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Fertilitā, la soia riduce quella maschile

Fertilitā maschile e soia

La fertilitā maschile potrebbe essere compromessa da una dieta ricca di alimenti a base di soia. Il legume, secondo alcune analisi, sembra interferisca negativamente sulla produzione degli spermatozoi. Questa č la conclusione di uno studio, coordinato da Jorge Chavarro, condotto presso la Harvard School of Public Health di Boston. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Human Reproduction (Luglio, 2008).

Il consumo della soia, ma anche di suoi derivati come il latte di soia, gli spaghetti di soia, l'olio di soia, ecc., sembrerebbe ridurre drasticamente il numero degli spermatozoi. Si parla di circa 41 milioni in meno di cellule spermatiche per millilitro di liquido seminale.

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 99 uomini che si erano sottoposti, tra il 2000 e il 2006, a dei controlli per la valutazione della loro fertilitā. Fra i vari parametri tenuti in considerazione vi era anche l'analisi dell'apporto alimentare di 15 prodotti a base di soia. I partecipanti, dopo aver compilato un questionario con domande relative al consumo di alimenti contenenti il legume, sono stati divisi in quattro gruppi in base alla presenza della soia nella dieta.

Comparando i dati relativi al consumo di soia con la qualitā del liquido seminale č emerso che il consumo di soia, e dei suoi derivati, č inversamente proporzionale al numero di spermatozoi. Basterebbe mezza porzione, circa una tazza di latte di soia, per diminuire di ben 41 milioni il numero di spermatozoi per millilitro di liquido seminale. In una situazione "normale", la concentrazione di spermatozoi per millilitro dovrebbe essere tra gli 80 e 120 milioni. Effetti negativi si iniziano a vedere anche se si superano le due porzioni a settimana.

Gli esperti spiegano che gli studi condotti fino a questo momento avevano coinvolto esclusivamente animali, mai l'uomo. Nelle ricerche condotte sugli animali si era individuata una certa correlazione fra gli isoflavoni (estrogeni naturali presenti nella soia) e l'infertilitā, quello che mancava era una verifica di questa relazione anche sull'uomo.

Alcune persone potrebbero aver giā sentito parlare di isoflavoni di soia, essi sono utili per diminuire nelle donne i disturbi legati alla menopausa. Purtroppo in alcuni casi, stando ad una ricerca condotta presso la Helsinki University Central Hospital (Finlandia), gli isoflavoni non sono sempre efficaci nel ridurre i sintomi della menopausa, per esempio nel caso in cui la donna sia affetta anche da tumore al seno.

Tornando alla ricerca condotta sull'uomo, Jorge Chavarro spiega che in base ai dati raccolti i quantitativi di soia iniziano ad essere "dannosi" per la fertilitā maschile se si supera la mezza porzione al giorno (mezzo bicchiere di latte di soia, mezza porzione di tofu, ecc.). Considerando che in alcuni uomini ci potrebbe essere un dimezzamento del numero degli spermatozoi, anche se i dati probabilmente dovranno essere confermati con altre indagini, per aumentare le probabilitā di concepimento meglio eliminare temporaneamente dalla propria dieta gli alimenti a base di soia.

Per approfondire l'analisi del legame fra gli isoflavoni e la fertilitā maschile sarebbe interessante condurre uno studio nei paesi asiatici. L'alimentazione delle popolazioni asiatiche č infatti ricca di soia e suoi derivati ma, al contempo, presentano un tasso di natalitā molto elevato.

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