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La gravidanza nella donna e la gestazione mentale nell'uomo

Gestazione mentale nell'uomo

Il desiderio di maternità e paternità, in particolare, per chi affronta la prima gravidanza è la trasformazione di una vita di coppia che porterà ad un momento maturativo importante nell'evoluzione di entrambi che si concretizza nella costruzione del nucleo familiare vero è proprio.

Per ciò che riguarda le donne c'è da dire che la maggioranza di esse vivono la gravidanza e la maternità in termini positivi di creatività e gratificazione per cui l'interesse scientifico si è rivolto prevalentemente sull'influenza nell'equilibrio psicologico individuale.

Per molti anni si è privilegiato lo studio medico e sanitario del mondo femminile e di conseguenza l'interesse sulla donna e sulla maternità.

Tuttavia attualmente non è considerato di minore importanza il vissuto del partner poiché pure l'uomo, compagno e marito si trova coinvolto in un lento graduale e complesso processo che modifica i ruoli all'interno della coppia. Anche per lui i cambiamenti prevedibili sono tanti.

Anche la letteratura internazionale più recente ha dedicato studi sul ruolo, l'autorità o l'assenza paterna.

Già a partire dall'annuncio di maternità e dalle aspettative che si creano nel nascituro emergono riflessioni, sentimenti e idee cariche di emotività che influenzano la relazione da diadica marito-moglie a quella triadica successiva tra madre-padre-bambino.

Gli studi psicoanalitici fanno emergere come l'uomo, diventando padre, compie una serie di esperienze che possono ricondurlo all'infanzia benché nel presente riviva in maniera più matura la storia dei legami con i propri genitori.

In generale le principali problematiche psicologiche che riemergono durante la paternità sono tematiche che riguardano la gelosia nei confronti del neonato vissuto come rivale nella relazione diadica, l'intensificazione dei sentimenti di ambivalenza verso i genitori e manifestazioni di sfida e di dipendenza verso il padre, la riattivazione di conflitti sull'identità sessuale, di conflitti edipici e infine le fantasie omosessuali.

Nell'uomo infatti, agiscono forze aventi tendenze dicotomiche, da un lato, compare lo sviluppo delle dinamiche che consentono l'assunzione del ruolo paterno con sentimenti che agevolano tale processo, dall'altra forze conflittuali che fanno emergere per lo più i meccanismi di difesa, paure e resistenze ad assumere tale funzione.

Si riapre quindi una parentesi del passato che fa riemergere qualche vissuto aperto e inconcluso in cui si riattivano timori di abbandono, di gelosia e rivalità. Nella complessa funzione paterna, egli diventa come "un'osservatore esterno" della coppia madre-bambino.

I vissuti di tali sentimenti sono influenzati dalle dinamiche di coppia ma anche dal percorso che ha condotto all'attesa del figlio che ha connotazione decisamente differente a secondo che essa sia o meno consapevole, matura e frutto di un rapporto di coppia soddisfacente e non uno strumento che possa appacificare un rapporto che si è inclinato.

Mentre la donna è esposta ai continui mutamenti fisiologici, psicologici ed umorali in quanto assiste all'alterazione del suo corpo giorno per giorno, l'uomo, vive la gestazione esclusivamente a livello psicologico e mentale.

Culturalmente nel passato all'uomo non era lasciato granché spazio nella condivisione delle attività pre e post-parto, oggi invece vi è un coinvolgimento attivo nei corsi pre-parto, nelle visite di controllo, e non è più cosi raro vederli nei corsi di preparazione al parto in cui egli sente di avere un ruolo di sostegno e partecipazione in un momento particolarmente delicato.

Non è da escludere che qualche marito preso dalla preoccupazione di diventar padre rivolga ogni suo timore in attività lavorative frenetiche e cerchi in tal modo di abituarsi gradualmente al nuovo ruolo di padre.

Madre e padre dovrebbero cercare di sostenersi a vicenda assumendo gradualmente il ruolo genitoriale nella costruzione delle attività da svolgere col bambino in modo che siano gettate le basi per lo sviluppo delle potenzialità e creazione della personali.

Infatti ora il nuovo nucleo di interesse è il bambino, che occupa la maggior parte degli spazi, in senso temporale e spaziale: dalle numerose poppate, pianti, l'igiene personale, le coliche tutti elementi che ora scandiscono i ritmi familiari.

L'uomo fa i conti giorno per giorno col ribaltamento dei ruoli, prima, tornava a casa e trovava conforto sostegno rassicurazione, ora è la mamma che lo attende piena di aspettative e pure alla ricerca di un po' di tregua dal fare quotidiano.

L'uomo spesso si trova a non aver dei riferimenti, delle valvole di sfogo, stanco per la giornata di lavoro, stressato e disorientato dai nuovi ritmi e dalle nuove dinamiche familiari si sente un po' messo da parte ed escluso. La risorsa da sfruttare sono gli amici, i colleghi di lavoro, i familiari, i collegamenti col mondo esterno che consentono di prendere una ventata d'aria fresca e rigenerante che possa essere lo stimolo pure per arginare e ridimensionare le ansie ed incertezze della neo-mamma.

Da un lato vi è la necessità di accudimento che ribalta i ruoli per cui ora l'uomo si trova a dover fare pure un po' da "mamma" alla moglie-madre,ciò coinvolge la donna in un clima di serenità, tranquillità che consente di seguire al meglio il bebè.

Tale complesso processo naturale che conduce all'assunzione di ruolo di padre crea la riattivazione di vari poli di conflitto la cui ampiezza, maggiore o minore che essa sia è strettamente collegata al vissuto personale dell'individuo.

Dott.ssa Laura Congiu

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