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3 consigli per dimagrire

Come dimagrire velocemente

Esistono diversi trucchi per dimagrire senza dover seguire una dieta dimagrante, una passeggiata quotidiana può ad esempio essere molto utile (si può infatti perdere peso camminando), secondo la scienza ci sono però alcuni espedienti, inimmaginabili, che potrebbero contribuire a far perdere qualche chilo. Non esistono trucchi e i rimedi della nonna per dimagrire in fretta, ci sono però piccoli accorgimenti che si possono prendere a tavola per ridurre il numero di calorie immagazzinate. Stando ai risultati di uno studio pubblicato su Cell Metabolism (The Sense of Smell Impacts Metabolic Health and Obesity - Doi: 10.1016/j.cmet.2017.06.015), c'è un legame tra olfatto e metabolismo: quando non si percepisce l'odore del cibo l'organismo invece di immagazzinare il grasso tende a bruciarlo.

L'indagine condotta dai ricercatori della University of California Berkeley (UCB) è molto interessante e, in base ai risultati, la limitazione dell'olfatto potrebbe rientrare nella lista dei consigli per dimagrire. Anche se i dati sono frutto di uno studio condotto su alcuni topolini, effetti analoghi potrebbero essere presenti anche nell'organismo umano. Céline E Riera, prima autrice dello studio, spiega che le cavie private del senso dell'olfatto ingrassavano di meno rispetto a quelle alle quali è stato lasciato.

Per condurre lo studio, in alcune cavie è stato inibito il senso dell'olfatto mentre ad alte è stato lasciato inalterato, tutti i topolini sono però stati alimentati con una dieta ipercalorica che apportava lo stesso numero di calorie. Analizzando i dati, dopo un periodo di 12 settimane, si è osservato che il gruppo che non poteva sentire l'odore del cibo che mangiava aveva mantenuto più o meno il proprio peso iniziale mentre l'altro gruppo lo aveva quasi raddoppiato.

Andrew Dillin, coordinatore dello studio, evidenzia che per la prima volta si è dimostrano che il senso dell'olfatto può avere un ruolo chiave sul metabolismo basale e sulla gestione delle calorie. Si ipotizza ci sia una relazione tra il sistema olfattivo e le aree del cervello collegate alla regolazione del metabolismo, quando non si riesce ad annusare il cibo l'organismo immagazzina una quantità minore di calorie e, presumibilmente, ne brucia di più mediante alcuni processi quali ad esempio la lipolisi.

Analizzando le varie informazioni si è inoltre scoperto che i topi che erano obesi all'inizio dello studio, dopo l'inibizione del senso dell'olfatto hanno perso peso. É interessante notare come la perdita di peso riguardava quasi elusivamente le riserve di grasso, senza nessun effetto sugli altri tessuti quali ad esempio i muscoli. Altre cavie, che avevano invece un olfatto più sviluppato, hanno guadagnato più peso rispetto a quelle che possedevano un olfatto nella media.

La perdita dell'olfatto non è però priva di effetti collaterali, i topolini nei quali veniva inibito presentavano un innalzamento della noradrenalina. Un ormone, sintetizzato nella porzione interna del surrene in risposta allo stress, che nell'uomo può aumentare il rischio di attacco cardiaco. L'inibizione dell'olfatto per perdere peso è sicuramente un intervento molto drastico, secondo i ricercatori, in alcuni casi molto selezionati, può però essere un alternativa alla chirurgia dell'obesità.

Più o meno tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita la perdita dell'olfatto, una condizione fisica nota in campo medico come anosmia. Nella maggior parte dei casi la perdita dell'olfatto è parziale e solo in rari casi è totale. In caso di un raffreddore ci può ad esempio essere un'anosmia temporanea, in casi più gravi (tumori, danni al cervello, ecc.), ma rari, può invece essere permanete. Chi ha vissuto questa esperienza, si sarà accorto che in quei giorni il sapore dei cibi era diverso, il senso dell'olfatto è infatti necessario per gustare appieno i cibi.

