ricercatori hanno trovato un nuovo modo per utilizzare le vecchie armi genetiche in modo tale da aiutare le piante a combattere una seccante malattia. Abhaya Dandekar e i colleghi dell'Università della California a Davis hanno inserito in alcune piante un gene per proteggerle dal cosiddetto Tumore Radicale, una patologia che colpisce, tra le altre, la noce, la vite e la rosa.

Quando il batterio che causa la malattia contagia la pianta, inizia a produrre due proteine che lo aiutano a moltiplicarsi, fenomeno questo che induce nell'ospite un cancro. Per dare alla pianta una possibilità di combattere questo male, i ricercatori ne hanno modificato il corredo genetico così da farle produrre molecole di RNA, capaci di inibire i geni che causano la malattia. Quasi tutte le piante modificate geneticamente non hanno manifestato segni della malattia dopo aver contratto il batterio. Questo approccio, in cui una molecola di RNA si richiude su un altro filamento "bersaglio" di RNA e lo blocca prima che quest'ultimo diventi una proteina, potrebbe essere, di fatto, un'antica difesa delle piante contro certi tipi di virus, sostiene Dandekar. "Quest'area di studio ci fornirà un nuovo modo di combattere le malattie delle piante", prevede lo studioso.

Il batterio crown gall potrebbe trovare difficoltà ad evolversi rapidamente in un'area dove fossero presenti le molecole di RNA, dichiara la squadra di ricerca, perché i geni che causano il tumore sono molto simili, mentre dovrebbero subire dei cambiamenti radicali per diventare resistenti. Inoltre le probabilità che questo gene protettivo si diffonda sono estremamente limitate, spiega Dandekar, perché nelle piante le radici e la parte superiore sono come due entità separate fuse insieme, e le modifiche genetiche sono contenute solo nelle radici.

Le piante possono tuttavia permettere ancora la diffusione del batterio e, come per tutte le modifiche genetiche, aggiunge Dandekar, non può portare aiuto in un'area già infestata dalla malattia.

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