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La Bulimia - Che sintomatologia caratterizza la bulimia? In parole povere sono le 'grandi mangiate'

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La Bulimia

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Che sintomatologia caratterizza la bulimia? In parole povere sono le "grandi mangiate", questo crea indigestioni per l'eccessiva quantità di cibo ingerita.

Il fabbisogno calorico spropositato crea crisi nell'individuo che soffre di questo male.

Se vogliamo fare un paragone in termini di quantità di cibo fra un individuo che soffre di bulimia e uno normale possiamo prendere ad esempio un cenone di capodanno, per l'individuo che soffre di bulimia mangiare quella quantità di cibo è normale, per un individuo non affetto da bulimia è un eccezione.

Altra caratteristica è la velocità in cui si ingerisce il cibo, sicuramente eccessiva. Solitamente i cibi che vanno per la maggiore per chi soffre di questo male sono tutti ipercalorici, che danno maggiore soddisfazione al palato, e non danno tregua al paziente fino a quando veramente non c'è più spazio nel nell'intestino.

Questa patologie è l'esatto contrario dell'anoressia, dove si mangia troppo poco e si arriva alla denutrizione.

E' capitato anche che soggetti guariti dall'anoressia successivamente si ammalino di bulimia, proprio per il timore di ricascare nella vecchia patologia. Nel caso ci si accorga che stia succedendo qualcosa di anomalo, è consigliabile consultare uno specialista del settore medico, in quanto chi è affetto da questa patologia non è minimamente in grado di frenarsi nella sua corsa al cibo.

Un modo utile per prevenire l'insorgere di questa patologia, e anche dell'anoressia, può venire dalla famiglia, cercando di non dare importanza all'aspetto esteriore e mettendo in evidenza invece i valori personali. Si deve focalizzare l'attenzione del soggetto su l'espressione delle emozioni e delle opinioni, mettendo il cibo e gli eventi collegati ad esso in secondo piano. La collaborazione dei familiari è indiscutibilmente importante per far staccare il paziente dal cibo.

Ma quali sono le cure consigliate dagli psicologi ?

La psicoterapia "cognitivo comportamentale" con la quale si riesce ad affrontare ragionamenti distorti quotidiani.

La psicoterapia "psicodinamica" che individua le cause della malattia, sia nelle forme singole che famigliari e di gruppo.

"L'ipnoanalisi" che tramite l'ipnosi, cerca di ricostruire e sostituire un comportamento sano sostituendolo a quello malato.

Il pericolo se non si affronta la patologia nel modo corretto, sta nella ricaduta, con nuovi problemi spesso maggiori degli iniziali.

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