Chi vuole provare l'anosmia per dimagrire deve quindi considerare che perderà uno dei piaceri della tavola, il sapore dei cibi. Questo perché il gusto funziona anche grazie al nostro naso e non solo alle papille gustative presenti sulla lingua. Grazie alla lingua si riescono a distinguere i quattro gusti (acido, amaro, dolce e salato), per riconoscere il sapore dobbiamo servirci però anche del naso. La cavità nasale e quella orale sono collegate e gli odori emanati dal cibo possono raggiungere i recettori presenti nel naso mentre gli mastichiamo. Quando mangiamo un cibo sgradevole, o una medicina non molto invitante, se ci tappiamo il naso non percepiamo il sapore perché l'aria che passa dalla bocca non può raggiungere la cavità nasale. Questo trucco non sarà però molto vantaggioso se si mangia qualcosa di buono del quale vogliamo cogliere ogni sfumatura del sapore.

Vediamo ora quali potrebbero essere altri 2 trucchi per dimagrire che, a differenza dell'anosmia, non alterano i sapori. Il primo consiglio utile per perdere peso riguarda la scelta della dimensione del piatto dove si mette l'alimento, il secondo è relativo invece al colore dei piatti. In questo modo, dopo qualche settimana, chilogrammo dopo chilogrammo, si riuscirà a raggiungere il peso forma.

Consigli per dimagrire

Trucchi per dimagrire: la dimensione del piatto

Uno dei trucchi per dimagrire senza una dieta dimagrante è la scelta del piatto, un aspetto dimostrato scientificamente nel corso di una ricerca americana condotta da Koert van Ittersum, del Geoorgia Institute of Technology, insieme al collega Brian Wansink, della Cornell University. Lo studio, pubblicato sul Journal of Consumer Research (Plate Size and Color Suggestibility: The Delboeuf Illusion's Bias on Serving and Eating Behavior - Doi: 10.1086/662615), dimostra che mangiare abitualmente in piatti grandi può incrementare il consumo alimentare dal 9 fino al 31 per cento. Un maggiore apporto calorico che, di conseguenza, ostacolerà la perdita di peso.

Brian Wansink, psicologo e ricercatore presso la Cornell University di New York (Usa),spiega che i dati raccolti sono molto chiari: le dimensioni del piatto o del bicchiere possono influire in maniera significativa sulla quantità di cibo che una persona assume. Questo accade perché i segali visivi possono ingannare il cervello e di conseguenza variano i segnali di sazietà.

L'importanza della dimensione del piatto è stata confermata anche dai risultati di un altro studio (Portion, package or tableware size for changing selection and consumption of food, alcohol and tobacco - Doi: 10.1002/14651858.CD011045.pub2) condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Cambridge, pubblicato su Cochrane Database of Systematic Reviews. Combinando i dati ottenuti nel corso di 61 indagini, e analizzando globalmente le informazioni relative a 6.711 persone, si è dimostrato che riducendo le dimensioni delle stoviglie (piatti e bicchieri) e dei contenitori per i cibi, si può ridurre l'apporto calorico giornaliero dal 12 al 29 per cento.

Per capire come il cervello possa essere ingannato dall'occhio potete osservare la seguente immagine:

Trucchi per dimagrire

Si tratta di un effetto ottico studiato da Joseph Remi Leopold Delboeuf, e sviluppato da Hermann Ebbinghaus, che può essere applicato anche al cibo. La stessa quantità di cibo, se viene messa in un piatto più grande, dà l'illusione di essere molto meno. Di conseguenza, il piatto grande viene riempito di più incrementando l'apporto calorico anche del 31 per cento rispetto al normale.

