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L'uso degli anticoncezionali - Sessualità e Salute: L'educazione sessuale è considerata dal 50 per cento dei giovani una perdita di tempo

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L'uso degli anticoncezionali

Uso degli anticoncezionali

L'educazione sessuale è considerata dal 50 per cento dei giovani una perdita di tempo. Questo è uno dei dati, emersi da un'indagine condotto dalla SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), presentati lo scorso 26 settembre in occasione della Giornata Mondiale della Contraccezione (Londra, Settembre 2008).

L'indagine ha giocato sul parallelo fra sesso e sport per dimostrare come, in entrambi, sia importante conoscere le regole per poter raggiungere risultati vincenti. Ma, su 1.200 intervistati, sono ben pochi quelli che si meriterebbero di salire sul gradino più alto del podio.

La prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell'Ospedale San Raffaele Resnati di Milano, spiega che in base ai dati raccolti il 22 per cento dei giovani non raggiungono la sufficienza nel prendersi cura del proprio corpo, il 31 per cento non considera la contraccezione sicura come un modo per rispettarsi e restare in forma. Solo il 30 per cento degli intervistati la ritiene una responsabilità di entrambi, mentre per ben il 62 per cento è un compito che riguarda solo la donna. In fine, in caso di gravidanza indesiderata, per il 41 per cento si tratta di un "colpo basso" del partner.

Fra tutti questi punti negativi c'è almeno una nota positiva, la pillola è ritenuta, da un intervistato su tre, una vera e propria "compagna di squadra" della forma fisica. Comincia quindi finalmente a crollare il più radicato pregiudizio, anche perché oggi esistono formulazioni - come quelle a base di drospirenone - che possono davvero definirsi "light".

Spesso ai giovani mancano le giuste informazioni ed è per questo motivo che la SIGO ha intrapreso un progetto, battezzato "Scegli Tu", per aiutarli nel campo della "contraccezione sicura".

Diana Bianchedi, campionessa olimpica e medico dello sport che attualmente si occupa prevenzione e riabilitazione, spiega che il basso impatto sul fisico degli anticoncezionali non è importante solo per le atlete ma anche per le migliaia di ragazze che praticano sport o fitness per restare in forma e in salute. Ragazze per cui la linea è un valore importante e che purtroppo sono a rischio di incorrere nella "triade dell'atleta": un insieme di disturbi alimentari, osteoporosi e amenorrea. Una sindrome purtroppo in crescita, dovuta a uno sbilanciamento tra l'energia che si brucia e quella introdotta con il cibo: la dieta diventa disordinata, le mestruazioni scompaiono e le ossa diventano fragili. In questo caso, per esempio, la pillola anticoncezionale può rappresentare una valida alleata, anche se ovviamente la priorità è intervenire per risolvere il problema alimentare.

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