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Vitamina D: rimedi per ustioni e prevenzione artrite reumatoide - Se vuoi sapere a cosa serve la vitamina D, in questo articolo troverai alcune informazioni su due proprietà non molto conosciute

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Vitamina D: rimedi per ustioni e prevenzione artrite reumatoide

A cosa serve la vitamina D

Se vuoi sapere a cosa serve la vitamina D, in questo articolo troverai alcune informazioni su due proprietà non molto conosciute. Essa può essere un rimedio naturale per le ustioni e un valido aiuto nella prevenzione dell'artrite reumatoide. Si sa che una carenza di vitamina D può influire sulla salute delle ossa, e questo è già un buon motivo per non trascurare tale sostanza, in caso di ipovitaminosi D ci possono però essere molte più conseguenze di quanto si pensi (per maggiori informazioni potete leggere: Conseguenze di una carenza di vitamina D).

Grazie ad una corretta esposizione al sole si può prevenire l'ipovitaminosi D: il nostro organismo può infatti produrre autonomamente tale vitamina a partire dai raggi UV. Per raggiungere dei livelli sufficienti non c'è bisogno di stare ore ed ore al sole, possono infatti essere sufficienti dai 10 ai 30 minuti a seconda delle caratteristiche individuali e del periodo dell'anno. Il consiglio degli esperti è quello di trascorrere del tempo all'aria aperta, non solo in estate ma anche in inverno. I mesi più freddi sono infatti quelli in cui il rischio della carenza di vitamina D è maggiore.

Una passeggiata all'aria aperta, possibilmente anche con le braccia scoperte (clima permettendo), può garantire una buona produzione della vitamina. Bisogna però ricordare che la vitamina D sintetizzata dalla pelle quando ci si espone al sole, diminuisce con l'avanzare dell'età, gli anziani dovranno quindi esporsi per un periodo più lungo per raggiungere dei livelli sufficienti. Oltre che con i raggi solari, possiamo coprire circa il 20 per cento del fabbisogno giornaliero attraverso l'alimentazione. Per far ciò è importante integrare nella dieta cibi quali: olio di fegato di merluzzo, uova, pesci grassi quali salmone e aringhe, carni rosse e verdure a foglia verde quali spinaci, erbette, broccoli, ecc..

Rimedi per ustioni e proprietà vitamina D

Rimedi ustioni e Vitamina D

Se nel sangue ci sono dei livelli adeguati di vitamina D, in caso di scottature e bruciature si potrebbero accorciare i tempi di guarigione. La scoperte è stata fatta da un gruppo di ricercatori inglesi dell'Institute of Inflammation & Ageing, dell'Institute of Metabolism & Systems Research e dallo Scar Free Foundation Burns Research Centre di Birmingham. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Endocrine (Influence of vitamin D on outcomes following burn injury: An observational cohort study - Doi: 10.1530/endoabs.50.P030).

Janet Lord, coordinatrice dello studio e ricercatrice presso l'Institute of Inflammation & Ageing, spiega che bassi livelli di vitamina D, nelle persone con ustioni, sono associati a maggiori complicanze quali: infezioni potenzialmente fatali, ritardo nella rimarginazione dei tessuti e, a guarigione avvenuta, cicatrici più gravi.

Questi risultati sono emersi nel corso di una ricerca che ha coinvolto 38 persone ustionate seguite per un periodo di 12 mesi. Durante l'anno di osservazione in cui si è valutata la capacità di recupero individuale, sono stati monitorati vari parametri tra cui i livelli di vitamina D nel sangue. Incrociando le varie informazioni raccolte si è così scoperto che i soggetti che presentavano dei livelli ematici più alti di vitamina D erano quelli con minori complicazioni, una maggiore velocità di rimarginazione e, più in generale, una prognosi migliore.

Nel corso dello studio si è inoltre rilevato un altro aspetto molto importante spesso trascurato, le persone vittime di ustioni presentano dei livelli di vitamina D più bassi rispetto alla norma. Un'informazione che, alla luce dei dati raccolti, non andrebbe tralasciata. Una supplementazione della vitamina potrebbe infatti offrire dei significativi benedici per la salute dei pazienti, sia dal punto di vista della riduzione delle infezioni, grazie alle proprietà antibatteriche della vitamina D, sia nel recupero in tempi più rapidi. Un modo semplice ed economico per migliorare notevolmente la gestione e il trattamento delle ustioni e delle scottature.

Quello di cui abbiamo parlato non è l'unico studio che mette in relazione la vitamina D con le ustioni. In un'altra ricerca, condotta da un gruppo di esperti del Case Western Reserve University School of Medicine in collaborazione con l'University Hospitals Cleveland Medical Center, si è osservato che livelli adeguati di vitamina D contribuiscono a ridurre i livelli di infiammazione e favoriscono il processo di riparazione della pelle con scottature solari. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sul Journal of Investigative Dermatology (Oral Vitamin D Rapidly Attenuates Inflammation from Sunburn: An Interventional Study - Doi: 10.1016/j.jid.2017.04.040).

I dati sono stati confermati nel corso di un'indagine che ha coinvolto 20 volontari. Tutti i partecipanti sono stati esposti, in maniera localizzata su un avambraccio, ai raggi UV di una lampada abbronzante. In questo modo si è potuto riprodurre in maniera controllata l'effetto di una scottatura solare. Dopo un'ora dall'esposizione, ad alcuni partecipanti sono stati somministrati degli integratori di vitamina D con diversi dosaggi (50.000, 100.000 o 200.000 IU), altri sono stati invece trattati con dei placebo. Successivamente i volontari sono stati sottoposti a visite di controllo dopo uno, due, tre e sette giorni.