Stando ai risultati di una ricerca condotta presso i laboratori dell'UConn Health Alcohol Research Center di Storrs (Usa), la scelta della dimensione del piatto non sempre funziona come trucco per ridurre le porzioni e ingannare l'occhio. Lance Bauer, coordinatore dello studio, spiega che le persone in sovrappeso o obese sono meno attente ai segnali visivi, rispetto alle persone normo-peso, Il dato è emerso dopo aver analizzato il comportamento di 162 ragazze, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, classificate sulla base del loro BMI. I dati sembrerebbero quindi dimostrare che, per le persone in sovrappeso o obese, servire gli alimenti in piatti di dimensioni ridotte non è utile per ridurre l'apporto calorico giornaliero, bisognerebbe verificare se questo comportamento è presente anche negli adulti o vale solo per gli adolescenti che, tendenzialmente, sono meno attenti a quello che mangiano.

La scelta del colore del piatto, un altro trucco per dimagrire

L'effetto del colore del piatto sul quantitativo di cibo ingerito è stato esaminato in numerosi studi. Secondo una ricerca condotta presso il Georgia Institute of Technology, il contrasto del colore del piatto con quello dell'alimento può portare a ridurre anche del 21 per cento la porzione. De benefici si hanno anche scegliendo un colore della tovaglia adeguato, in questo caso la riduzione della porzione è stimata intorno al 10 per cento.

Durante l'indagine sono state esaminate varie situazioni, ad alcuni volontari è stata ad esempio servita della pasta in bianco su un piatto bianco mentre ad altri è stata servita su un piatto rosso, successivamente la stessa prova è stata ripetuta con pasta al sugo. Dall'analisi è emerso un dato interessante relativo alle porzioni ritenute sufficienti dai partecipanti, quando la pasta al sugo era servita sul piatto bianco e, viceversa, la pasta in bianco era servita su piatto rosso, situazione che accentuava il contrasto di colore, la quantità di cibo servita diminuiva mediamente del 21 per cento.

Secondo gli autori dello studio, il colore del piatto in cui mangiamo, analogamente alla dimensione, può avere un ruolo determinante nella percezione della quantità di cibo che contiene. Un altro studio, condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Basilea (in Svizzera) e pubblicato sulla rivista Appetite, ha invece concluso che se si colora la tavola di rosso (tovaglia, piatti e bicchieri), porta a una diminuzione generale delle porzioni e, di conseguenza, può essere un trucco che ci aiuta a dimagrire. La scelta di un bicchiere rosso, e non di altro colore, può essere ad esempio utile per ridurre il consumo di birra, vino o altre bevande gasate che, nel tempo, possono farci prendere qualche chilogrammo.

I risultati della ricerca svizzera sono frutto di una piccola indagine condotta su 109 persone, a tutti sono state offerte delle ciambelle salate ma su piatti di colori diversi: bianco, rosso e blu. Le persone che prendevano il cibo dal piatto di colore rosso si accontentavano, in media, di circa la metà della porzione degli altri volontari.

Piatti colorati per perdere peso

Una ricerca analoga è stata condotta anche con le bibite, in questo caso ad un gruppo di 41 studenti è stato chiesto di bere fino a quando la sensazione di sete fosse appagata, in questo modo tutti sarebbero partiti dallo stesso livello di gratificazione. Successivamente sono state servite delle bibite dolci in bicchieri rossi e blu. Analogamente all'esperimento condotto con i piatti, chi beveva dai bicchieri di colore rosso assumeva mediamente il 40 per cento in meno della bevanda rispetto a chi aveva invece scelto il colore blu.

Se quindi si stanno cercando dei consigli per dimagrire è bene fare attenzione anche ai piatti dove mangiamo gli alimenti, l'apporto calorico giornaliero potrebbe essere influenzato non solo dalla dimensione ma anche dal colore che si sceglie e dall'abbinamento cromatico con il cibo contenuto.

Sei a dieta e non riesci a perdere peso? Potresti trovare la risposta al tuo problema in un approfondimento che spiega quali potrebbero essere i motivi che possono influire sulla perdita di peso.

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