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Disturbi alimentari, nuova struttura per curare anoressia e bulimia - Psicologia - Un centro per la cura dei disturbi alimentari, come anoressia e bulimia, sorgerà presso i locali del Circolo Mario Mieli

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Disturbi alimentari, nuova struttura per curare anoressia e bulimia

Disturbi alimentari: anoressia e bulimia

Un centro per la cura dei disturbi alimentari, come anoressia e bulimia, sorgerà presso i locali del Circolo Mario Mieli. Situato nel quartiere Ostiense di Roma, diverrà l'unica struttura sanitaria specializzata nella Capitale.

La prima Casa per la cura di anoressia e bulimia sarà operativa dalla primavera del 2008, presso di essa non ci si potrà rivolgere unicamente per delle attività di trattamento ambulatoriale, ma verranno offerte anche delle attività di supporto di tipo psicoterapeutico e riabilitativo.

La nuova struttura, che sarà gestita dall'ospedale Sant Eugenio, avrà una superficie di 700 metri quadrati e una volta terminati i lavori di ristrutturazione una parte di essa sarà adibita a centro diurno semiresidenziale.

Vito Salvemini, responsabile dell'Unità operativa disturbi del comportamento alimentare al Sant Eugenio, l'ospedale che dal 1990 ospita un centro di accoglienza e valutazione medica dei disturbi alimentari, durante la presentazione ufficia della prima casa per la cura di anoressia e bulimia della capitale spiega che sul territorio c'è una carenza di strutture idonee a seguire questi tipo di disturbi, inoltre evidenzia la mancanza di un registro della malattia.

L'esperto fa notare come secondo alcuni dati si stimi che, nella sola regione Lazio, i disturbi legati all'alimentazione colpiscono circa 43 mila persone nella fascia d'età che va dai 12 ai 25 anni, entrando nel dettaglio i casi di anoressia nervosa sono circa 2.000, mentre quelli di bulimia nervosa superano i 12 mila. Se non si prende in esame solo la fascia d'età tra i 12 e i 25 anni, i numeri crescono ulteriormente arrivando intorno agli 86 mila ammalati.

I dati sopraccitati sono il frutto di alcune stime che Salvemini ha ricavato incrociando i dati del piano sanitario nazionale 2002/2005 con quelli Istat. L'esperto spiega che questo tipo di problema colpisce prevalentemente le donne, se infatti si esaminano i dati relativi ai maschi, nella stessa fascia d'età, i casi sono circa un decimo di quelli femminili.

Si calcola che circa il 5 per cento della popolazione giovanile soffra di disturbi alimentari, è un disturbo che colpisce prevalentemente il sesso femminile, circa il 90 per cento dei casi, in una fascia di età che varia tra i 14 ai 18 anni. In alcune circostanze l'insorgenza può scendere fino a 10 anni e salire fino ai 30, al di fuori di queste fasce d'età è molto raro osservare l'inizio di queste patologie.

I disturbi alimentari possono avere dei segnali differenti ma importanti, pervenire o anche affrontare subito i sintomi dei disturbi alimentari è molto importante, purtroppo spesso risulta però difficile intervenire tempestivamente in quanto le persone che ne soffrono spesso riescono a nascondere il problema e ce ne si rende conto quando gli effetti sono molto evidenti. Tra i sintomi più comuni possiamo trovare:

  • Perdita di peso, incapacità di acquistare peso con la crescita, o fluttuazione del peso

  • Stanchezza, perdita di energia e di forza

  • Depressione

  • Ossessione per il cibo, e/o giocare con esso

  • Ossessione per il corpo o la forma fisica

  • Una grande preoccupazione nella preparazione del cibo per far sì che gli altri mangino

  • Esercizio eccessivo

  • Evitare di mangiare con altre persone

  • Segretezza sul cibo

  • Accumulare cibo

  • Paura di perdere il controllo sul mangiare

  • Irritabilità e sbalzi d'umore

  • Evitare amici e famiglia

  • Le mestruazioni (il ciclo) si fermano o non cominciano

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