Evoluzione, dalla scimmia all'uomo (Ida)

Evoluzione, dalla scimmia all'uomo (Ida)

Una recente scoperta potrebbe aggiungere un nuovo tassello nella storia dell'evoluzione. Ida, il nome dato ad un fossile di primate, è un antenato comune di esseri umani e scimmie che, secondo alcuni, potrebbe essere considerato l'anello mancante dell'evoluzione umana. Il fossile, risalente a circa 47 milioni di anni fa, non aveva più di 10 mesi al momento della morte. Un'accurata descrizione del fossile è stata pubblicata sulla rivista scientifica PloS ONE (Public Library of Science, Maggio 2009).

Jorn Hurum, ricercatore presso la University of Oslo - Natural History Museum e coordinatore dello studio, ha battezzato il fossile con il nome di sua figlia, Ida. Il nome scientifico di questa nuova specie è però Darwinius masillae in onore a Charles Darwin ed all'area in cui è stato ritrovato (Messel Pit, Germania).

Attualmente Ida è il fossile di primate più completo mai ritrovato, il reperto è integro al 95 per cento. Oltre allo scheletro, si può osservare molto bene parte dello stomaco con i resti dell'ultimo pasto a base di frutta e foglie. Analizzando lo scheletro si possono notare diverse caratteristiche interessanti, il pollice opponibile, unghie al posto degli artigli e, negli arti inferiori, l'osso del tallone che lascia intravedere il passaggio dall'andatura a quattro zampe alla camminata in posizione eretta.

Il ritrovamento di Ida risale al 1983 (data in cui venne trovata da un cacciatore di fossili), nel 2006 entro poi in possesso del gallerista Thomas Perner e solo di recente è stata acquistata dal museo di Storia Naturale di Oslo, senza però esser mai esposta. La prima comparsa pubblica è di questi giorni (Museo di Storia Naturale di New York, Maggio 2009).

Prima della comparsa pubblica, il fossile di Darwinius masillae è stato studiato per due anni dal team guidato da Jorn Hurum. Secondo l'esperto, Ida è per i paleontologi quello che "l'arca perduta è per un archeologo". Il fossile è così importante che con molta probabilità sarà riportato sui libri di testo per decenni.

Lo studio del Darwinius masillae consentirà di comprendere meglio la paleobiologia di un primate del periodo dell'Eocene, un'epoca del periodo Paleogene, che copre approssimativamente l'intervallo di tempo compreso tra 54 e 37 milioni di anni fa, durante il quale i primati cominciarono a evolversi in due specie distinte: proscimmie e antropoidi.

Gli scienziati sono comunque prudenti su una possibile discendenza dell'uomo dal fossile. Ida, più che la nostra bis-bis-bisnonna, potrebbe essere considerata la nostra pro-pro-prozia. La cautela in questo caso è d'obbligo, forse i ricercatori non voglio commettere lo stesso errore che venne fatto con il Ramapithecus, considerato per alcuni anni il progenitore più antico della specie umana.

Nel 1932 in una regione dell'India furono trovati dei fossili di Ramapithecus, questi animali avevano delle caratteristiche morfologiche, metà uomo e metà scimmia, tali da ipotizzare che potessero appartenere al primo antenato dell'uomo. Solo successivamente, dopo una serie di analisi dettagliate, si concluse che il Ramapithecus non era altro che una specie scomparsa di orangutan (Science, Aprile 1982 - L'uomo perde un suo antenato).

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