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Nuovo test per scoprire l'ipogonadismo - Sessualità e Salute: (Androtest) - Presto si potrà fare un nuovo test per lo screening dell'ipogonadismo

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Nuovo test per scoprire l'ipogonadismo

Test per scoprire l'ipogonadismo

Presto si potrà fare un nuovo test per lo screening dell'ipogonadismo, un problema degli uomini che può causare riduzione della fertilità, riduzione della produzione ormonale e disturbi della sessualità come ad esempio disfunzioni erettili.

l'ipogonadismo causa problemi sessuali nel 6% degli uomini italiani, grazie a un innovativo metodo brevettato dall'università di Firenze è possibile individuare un eventuale problema, con un'attendibilità del 70%, attraverso una serie di 12 domande mirate.

Il test è stato presentato durante lo svolgimento del congresso ''Patologia gonadica'' organizzato dalla Società Italiana di Andrologia (SIA) e dalla Società Italiana di Andrologia Medica (SIAM).

L'esame, battezzato Androtest, è stato sviluppato da un team dell'Università di Firenze coordinato dal professor Mario Maggi, ordinario di endocrinologia dell'ateneo fiorentino. L'obiettivo degli esperti è stato quello di mettere a punto un test che permettesse di eseguire uno screening preliminare qualora i pazienti maschi si rivolgessero al medico di base o allo specialista per disturbi legati alla sessualità.

Il medico pone al paziente una serie di 12 domande, cinque di queste sono relative a l'anamnesi generale e riguardano l'età e i dati antropometrici, le altre sette domande sono invece studiate per acquisire un quadro relativo alla vita intima: disfunzione erettile, eiaculazione, desiderio sessuale, autoerotismo (frequenza e senso di colpa con cui viene vissuto). Successivamente il medico assegnerà a ogni risposta un punteggio alfanumerico pre-codificato che va da un minimo di zero a un massimo di tre, se la somma finale dei punti sarà maggiore di 8,5 indicherà una situazione di ipo-testeronemia, il testosterone totale risulta quindi inferiore a 10,4 nanomoli/litro di sangue o a 300 nanogrammi/decilitro, una situazione che comporta l'esecuzione di ulteriori accertamenti clinici.

Il professor Maggi spiega che durante le prime fasi di sperimentazione del test sono state formulate 100 domande. Un'analisi su 200 pazienti ha permesso di individuare quali fossero i quesiti più rilevanti, solo successivamente le domande sono state ridotte a 12 e testate su un campione di 660 pazienti. Un controllo incrociato fra esami ematochimici, ormonali e altri dati di laboratorio hanno confermato la diagnosi di ipogonadismo nel 70% dei casi.

Grazie a questa nuova analisi che per la sua "struttura" ha anche il vantaggio di migliorare il rapporto medico paziente, si ha a disposizione uno strumento che fornisce delle indicazioni molto utili relative a quei pazienti che presentano dei disturbo legati alla sessualità. Maggi conclude dicendo che essendo un test semplice da usare, che non richiede un laboratorio e a costo zero, andrebbe fatto prima di iniziare qualunque terapia legata alla sfera sessuale.

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