I risultati delle visite dermatologiche, alcuni relativi alle analisi condotte su piccoli campioni di pelle prelevati dell'avambraccio, sono stati molto interessanti. È stato infatti dimostrato che alte dosi di vitamina D possono favorire diversi processi che migliorano la guarigione. C'è ad esempio una riduzione dell'infiammazione a distanza di 48 ore dall'esposizione ai raggi UV, una maggiore attività dei geni che riparano la pelle danneggiata, e un minor arrossamento della cute.

Il coordinatore dello studio, Kurt Q.Lu, spiega che in base a quanto si è osservato, si può concludere che i benefici della vitamina D (almeno per quanto concerne le scottature solari) sono dose dipendenti. La supplementazione della vitamina a certi dosaggi, non solo aiuta a sopprimere l'infiammazione, ma attiva anche i geni che contribuiscono a riparare la pelle.

Per quanto riguarda l'infiammazione acuta conseguente alla scottatura solare, i risultati delle biopsie hanno mostrato che la vitamina D contribuisce ad aumentare i livelli di arginesi-1, un enzima noto per il suo effetto antiinfiammatorio. Questo enzima è molto importante perché favorisce la riparazione dei danni cutanei attivando una serie di proteine che agiscono contro l'infiammazione.

Gli autori dello studio invitano però alla cautela e suggeriscono di seguire sempre i consigli per una corretta esposizione al sole, non si devono infatti sottovalutare i possibili rischi di un'esposizione sconsiderata, pensando di far ricorso ad un integratore. Le persone coinvolte nella ricerca sono state seguite scrupolosamente per evitare possibili problemi, poiché le dosi utilizzate andavano ben oltre le soglie giornaliere di vitamina D raccomandate.

Prevenire l'artrite reumatoide con la vitamina D

Come Prevenire l'Artrite

Diversi studi hanno rilevato gli effetti antiinfiammatori della vitamina D. Nel paragrafo precedente abbiamo parlato delle infiammazioni collegate alle ustioni, ma ci sono tante altre malattie associate a processi infiammatori, una di esse è l'artrite reumatoide.

Per chi non lo sapesse, l'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica sistemica che interessa tutte le articolazioni, sia quelle piccole che quelle grandi. Queste, sin dagli esordi della patologia, diventano dolenti e tumefatte. Inoltre, con il passare del tempo vengono deformate anche in maniera importante. La malattia colpisce prevalentemente le donne, tra i 40 e i 50anni, e, in determinati casi, può coinvolgere anche altri organi quali: polmone, occhi, cute e vasi.

Nel corso di uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Birmingham, si è scoperto che un livello adeguato di vitamina D potrebbe prevenire la comparsa di malattie infiammatorie come l'artrite reumatoide. L'effetto antiinfiammatorio sembrerebbe però essere poco utile una volta insorta la malattia. Il motivo risiede nella minore sensibilità, all'azione della vitamina, delle cellule immunitarie presenti nelle articolazioni infiammate. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul Journal of Autoimmunity (Decreased sensitivity to 1,25-dihydroxyvitamin D3 in T cells from the rheumatoid joint - Doi: 10.1016/j.jaut.2017.10.001).

Questo studio è il primo ad aver indagato in maniera approfondita l'effetto della vitamina D sulle articolazioni infiammate, in precedenza ci si era infatti concentrati unicamente sul sangue delle persone colpite da artrite reumatoide. Nello specifico, in alcuni pazienti affetti dalla malattia, i ricercatori hanno condotto un'ispezione dello striscio di sangue periferico, un esame utile per rilevare la presenza e la natura di un difetto eritropoietico, e hanno analizzato il liquido sinoviale, una sostanza che serve a prevenire l'attrito tra i vari elementi che costituiscono le articolazioni mobili, prelevato direttamente dalle aree infiammate. Gli esami condotti hanno inoltre rilevato che i soggetti colpiti da questa patologia presentano una ipovitaminosi D.

Louisa E.Jeffery, prima autrice dello studio, spiega che tutte le informazioni relative alla malattia, precedenti alla loro indagine, si basavano unicamente su indagini condotte sul sangue del paziente. Dati che potrebbero non rappresentare realmente la situazione presente nell'articolazione infiammata. Per questo motivo si è deciso di studiare le risposte della forma attiva della vitamina D, l'1,25-(OH)2-colecalciferolo, in alcune cellule immunitarie prelevate direttamente dalle articolazioni infiammate dei pazienti affetti da artrite reumatoide. Si è così scoperto che le cellule immunitarie articolari infiammate, rispetto al sangue degli stessi pazienti, risultavano essere meno sensibili alla vitamina D.

Una possibile spiegazione di questo fenomeno potrebbe esser riconducibile al maggiore coinvolgimento delle cellule immunitarie articolari all'azione infiammatoria. Nonostante dispongano di tutti i mezzi per rispondere alla vitamina D, presentano una minore probabilità di cambiare. Ora i ricercatori stanno conducendo ulteriori indagini per cercare di comprendere perché, e in che modo, l'artrite reumatoide riduca la sensibilità alla vitamina D. Il passo successivo sarà quello di trovare un modo di aggirare il problema e stabilire se questo processo sia presente anche in altre malattie infiammatorie.

I risultati di questo studio sono comunque di per se già molto importanti perché dimostrano che la vitamina D può servire anche a prevenire l'artrite reumatoide. In caso di pazienti già affetti dalla malattia, l'eventuale terapia potrebbe prendere inoltre in considerazione l'aumento delle dosi della vitamina o trattamenti in grado di correggere, o aggirare, l'insensibilità alla vitamina D delle cellule immunitarie situate nelle articolazioni colpite dalla malattia.

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